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Letteratura


Non serve aspettare la fine del mondo visto che il mondo è già finito

“Non c’è bisogno di aspettare il 21 dicembre 2012 – nella “fine del mondo” ci siamo dentro in pieno ed è relativa ad una condizione umana, oramai svuotata di ogni suo originario significato, motivo e finalità. Tutti mentono a tutti, e la verità – la somma eresia – è evitata come un virus mortale.?Il relativismo etico, ha trasfigurato l’umanità in una moderna torre di Babele, dove tutto è il contrario di tutto e la contrapposizione fra ciò che é bene e ciò che è male, ridotta a stucchevole e retorica controversia.?La vera morte è quella dello spirito e tutto ciò che resta, non è che tortura, vuoto, paura e schiavitù. La Fine è dunque alle porte, ma sembra che nessuno se ne occupi.

Il simbolismo di Botticelli

Clicca per ingrandire"Giovane introdotto alle sette arti liberali" è il titolo attribuito ad un affresco dipinto da Sandro Filipepi, detto Botticelli (1445-1510). L'opera, il cui soggetto è leggibile, nonostante le ampie lacune in basso, è al Louvre, insieme con un altro affresco. Entrambi furono staccati da Villa Lemmi, in Firenze, di cui adornavano la loggia. Pare che la dimora fosse di proprietà dei Tornabuoni e che fosse poi passata ai Lemmi: le opere furono rinvenute nel 1873 sotto lo scialbo. Dapprima furono connesse alle nozze di Lorenzo Tornabuoni con Giovanna degli Albizi (1486); però già il Thiemme [1897] poneva in dubbio l'identificazione della sposa. Presto si riscontrò che il ciclo precedeva la data della cerimonia.

Il romanzo di Mikhail Bulgakov “Il maestro e Margherita”

“Il maestro e Margherita” è il celebre romanzo di Mikhail Bulgakov (Kiev, 1891 - Mosca, 1940) cui l'autore dedicò gli anni dal 1929 alla morte. Pubblicata postuma nel 1966, l'opera si presta a numerose chiavi di lettura su cui i critici hanno a lungo disquisito, ma l'aspetto che mi pare più significativo è l'inusuale angolazione da cui sono osservate le vicende ed il mondo. Veramente, cambiando la prospettiva, muta anche la percezione del reale.

Hanno un'origine nordica i popoli del mare? (seconda parte)

Antica costruzioneLa domanda che molti archeologi e storici eludono circa queste nazioni è relativa alla loro regioni di provenienza: non credo che ci sbaglieremo nel considerare l'Anatolia, Cipro e Creta, zone in cui questi popoli si installarono temporaneamente per poi dirigersi con le loro veloci imbarcazioni verso sud ed ovest. I dati linguistici ed altri particolari inducono a ritenere che queste genti fossero originarie del Nord Europa. E' noto, ad esempio, che i Peleset, anche se si semitizzarono in tempi piuttosto rapidi, conservarono qualche tratto settentrionale, come l'abitudine a decorare le ceramiche con l'effigie del cigno, animale delle alte latitudini che difficilmente si spinge a sud del Po.

È evidente che la storiografia ufficiale non vuole rinunciare al dogma orientalista il cui corifeo è Semerano, forse per non ammettere un pur labile nesso tra i popoli nordici e discendenti degli Atlantidei.

Farsi Cibo per l'Anima significa eliminare i disturbi del comportamento alimentare

Farsi Cibo per l'AnimaI disturbi del comportamento alimentare rappresentano un insieme di patologie di interesse psichiatrico e psicologico particolarmente importanti per la loro prevalenza e per le gravi conseguenze, anche rispetto alla sopravvivenza, che possono determinare.

Questo volume raccoglie una serie di lavori che, partendo dal pensiero di Maria Teresa Bonaccorsi (1927-2006), una delle prime figure scientifiche ad aver affrontato e curato anoressie e bulimie in Italia, e dalle sue scoperte in questo ambito, vanno a esplorare vari aspetti di questi disturbi

Hanno un'origine nordica i popoli del mare? (prima parte)

Popoli del mare"Popoli del mare“è la dicitura con cui i testi egizi definiscono gli Haunebu (letteralmente "dietro le isole"), genti che tentarono di invadere l'Egitto tra il secolo XIII ed il XII a.C. Pare che dall’Illirico, dall'Anatolia, da Cipro e da Creta, essi sciamassero verso le coste africane.

Coalizzatisi con i Libici, fecero pressione al confine occidentale dell'Egitto dove furono respinti dal faraone Merneptah (1224-1204), mentre altri gruppi assalirono l'Impero hittita di cui forse provocarono la disgregazione.

La negazione delle evidenze porta alla nebbia...

