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Diritti umani


La maggior parte degli italiani possono permettersi di mangiare solo la pasta

Piatto vuotoLa crisi c'è e gli italiani se ne sono accorti da tempo. Ma che abbiano scelto di rinunciare al buon cibo -e soprattutto ad una dieta equilibrata- pur di risparmiare, se lo aspettavano in pochi. Nel 2011, secondo i dati Istat, gli italiani hanno diminuito le spese alimentari. La spesa media mensile per famiglia, che oltre al cibo concerne anche altri beni di prima necessità, è pari a 2.488 euro (+1,4% rispetto all’anno precedente), ma il 35,8% ha diminuito la quantità e, peggio ancora, la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto al 2010.

Gli italiani, dunque, non solo mangiano di meno, ma anche male.

Stando ai dati Istat, nonostante la crescita della spesa mensile, in Italia si comprano meno alimenti, risultano in contrazione, su tutto il territorio nazionale, le spese destinate all’abbigliamento e alle calzature, mentre crescono le quote di spesa destinate all’abitazione (dal 28,4% al 28,9%) e ai trasporti (dal 13,8% al 14,2%).

L'Italia farà la medesima fine della Grecia. È solo una questione di tempo

Crollo economicoLa popolazione greca urla sicura:”Non vogliamo aiuti dalla Troika”. A confermarlo è anche Monia Benini, autrice del libro “La guerra D’Europa” e conoscitrice della realtà ellenica. Intervistata nel pomeriggio da Sky tg24, Benini conferma ciò che diversi organi di stampa greci avevano già ribadito: il popolo ellenico non vuole alcun “aiuto” dalla Troika (BCE, FMI e Commissione europea). Nessun prestito che inesorabilmente si tramuterebbe in un debito futuro, l’ennesimo, che le presenti e future generazioni dovranno ripagare.

Il tutto senza contare che, realtà come Deutsche Bank, hanno praticamente scommesso sul fallimento della Grecia ed hanno quindi tutto l’interesse ad affossare l’economia dello Stato ellenico subito dopo essersi assicurate l’ennesima operazione di indebitamento.

In altri termini: i greci devono fallire ma, prima, devono accettare i prestiti europei per poter essere legati a doppio filo alla finanza speculativa.

Fame in Grecia, che presto arriverà pure in Italia

Clicca per ingrandireUna Collettività in cui i Candidati alle cariche pubbliche devono rincorre il consenso popolare facendo promesse non mantenibili per cercare di ottenere una maggioranza di governo si mette invariabilmente sulla strada di una spesa pubblica sempre più crescente ed incontrollata. Al deficit consegue un innalzamento del debito pubblico, che aumenta fuori da ogni possibile controllo, e che alla fine diventa non più a lungo gestibile.

Esaurite le risorse e persa ogni credibilità, il sistema implode. A quel punto tutto è perduto, e, diciamolo francamente, da sprovvidi.

La conseguenza dell’interventismo dello stato in economia ha un unico sbocco finale: la fame. Quella vera.

Gaza, uno dei più grandi lager a cielo aperto del mondo

Bimbo di GazaGaza, terra lacerata. Terra in cui i conflitti dei grandi ricadono – secondo un copione tristemente sempre uguale a se stesso – sulle spalle dei più piccoli: sono i bambini a subire le conseguenze più della precaria situazione sociale e politica, quelle conseguenze che hanno a che vedere con la vita di tutti i giorni come mangiare, bere, lavarsi.

È il rapporto “Gaza’s Children: falling behind” diffuso da Save the Children insieme all’organizzazione Medical Aid for Palestinians (MAP) a denunciare le drastiche condizioni igienico-sanitarie in cui è costretta a vivere la popolazione di Gaza, messa in ginocchio dall’embargo iniziato cinque anni fa.

In Louisiana le carcerazioni sono un vero e proprio business

Charlie ChaplinSecondo un clamoroso articolo del Times-Picayune, non esiste in America o nel mondo un luogo con un tasso di popolazione carceraria così elevato come quello dello stato della Louisiana.

Importante causa di questo ammontare nello stato del sud degli Stati Uniti è la vasta presenza di carceri possedute da società private e spesso dirette da sceriffi delle contee rurali.

L’industria carceraria della Louisiana crea profitti per 140 milioni di euro, favorendo così il mantenimento della popolazione carceraria su elevati livelli. Inoltre la Louisiana è al primo posto negli USA come numero di omicidi, fatto che ha portato negli ultimi vent’anni al raddoppio della popolazione carceraria.

