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Psichiatria


L’infiammazione nel corpo è associata alla depressione

DepressioneUn importante dibattito in corso nel settore della psichiatria riguarda il rapporto fra infiammazione e depressione: cioè se l’infiammazione nel corpo sia una conseguenza della depressione o viceversa. Un nuovo studio pubblicato su Biological Psychiatry ha tentato di risolvere il problema.

L’infiammazione nel corpo è comune a molte malattie, tra cui l’ipertensione, la malattia coronarica e il diabete. La depressione è stata anche legata ad un marcatore dell’infiammazione nel sangue chiamata proteina C-reattiva (CRP). 

Il dottor William Copeland alla Duke University Medical Center e colleghi hanno testato la direzione di associazione tra la depressione e la CRP in un ampio campione di volontari, adolescenti e giovani adulti.

Per l’editore del Manuale Diagnostico Statistico non esiste una definizione di disturbo mentale

Camicia di forzaAllen Frances, medico ed editore capo per il Manuale Diagnostico Statistico (DSM-IV, il manuale di riferimento per i disturbi mentali), ha dichiarato: «Non esiste una definizione di disturbo mentale. È una stron… Intendo semplicemente che non la puoi definire».

Il DSM, la Bibbia degli psichiatri per la diagnosi delle malattie mentali, è da anni il fulcro della diffusione di farmaci psicotropi su larga scala e dei relativi fiumi di denaro connessi anche all’assistenza sanitaria.

Negli Usa Ritalin ai bimbi di 4 anni. In Europa il nuovo DSM V classifica 3 mln di nuovi malati di mente

RitalinLa denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott. Allen Frances del coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più malattie mentali classificate. Frances (team DSM) “Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali”. + 40% per i disturbi bipolari, raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile.

Poma (Giù le Mani dai Bambini): “In Italia siamo a rischio con 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA”.

Costa (psichiatra La Sapienza): "Tra le nuove possibili sindromi, il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali, attenzione perché è a rischio l'indipendenza della classe medica".

Credersi ammalati di demenza rappresenta un fattore di rischio

DemenzaPensarsi malati può rappresentare un fattore di rischio per il manifestarsi di una demenza. A erenderlo noto ci pensa uno studio condotto dai ricercatori dell’Università 2 di Bordeaux, in Francia, pubblicato sulla rivista di settore Neurology. Pensarsi malati alla lunga può portare ad un decadimento della salute ed alla comparsa di malattie neurologiche.

Potrà sembrare assurdo ma è proprio ciò che gli scienziati hanno rilevato, prendendo in considerazione lo stato di salute di 8.169 persone dai 65 anni in su e quello che i suddetti volontari pensavano della stessa.

11 settembre: l'evento ha influenzato i processi psicologici delle masse

11 settembreSulla scia del decimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre, una ricerca pubblicata sul Journal of Traumatic Stress rivela in che modo gli attacchi abbiano influenzato i processi psicologici anche di persone non direttamente coinvolte.

Lo studio, focalizzato su un gruppo di studenti di un College in Massachusetts, ha evidenziato come anche coloro che non erano direttamente coinvolti con gli eventi di New York o Washington, hanno mostrato un aumento delle risposte di stress nel rivedere le immagini connesse agli eventi.

In Italia è raddoppiato l'uso di psicofarmaci nell'ultimo decennio

PsicofarmaciSempre più orientati verso l'individualismo e il narcisismo. Così appaiono gli italiani allo specchio dell'indagine del Censis dal titolo “La crescente sregolazione delle pulsioni”. In questo vuoto di fondo percepito, aumenta l'uso di psicofarmaci: dal 2001 al 2009 le dosi giornaliere sono raddoppiate, passando da 16,2 a 34,7 per 1000 abitanti. Un incremento pari al 114,2%.

«Nessun cambiamento patologico: noi italiani siamo rimasti sempre gli stessi», commenta lo psichiatra Giovanni Battista Cassano, docente emerito all'Università di Pisa.

Assumere troppi caffè può provocare allucinazioni

CaffèBere troppo caffè può giocare brutti scherzi al cervello, fino a fargli sentire suoni che non ci sono. Lo ha dimostrato un esperimento dell'Università di Melbourne su 92 volontari, descritto dal Daily Telegraph.

I ricercatori hanno chiesto ai soggetti di ascoltare un rumore di fondo indistinto, dicendo loro che a un certo punto dell'ascolto sarebbe stata inserita qualche nota della canzone 'White Christmas' di Bing Crosby, e di premere un pulsante nel momento in cui l'avessero sentita.

Balzo epidemiologico della depressione con un aumento esponenziale dei suicidi

“La depressione? È fondamentale la prevenzione, intervenire subito. E questo è tanto più importante se si pensa che la depressione non solo si cura ma può anche arrivare a guarigione”.

Nelle pagine di scienza su Left domani in edicola, Massimo Biondi e Paolo Girardi, psichiatri dell'Università La Sapienza di Roma, fanno il punto del XV congresso della Società italiana di psicopatologia (Sopsi) che si è tenuto a Roma dal 15 al 19 febbraio.

In Italia 4 mln di persone sono affette da stress da lavoro

Stress da lavoroVenti milioni di euro: è questo in Europa il costo per curare i disturbi legati allo stress da lavoro.

