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Diritti umani
Attivista russo scompare nel nulla dopo aver divulgato i progetti per una vaccinazione di massa
Mi imbatto in questo vecchio articolo su Altra News, lo leggo e mi vengono i brividi. Infatti la previsione dell’attivista russo (l’articolo parla di un evento delittuoso di 15 mesi fa) trova conferma oggi nella pratica dell’induzione alla vaccinazione delle bambine del Veneto contro il presunto Papilloma virus. Il Veneto si sa è il laboratorio di big Pharma dove in anteprima vengono testate le varie presunte medicine mortifere e biocide che poi saranno estese all’intero territorio nazionale.
Si pensi che i costi per la sanità a carico della regione Veneto sono pressoché doppi rispetto a quelli delle altre regioni e superano il 60% dell’ammontare della disponibilità economica della Regione.
Inquietante aumento di suicidi per ragioni economiche, ma i media fanno fatica a parlarne
Disperazione lucida e senso della dignità
Tema drammatico quello dei suicidi per ragioni economiche, con inquietante aumento di casi tanto nell'ambito della piccola e media imprenditoria, tanto nell'ambito della cosiddetta "gente comune" (come ad esempio persone improvvisamente senza lavoro, senza più redditi per andare avanti e per mantenere la propria famiglia, ma anche persone gettatesi giù dal balcone nell'imminenza di uno sfratto o all'arrivo dell'ufficiale giudiziario).
Quali gli strumenti per una prevenzione efficace di questo triste fenomeno?
Quali ammortizzatori sociali vanno predisposti e immediatamente resi disponibili per frenare questo abbandono a se stessi dei cittadini, prima che l'angoscia per una difficile situazione economica (ma molto spesso anche per una difficilissima situazione di mera sussistenza) si traduca in un atto di lucida disperazione?
Boom di suicidi in Italia: ogni giorno un disoccupato decide di farla finita
La prima ondata della crisi econoomica, col suo carico di effetti sul lavoro, ha provocato un suicidio al giorno tra i disoccupati italiani. Il dato tragico è certificato dall'indagine condotta da Eures, istituto di ricerche economiche e sociali, e intitolata brutalmente "Il suicidio in Italia ai tempi della crisi. Caratteristiche, evoluzioni e tendenze".
L'indagine ha preso in esame il 2009, l'anno in cui si sono dispiegate le prime ripercussioni della crisi mondiale innescata dal crac Lehman Brothers nella seconda parte del 2008, con il massiccio ricorso alla cassa integrazione, i fallimenti e la chiusura delle aziende più esposte. In quell'anno, secondo la ricerca, in Italia ci sono stati 2.986 suicidi con un aumento del 5,6% rispetto all'anno precedente (2.828 I casi nel 2008) che ha invertito la dinamica decrescente dell'ultimo biennio.
La manovra Monti per salvare l'Italia in realtà favorisce i suicidi
Mario Monti riuscirà a salvarci, come scrivono giornali e televisioni? No, purtroppo: sempre ammesso che l’obiettivo del governo tecnico sia il salvataggio del paese, e non invece la sua sostanziale svendita a prezzi di realizzo ai dominus della finanza mondiale, ansiosi di mettere le mani sui “gioielli di famiglia” come Eni e Finmeccanica, senza contare immobili prestigiosi, terreni agricoli, beni comuni come l’acqua. Loretta Napoleoni è pessimista: «Penso che stiamo scivolando verso la Grecia», dice, perché «quello che sta succedendo oggi in Italia l’abbiamo già visto in Grecia e lo vediamo quotidianamente». Come se non bastasse, c’è un nuovo campanello d’allarme: l’aumento dei suicidi. «È uno dei primi segnali di un Paese che scivola lungo la china del default e della bancarotta».
Secondo l'Istat nel 2012 il 18,2 per cento degli italiani sarebbero a rischio povertà
Un italiano su quattro sarebbe a rischio di povertà o di esclusione sociale e nel 2010 il 18,2 per cento delle persone residenti in Italia sarebbe, secondo la definizione Eurostat, a “rischio di povertà”, mentre il 6,9 per cento si troverebbe in condizioni di “grave deprivazione materiale” e il 10,2 per cento vivrebbe in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro.