In Italia i pensionati devono aprire un conto corrente, ma poi ci pensa Equitalia

AnzianaEcco come massacrano i pensionati. Per aggirare la legge che impone il pignoramento di un importo massimo corrispondente a un quinto della pensione, costringono i pensionati a ricevere il pagamento in banca: dove grazie alla legge sui prelievi forzosi, può essere pignorato integralmente. Se il malcapitato ha qualcuno che può provvedere a garantirgli ugualmente un piatto di pastasciutta, in qualche modo sopravvive.

MA COLORO CHE NON HANNO NESSUNO CHE POSSA AIUTARLI?!?

Il governo Monti ha limitato a 1.000€ il tetto massimo per i pagamenti in contanti: e questo ha costretto numerosi pensionati che percepiscono un importo mensile superiore – anche di pochi euro – a dotarsi di un conto corrente bancario, con relative spese e commissioni.

Ma non è finita qui.

In Italia la disoccupazione è ormai un allarme

Clicca per ingrandireDati preoccupanti per un Primo Maggio in cui il lavoro per molti è un miraggio. Confermando sostanzialmente i recenti dati dell’Istat, ieri l’Ilo (l’Organizzazione internazionale del Lavoro, l’agenzia Onu che si occupa appunto del lavoro) ha diffuso il suo report. La scheda che illustra la situazione italiana evidenzia così un crollo del mercato del lavoro nel quarto trimestre del 2011.

Con un tasso di disoccupazione «ufficiale» che raggiunge quota 9,7% (pari a 2,1 milioni di persone che cercano e non trovano un impiego). Ma che considerando i 250mila lavoratori in cassa integrazione potrebbe anche superare la soglia del 10%. Scende anche il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni, al 56,9%.

In Iraq le bombe Usa continuano a produrre orribili malformazioni congenite sui bambini

Clicca per ingrandire L’Inter Press Service (IPS) ha rivelato che le crudeli conseguenze della guerra continuano a scatenarsi sui bambini dell’Iraq, dato che le armi impiegate dagli Stati Uniti hanno lasciato orribili malformazioni congenite sui  bambini iracheni, e il problema non mostra segni di una diminuzione.

Il portavoce dell’ospedale di Fallujah, Nadim al-Hadidi, ha detto all’IPS che “nel 2004 gli americani hanno sperimentato su di noi ogni genere di sostanze chimiche e ordigni esplosivi: bombe a vuoto (termobariche, N.d.T.), fosforo bianco e uranio impoverito … per loro siamo stati tutti delle cavie da laboratorio.”

In Italia Federcontribuenti denuncia Equitalia per istigazione al suicidio

Equitalia cravattariFedercontribuenti ha presentato stamane un esposto alla Procura di Roma in cui si accusa il governo e in particolare l'agenzia di riscossione Equitalia di essere tra i responsabili della "mattanza" che dall'inizio dell'anno avrebbe provocato almeno 18 suicidi tra artigiani, imprenditori e lavoratori oppressi dai debiti e da una crisi economica sempre più drammatica.

Il presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, spiega che la denuncia propone di accertare "se chi si è preposto ad evitare questa mattanza sociale non lo fa", aggiungendo che "lo Stato non può fare stalking. È una persecuzione assoluta verso chi non può pagare, non verso chi non vuole pagare". Lo Stato sotto accusa sia di "persecuzione" che di "omissione di soccorso", insomma.

Il fenomeno delle auto-immolazioni è una tragedia sociale

Suicidio col fuocoDai paesi del Maghreb all’Italia flagellata dalla recessione e dalla disoccupazione. Il fenomeno delle auto-immolazioni per protesta ha attraversato il Mediterraneo. Sono grida disperate, che parlano di noi stessi e a noi stessi. E testimoniano il fallimento della politica.

Il 25 febbraio scorso un immigrato tunisino, del quale ignoriamo il nome, la biografia e la sorte, si dà fuoco a Genova, nella stazione di Brignole. Da una frase scarna che la cronaca ci restituisce possiamo immaginare che fosse rimasto senza lavoro e senza alloggio.

Il suicidio col fuoco, si sa, è un grido di protesta disperato, è una pretesa di rispetto e dignità. È il mezzo ultimo e plateale cui ricorrono i senza potere e senza voce, per spezzare il silenzio e attirare l’attenzione pubblica su un’ingiustizia o un’umiliazione, personale o collettiva.

Secondo Adusbef le banche istigano al suicidio

Elio LannuttiÈ questa una delle accuse mosse da Adusbef in un esposto inviato alle maggiori procure italiane. Sono ipotizzati anche i reati di truffa, peculato, abuso d’ufficio e appropriazione indebita. La novità delle ultime ore sta nel fatto che, secondo quanto detto ad Affaritaliani.it dal presidente di Adusbef Elio Lannutti, “una delle procure ha già affidato le deleghe per l’inizio delle indagini alla guardia di finanza”.

