Ti trovi quiSalute / Geni e molecole
Geni e molecole
Genoma umano: l’Università di Verona è all'avanguardia nel sequenziamento del Dna
Nuove prospettive per la ricerca genomica all’Università di Verona. Il centro di Genomica Funzionale del Dipartimento di Biotecnologie diretto da Massimo Delledonne è ora in grado di decodificare in poco più di una settimana l’intero genoma di un essere umano. Il nuovo strumento è stato presentato questa mattina dal direttore Massimo Delledonne e dal prorettore Bettina Campedelli.
È un risultato significativo per l’ateneo scaligero e un’opportunità di grande rilievo per l’intera comunità dei ricercatori veronesi e veneti, reso possibile dal progetto Sinergia “Sistema integrato efficace per rapporti da gestire fra imprese ed ateneo” cofinanziato dalla Regione Veneto col “Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” (Programma operativo regionale obiettivo competitività regionale e occupazione 2007-2013), nell’ambito del quale è stato acquistato un sequenziatore di ultima generazione con un investimento di oltre 600.000 euro.
L'evoluzione è regolata da un gene del cervello
Un singolo gene potrebbe essere responsabile delle dimensioni e della forma della corteccia cerebrale, sede dell'intelletto umano. È quanto emerso da uno studio della Yale University, pubblicato sull''American Journal of Human Genetics'.
L'evoluzione della regione 'pensante' del cervello ha portato ad alcuni dei più grandi successi della specie umana, dalle opere di Shakespeare alla scissione dell'atomo. Come è stato possibile tutto questo per il cervello è da anni oggetto di ricerche e polemiche, ma ora gli scienziati hanno trovato le prove che l'evoluzione della corteccia cerebrale potrebbe esser stata guidata da solo un gene.
La balbuzie ha una connotazione genetica
La balbuzie è genetica. Un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health americano ha identificato tre mutazioni genetiche che influenzano il modo in cui il cervello elabora il discorso e che sono molto comuni nelle persone che balbettano.
I risultati sono stati presentati in occasione del meeting dell'American Association for the Advancement of Science in corso a Washington.
Una molecola è correlata all'innamoramento
Sarebbe stata scoperta la molecola che porta a soffrire per amore: lo studio è di Oliver Bosch dell'Università di Regensburg, in Germania.
Nello specifico sono stati studiati maschi di arvicole di prateria, una specie di mammifero monogoma, che tiene molto al “rapporto di coppia”: i ricercatori hanno voluto indagare cosa succede nel cervello dell'arvicola quando lo si separa dal partner ma anche da compagni del gruppo con cui magari ha solo un rapporto di parentela.
Infedeltà, colpa di un gene
Ci sono molte persone che sembrano proprio incapaci di essere fedeli al partner. Pensiamo a Tiger Wood, apparso su tutti i giornali come un 'traditore cronico'. Ma la sola colpa che hanno è un gene, lo stesso che è stato collegato alla dipendenza dall'alcol e al gioco d'azzardo.
Almeno questo è quanto scoperto da un gruppo di scienziati della State University di New York, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail. Il gene in questione è responsabile del rilascio della dopamina, quella che potrebbe spiegare il piacere dell'infedeltà.
Identificato all'interno del genoma dei moscerini della frutta un gene legato al dolore umano
Scoperta una nuova variazione genetica responsabile della diversa sensibilità al dolore acuto e a quello cronico. L'annuncio è stato dato da un gruppo di ricercatori coordinati dal Children's Hospital di Boston negli Stati Uniti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell e riportato dal notiziario europeo Cordis.
Gli scienziati hanno scoperto il gene durante una caccia ai geni del dolore in tutto il genoma dei moscerini della frutta. Essi hanno affermato che studi corroboranti sui topi hanno gettato nuova luce sul modo in cui il gene controlla il dolore e la sensibilità.
Da una proteina di medusa creato un biosensore chiamato ClopHensor
Da una proteina ricavata da una medusa e in grado di legare piùwindowsmpter molecole tra loro potrebbe venire uno strumento di diagnosi ottica, tecnicamente detta Imaging in-vivo, utile a studiare i meccanismi di azione di alcune malattie, tra cui la fibrosi cistica, la più diffusa tra le malattie genetiche in Italia.
Un'equipe di studiosi del Laboratorio Nest (National Enterprise for nanoScience andnanoTechnology) dell'Istituto Nanoscienze del Cnr, insieme alla Scuola Normale di Pisa e in collaborazione con l'Istituto Italiano di tecnologia ha infatti messo a punto un nuovo biosensore chiamato ClopHensor, proprio partendo dalla proteina di questa medusa e le molecole che questa crea nella cellula.