A renderlo noto è l’Istat in un comunicato. L’Istituto di statistica evidenzia che l’indicatore sintetico del rischio di povertà e di esclusione sociale, che considera vulnerabile chi si trova in almeno una di queste tre condizioni, è pari al 24,5 per cento, un livello analogo a quello del 2009 ma superiore a quello della Germania (19,7 per cento) e della Francia (19,3 per cento).
In Grecia gli scolari svengono per la fame
La Grecia è in piena recessione: povertà, lotta quotidiana per la sopravvivenza e disperazione. Secondo i dati della Confederazione nazionale del commercio ellenico le famiglie greche stanno vivendo una situazione che appena qualche mese fa sembrava impensabile: ben nove greci su dieci hanno abolito le spese per il vestiario e per le calzature, otto su dieci le spese per i divertimenti e addirittura un cittadino su quattro dichiara che gli non bastano i soldi per l’acquisto di generi di prima necessità. Soltanto un greco su quattro cerca di risparmiare per paura della situazione economica incerta.
Grazie all'Euro in Grecia la gente è senza cibo e medicine, i bambini muoiono di fame
Duecento casi di bambini in pericolo, denutriti, «perchè i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve». Non è il medioevo, è la Grecia del 2011. «Quando ho letto questa notizia – confessa Debora Billi – pensavo fosse l’esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile». Invece è l’Ansa, che cita il sito “Newsit”.
È la maggiore agenzia di stampa italiana a confermare la storia: quei 200 piccoli europei sono davvero alle prese con la fame, e i loro insegnanti «fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare».
La Gran Bretagna è pronta a mandare navi da guerra in Grecia per rimpatriare i propri connazionali
Sino a tre anni fa, prima dell'inizio della grande crisi economica finanziaria globale, la Grecia era il paese europeo col più basso livello di suicidi. Ma lo tsnunami finanziario ha cambiato tutto e oggi, secondo i dati del Ministero della salute di Atene, la situazione è capovolta, con la Grecia al top della macabra classifica.
Secondo quanto riporta il Guardian, tre anni fa, infatti, con una percentuale di 2,8 suicidi su 100.000 abitanti, i greci sembravano gli europei meno inclini a togliersi la vita.
Alla vigilia della terza guerra mondiale arriva un appello internazionale
di Helga Zepp-LaRouche, Presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BüSo) – 19.11.2011
“Temo che sarà un fait accompli…. Accadrà un mattino: ci sveglieremo e l’attacco sarà stato condotto”.
Così ha dichiarato recentemente all’agenzia stampa EIR il Gen. Joseph Hoar, ex comandante in Capo del Comando Centrale statunitense, a proposito del pericolo di un attacco militare contro l’Iran. Pochi giorni dopo Nikolai Makarov, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe, ha ammonito che la Russia potrebbe essere trascinata in un conflitto nucleare regionale, che potrebbe degenerare in una guerra nucleare su vasta scala. Inoltre alcuni ufficiali dell’esercito americano hanno messo in guardia dalle “conseguenze incalcolabili” che avrebbe un attacco all’Iran, così come l’hanno fatto numerosi specialisti del Medio Oriente che temono la terza guerra mondiale.
In Italia gli anziani soffrono della sindrome da frigo vuoto
Quasi il 70% della popolazione over non ha la possibilità di alimentarsi correttamente. Sono 12 i milioni che presentano più patologie croniche come infarto, ictus, diabete, cancro
Mentre oltre un milione di bambini e adolescenti tra i sei e gli undici anni ha problemi di obesità e sovrappeso, oltre un milione di ultrasessantacinquenni non mangia a sufficienza. Da un lato ragazzini sovralimentati e coccolati, dall’altro anziani malnutriti e abbandonati a se stessi. È così che appare la nostra povera Italia sempre più dilaniata dall’ingiustizia sociale e dalla povertà dilagante in uno studio promosso dal Ministero della Salute denominato ‘Passi d’Argento’.