Di questo argomento si è parlato oggi, nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università degli Studi di Firenze, per la giornata di studio intitolata “gli adempimenti normativi, i soggetti e le professionalità coinvolti nel processo di valutazione dello Stress Lavoro Correlato” organizzata da Ordine degli Psicologi della Toscana e dall'Associazione AGI, Avvocati Giuslavoristi Italiani.

I fattori di stress in questo ambito sono in particolare: i carichi e ritmi di lavoro, gli orari e turni, i percorsi di carriera, ma anche i conflitti con i colleghi.

Come si manifesta l'ansia

AnsiaSoffri d'Ansia ? Attacchi di Panico ? Fobie ? Scopri di che tipo e Perché

Breve guida sull'Ansia, i vari tipi di forme ansiose, le sue cause i sintomi e alcuni consigli su come fare ad affrontarle serenamente.

Ansia normale

L'Ansia è una risposta emotiva che si manifesta con uno stato di allerta, tensione e inquietudine di fronte a situazioni che vengono vissute come un pericolo.

Di per sé è una normale reazione di difesa fisiologica che si esaurisce nel momento in cui cessa la situazione che l'ha innescato. È quindi uno strumento utile di protezione e una condizione connaturata con l'individuo che fornisce una risposta ad uno stimolo interno o esterno che sia. In questo senso tutti noi, sottoposti quotidianamente a più o meno grandi dosi di stress, manifestiamo delle ansietà.

Le donne obese si sentono umiliate e persino terrorizzate

Donna obesaLa donna in sovrappeso ha mediamente tra i 45 e i 54 anni d'età, è sposata da 20 anni, pesa circa 85 chilogrammi e si sente umiliata ogni giorno.

Lo rileva una ricerca di una società britannica che aiuta le persone a perdere i chili di troppo, la Slimming World. La ricerca, pubblicata sul quotidiano 'Daily Telegraph', ha coinvolto 2.257 persone, di cui 1.467 in sovrappeso.

Dai risultati è emerso che le persone grasse lottano con le loro emozioni in almeno cinque situazioni di vita quotidiana: quando si guardano allo specchio e nelle foto delle vacanze, quando incontrano i vecchi amici, quando cercano i vestiti in un negozio e quando si vestono per una serata fuori.

La depressione è influenzata dall'alterazione dei ritmi circadiani

Chaplin che dormeC’è chi di noi è abituato ad avere ritmi di vita alterati, cioè ad andare a dormire quasi all’alba e quindi svegliarsi dopo mezzogiorno; chi salta il pranzo o la cena ecc.

Ebbene, si sa che uno stile di vita di questo tipo non è sicuramente salutare, ma addirittura sembra che, in alcune situazione, questa condotta possa risultare pericolosa. 

Per chi è affetto da episodi depressivi e disturbi bipolari, questa alterazione dei ritmi circadiani può rappresentare un problema aggiuntivo, nel senso che dopo l’osservazione di uno studio svolto dall’Università di Firenze su circa 190 soggetti, si è visto che quasi tutti hanno presentato una variazione dell’alternanza sonno-veglia nei giorni precedenti ad un episodio depressivo.

Mangiare cibo e consumare droghe hanno un comune denominatore

Cibo-drogaAd ogni ricorrenza natalizia, si richiama l'attenzione di giovani, anziani e bambini sul problema della qualità e quantità di cibo assunto nel corso delle feste, del suo ruolo sociale e dei rischi per la salute. Ma quale è il reale meccanismo che richiama ciascuno di noi verso un bel piatto di lenticchie e cotechino piuttosto che verso una ricca porzione di panettone? 

“Il controllo dell'assunzione del cibo avviene a livello del sistema nervoso centrale - spiega il prof. Paolo Maria Rossini della SIN, Società Italiana di Neurologia - e ciò ci permette di affermare che esiste, quindi, una stretta relazione tra cibo e cervello.

Depressione anziani: in Italia è allarme

AnzianoUn anziano su quattro soffre di depressione, e la sfida della psichiatria nei prossimi anni è proprio proteggere gli over 65 - quasi il 30% della popolazione italiana nel 2030 - dai disastri del 'mal di vivere'.

È l'allarme lanciato dalla Società italiana di Psichiatria (Sip). “Finora se ne è parlato poco, perché la si considerava quasi una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento - spiega il presidente della SIP Eugenio Aguglia, Ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Catania - Ma si tratta di un concetto completamente sbagliato.

Un italiano su dieci soffre di depressione

Depresson Italia una persona su dieci soffre di depressione. È quanto emerge da uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicato sull'International Journal of Public Health sulla base dei dati prodotti dal sistema di sorveglianza Passi, e presentato ad un convegno a Siracusa dall'Istituto di Gestalt HCC Italy.

Il 'male oscuro' colpisce più il centro (10,3%) e il sud (10,1%), un po' meno il nord (8,2%). Nel nostro paese la maggior percentuale di depressi ha tra i 50 e i 69 anni (12,1%), molto più numerose le donne (12,8) che gli uomini (5,9); e si tratta di donne che vivono sole (12,2) e che hanno una scarsa istruzione (il 16,9% di chi ha solo la licenza elementare è depresso, contro il 5,6% di chi è laureato).

 

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