Alcuni geni ci rendono suscettibili alla meningite
C'è un gene particolare che ci rende più o meno suscettibili alla meningite. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori dell'Imperial College di Londra che hanno pubblicato i lavori delle loro ricerche sulla rivista 'Nature Genetics'.
I ricercatori britannici hanno scoperto che il batterio responsabile della meningite riesce a far breccia nell'organismo di alcuni individui solo perche' il loro dna è diverso dagli altri. In particolare è stata osservata una mutazione genetica che favorisce l'infezione.
Il fumo riesce a modificare l'espressione di ben 323 geni
Sono ben 323 i geni che cambiano la loro espressione a causa del fumo. Li hanno scovati i ricercatori della Southwest Foundation for Biomedical Research di San Antonio con la più larga indagine genetica mai effettuata in questo campo, che ha coinvolto 1240 persone.
Una molecola che si trova nel latte materno ci difende da 40 tipi diversi di tumore
Un composto chimico che si trova naturalmente nel latte materno elimina le cellule di oltre 40 tipi di cancro. Lo ha scoperto una ricerca dell'Università di Goteborg pubblicata dalla rivista Plos One.
I ricercatori hanno studiato le proprietà di una sostanza chiamata 'Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumour cells o Hamlet':
Le crisi epilettiche sono provocate da una molecola
Un nuovo meccanismo proinfiammatorio che contribuisce in modo determinante alla comparsa e ricorrenza delle crisi epilettiche: questa l'importante scoperta che riunisce due filoni di ricerca, iniziati nel 1999 nel Laboratorio di Neurologia Sperimentale guidato dalla dottoressa Annamaria Vezzani dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e nell'Unità di Dinamica della Cromatina guidato dal Prof. Marco Bianchi dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Generate proteine da una micro-molecola Rna
Creata in laboratorio una molecola di Rna sintetica in grado di catalizzare gli elementi alla base di molecole più complesse, come per esempio le proteine. Per i ricercatori si tratta di un passo in avanti fondamentale per capire quali siano state le origini della vita sul nostro pianeta.
L'Rna è infatti un acido nucleico che viene utilizzato dal Dna per trasmettere le informazioni necessarie alla sintesi delle proteine.
Scoperto il gene che ritarda l'invecchiamento
Individuato il gene di 'Peter Pan' che potrebbe spiegare il perché alcune persone rimangono giovani per lungo tempo, mentre altre invecchiamo prima. Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Leicester e del King's College di Londra, e pubblicato sulla rivista Nature Genetics.
Il cervello e l'appetito
Il circuito cerebrale che contribuisce a regolare l'appetito sarebbe molto più plastico di quanto si ritenesse finora. Molti dei segnali corporei coinvolti nella percezione della fame e della sazietà convergono nell'ipotalamo, da dove i neuroni inviano ulteriori segnali che influenzano il comportamento nutritivo. Nel primo studio, Maia Kokoeva dell'Harvard Medical School di Boston e colleghi riferiscono che la produzione di nuovi neuroni nell'ipotalamo adulto può essere legata alla regolazione del peso corporeo.
HMGA2 il gene dell'altezza
Secondo un nuovo metodo di confronto fra polimorfismi, che potrà essere utilizzato anche in altre condizioni in cui interagiscono fattori genetici e non, il 90 per cento delle variazioni nel campo dell'altezza è determinato da fattori genetici, quindi dal DNA, il restante 10 per cento è causato da circostanze ambientali e da modelli o stili di vita.
Recentemente nella ricerca genetica, riguardo l'altezza e ai fattori e geni coinvolti nella sua esplicazione, si è fatto un passo significativo grazie ad uno studio svolto da un team di scienziati del Broad Institute del MIT e di Harvard, del Children's Hospital di Boston, dell'Università Oxford e della Peninsula Medical School a Exeter.
È vietato l'impiego a scopo medico delle informazioni di carattere terapeutico e/o nutrizionale pubblicate senza il preventivo consiglio e/o supporto di un medico (anche naturopata e/o nutrizionista) legalmente autorizzato. Se previsto nella nazione in cui risiedi, esso costituisce reato, del quale l'utente − avendo agito in contrasto con le condizioni di utilizzo del quotidiano ECplanet − risponde a titolo esclusivo.
Per evitare inutili perdite di tempo, tutte le richieste di informazioni devono essere spedite non alla redazione di ECplanet bensì alle rispettive fonti citata in fondo ad ogni articolo.
| Torna su | Home | Archivio | Economia | In primo piano | Meteo | Contattaci | Posta |