Nessun accordo alla conferenza sull'abolizione delle armi biologiche e chimiche
La notizia è passata sotto silenzio. Probabilmente a causa del fatto che anche stavolta non si troverà un accordo. Si è tenuta all'Aja, dal 29 novembre al 2 dicembre, la sedicesima conferenza sulle armi chimiche e biologiche, tenuta dall'Opcw, organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Si tratta di un organismo che ha mandato di implementare l'eliminazione di tali armamenti attraverso una serie di azioni: distruzione di tutte le armi, non proliferazione, assistenza e protezione, cooperazione internazionale. Nessun documento è stato redatto, e nessuna previsione su un accordo è stata fatta dopo la chiusura dei lavori.
Aumentano le violenze in Colombia
Sparizioni forzate, saccheggi, aggressioni di multinazionali, sfollamenti, prigionieri politici e terrorismo di stato. Proprio come con Uribe
A oltre un anno dall'insediamento di Juan Manuel Santos, il presidente "del cambiamento" e "dei diritti umani", fatti e numeri dimostrano come niente lo diversifichi da Alvaro Uribe in termini di sparizioni forzate, saccheggi, aggressioni di multinazionali, sfollamenti, prigionieri politici e terrorismo di stato. Tutto continua e sempre più in sordina. Con i medesimi strumenti: forza pubblica e paramilitari.
Dal 7 agosto 2010 sono stati impunemente assassinati 36 difensori dei diritti umani, 18 dirigenti agrari che esigevano la restituzione delle terre usurpate ai contadini con la violenza, e 28 sindacalisti, la maggioranza dei quali apparteneva alla Centrale Unitaria dei Lavoratori (Cut). Migliaia sono stati minacciati di morte.
La Nigeria punisce gli omosessuali con il carcere
Il Senato della Nigeria ha approvato una legge che punisce le unioni gay definite “contrarie a qualsiasi morale religiosa”. Se passerà anche alla Camera dei Rappresentanti e verrà ratificata dal presidente, Goodluck Jonathan, i trasgressori rischiano 14 anni di carcere.
Nonostante la crescente presenza di gruppi per i diritti dei gay ad Abuja e Lagos, le unioni omosessuali sono rimaste un fenomeno raro nel grande paese africano dove, in teoria, possono essere punite con la lapidazione in 12 stati a maggioranza musulmana.
La Cina è ormai una fabbrica di automi
Anche la Cina sente la crisi. L’Europa e gli Usa che non crescono più portano il Grande Produttore ad avere gli stessi problemi dell’Occidente: fabbriche in chiusura, manodopera in migrazione. E allora, racconta Giampaolo Visetti su Repubblica, la soluzione è una:
Così la Cina tenta la carta della migrazione interna, strappando altra manodopera alle campagne. E soprattutto della tecnologia: robot al posto degli uomini, per fare i lavori più pesanti ed evitare un’escalation di rivendicazioni. Come farà la Foxconn, gigante hi-tech colpita da una raffica di suicidi di operai sconvolti da ritmi di lavoro insostenibili. L’incubo delle autorità di Pechino è l’esodo di massa degli stabilimenti costieri verso le sottosviluppate regioni dell’Ovest. Una concorrenza interna insostenibile: sgravi fiscali, sconti sui terreni e salari al limite della soglia di povertà garantiscono alle imprese risparmi fino al 20%.
A Falluja gli Usa hanno sterminato la popolazione con armi vietate e segrete
A rivelarlo una ricerca scientifica: attraverso l'analisi dei capelli della popolazione civile residente nella città irachena rasa al suolo nel 2004, sono state trovate tracce di uranio arricchito, lo stesso materiale usato per le bombe atomiche. L'Onu: “Migliaia i casi di cancri e malformazioni infantili”
Aborti, deformazioni congenite, disfunzioni al sistema nervoso. Effetti collaterali del dramma di Falluja, la città irachena devastata dai bombardamenti Usa del 2004: non solo per via dell’uso di armi proibite, come fosforo bianco e uranio impoverito, ma addirittura a causa dell’uranio arricchito.
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