Le banche istigano al suicidio. È questa una delle accuse mosse da Adusbef in un esposto inviato alle maggiori procure italiane. Oltre all’istigazione al suicidio, sono ipotizzati altri reati: truffa, peculato, abuso d’ufficio e appropriazione indebita. La novità delle ultime ore sta nel fatto che, secondo quanto detto ad Affaritaliani.it dal presidente di Adusbef Elio Lannutti, “una delle procure ha già affidato le deleghe per l’inizio delle indagini alla guardia di finanza”.

Lei lo lascia e lui per vendicarsi la aggredisce versandole addosso acido solforico

Clicca per ingrandireLe due fotografie ritraggono Patricia Lefranc: una immagine prima del tentato omicidio e l’altra dopo tale devastante aggressione. La signora Lefranc aveva interrotto la relazione sentimentale col 57enne Richard Remes e, poco tempo dopo, l’uomo la attese fuori dall’ascensore del palazzo in cui viveva, il Molenbeek-Saint-Jean, e l’aggredì versandole addosso, sulla testa e sul corpo, l’acido solforico. Era il primo dicembre del 2009, le urla di dolore e terrore improvvise richiamarono l’attenzione di alcune persone che subito avvisarono i soccorsi. Patricia pensò che sarebbe morta lì e in quel momento. Entrò in coma ma tre mesi dopo si svegliò ritrovandosi in un ospedale di Bruxelles con accanto i suoi tre figli: Laetitia di 28 anni, Marie di 18 e Joey di 13.

Patricia è sopravvissuta e in due anni ha dovuto affrontare 86 operazioni chirurgiche e 30 innesti di pelle. Il 13 marzo accompagnata dal suo avvocato, Daniel Spreutels, si è recata in tribunale, a Bruxelles, per il processo di Richard Remes, accusato di tentato omicidio e arrestato grazie a un testimone oculare.

Quanti si drovranno ancora suicidare prima di mettere sotto inchiesta le banche?

Antonino De MasiRecentemente nel nostro Paese stanno avvenendo fatti drammatici di gente che, colta dalla disperazione e dallo sconforto, si toglie la vita. Tanti suicidi, dei quali molti imprenditori medio-piccoli che di fronte alla crisi hanno pensato di farla finita, spinti a ciò da problematiche finanziarie, fiscali, dalla stretta creditizia ed a volte da discutibili indebitamenti bancari.

La disperazione ha portato e porterà alla luce dei risvolti che in molti sino ad oggi hanno fatto finta di non vedere, e voglio cercare di ragionare analizzando fatti concreti per capire se quanto è avvenuto e sta avvenendo è figlio di casualità, di anomalie di un sistema che funziona, o invece il freddo risultato di un sistema che punta a trasferire ricchezza dai tanti cittadini, ai pochi, gestori del potere.

Pressione fiscale: l'Italia conquista il record mondiale con il 54,5% che in realtà supera il 75%

In Italia SOS tasse"Se nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempre che sia confermato l’ulteriore aumento dell’Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%. Un record che, purtroppo, non ha eguali al mondo": la CGIA di Mestre è giunta a questa conclusione tenendo conto dell'ulteriore aumento dell'Iva che pare nei programmi di governo.

Dopo le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, sul carico fiscale record che peserà quest’anno sui contribuenti italiani, il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha voluto puntualizzare che, come riportato più sopra, una cosa è la pressione fiscale ufficiale e un’altra cosa è quella "reale".

In Italia: si dà fuoco davanti all’agenzia delle tasse. Codacons lancia l'allarme suicidi

La Punto bruciataÈ stato un agente della polizia municipale di Bologna a spegnere con il proprio giaccone le fiamme che stavano avvolgendo G.C., l'uomo di 58 anni, originario del Casertano ma residente a Ozzano nell'Emilia, che questa mattina alle 8.20 si è dato fuoco davanti all'Agenzia della Entrate di via Paolo Nanni Costa per motivazioni legate e problemi economici.

Oberato dai debiti - Si tratta di un artigiano edile con un'impresa individuale, in sofferenza ultimamente per la crisi economica, come molti suoi colleghi del settore. Gli agenti lo hanno estratto dalla sua Fiat Punto dove hanno trovato poco dopo le lettere in cui l'uomo faceva riferimento ai suoi dissesti economici. G.C. è stato prima portato all'ospedale Maggiore di Bologna e poi in in elisoccorso a Parma. Ha ustioni sul tutto il corpo. La moglie, quando ha saputo, è stata colta da malore. Il pm di turno Massimiliano Rossi ha aperto un fascicolo conoscitivo senza indagati né titolo di reato.

 

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