Paesaggio nebbiosoChe "intellettuali" del calibro di Umberto Ego si affannino a negare la cospirazione è normale: essi sono organici al sistema diabolico ed il loro compito è quello di negare l'evidenza e di intorbidare le acque, ricorrendo alla loro sterile, polverosa, soporifera erudizione.

Recentemente, però, altri autori che fino a ieri dedicavano studi a temi normalmente occultati, si sono uniti al coro gracchiante dei disinformatori di regime, affermando che l'insieme delle ricerche attinenti alle congiure è solo un'accozzaglia di sciocchezze [1].

Il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità

CamerotaIl tema del rapporto tra scienza e religione è sempre più materia di uno scontro non soltanto culturale ma addirittura politico che si manifesta in termini particolarmente accesi. Questo scontro rappresenta uno sviluppo particolarmente critico, in quanto il tema in oggetto coinvolge questioni molto complesse e delicate di storia della scienza e del pensiero scientifico, filosofico e teologico, che vengono spesso trascinate nell’arena in modo rozzo e strumentale. Appare quindi importante respingere le tentazioni di scendere a questo livello di diatriba e ripristinare un approccio rigoroso, oggettivo, documentato ed equilibrato alla questione del rapporto tra scienza e religione e delle sfide che esso pone nell’attuale società tecnoscientifica.

Riflessioni del geologo ed ufologo tedesco Johannes Fiebag

Road to universeJohannes Fiebag, geologo ed ufologo tedesco, purtroppo scomparso prematuramente, in un celebre saggio dedicato agli Altri, amplia l'orizzonte dell'investigazione, ponendosi domande che esulano dai confini dell'Ufologia. Nel capitolo conclusivo, infatti, si chiede: “In che misura è reale la nostra realtà? Quant'è effettiva la nostra oggettività?” Sarebbe auspicabile un approccio a questi basilari problemi, scevro di dogmi sia scientifici sia religiosi, come quello con cui Fiebag tenta di sondare l'insondabile.

Il significato della lettera V

GraalForma e significati si condensano nella V, lettera il cui disegno ricorda un vaso. E' il calice che accoglie il sangue della Vita, il Graal, delle tradizioni celtiche poi cristianizzate. È vas electionis, ricettacolo della silente verità. Ancora, coppa colma di fuoco. La V è pure la corolla dei fiori pregni di rugiada fecondatrice, imbevuti di alma luce.

È forse possibile distinguere le lettere, segni di un alfabeto stellare, in maschili e femminili: la V è femminile.

Senz'Anima

Senz'AnimaQuella di Massimo Fini è la penna più politicamente scorretta del giornalismo italiano. Chiarelettere manda in libreria "Senz'anima", antologia di scritti(Affaritaliani.it ne pubblica due in esclusiva sulla televisione di oggi e di ieri) sull'Italia degli ultimi 30 anni: un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto e intimamente mafioso...

Francesco d'Assisi e i Catari

Francesco d'AssisiUna meta, tante vie.

Francesco nacque ad Assisi intorno al 1182. Nel 1206, dopo una giovinezza dissipata, si convertì ad una vita di penitenza. Nel 1208 fondò l'ordine dei Frati minori. Autorizzato oralmente da Innocenzo III, fu papa Onorio III ad approvarne ufficialmente la regola. Francesco morì nel 1226.

I Segreti del Simbolo Perduto

I Segreti del Simbolo PerdutoC'è un mistero nascosto fra le pagine del nuovo romanzo di Dan Brown...

Forse Il simbolo perduto è solo un best seller di straordinario successo, frutto di una spumeggiante fantasia e di una puntigliosa ricerca storica. O forse no. Forse c'è qualcosa di più, qualcosa che nessuno ha ancora capito, qualcosa che è talmente sotto gli occhi di tutti da passare inosservato, come nella migliore tradizione massonica.

Sad Sade

Si ritiene generalmente che il sadismo sia una manifestazione peculiare del mondo contemporaneo. Il termine stesso, come è noto, risale a Donatien Alphonse Francois de Sade (Parigi 1740-1814), il noto romanziere e pensatore che portò alle estreme conseguenze i principi dell'Illuminismo, teorizzando una forma di radicale materialismo ateo conseguente con l'arida, accecante logica dei philosophes.

Sul bene e sul male

Peter Deunov"Il male è una corrente forte, ma il pensiero dell’uomo è alato e lui può volare al di sopra di esso” Peter Deunov

Un tema indubbiamente difficile da affrontare senza scadere nei luoghi comuni, nelle citazioni bibliche nelle versioni comandate dalla cultura cattolica ortodossa. A chi segue con attenzione questo sito, non sfuggirà che la più parte dei temi è affrontata citando e presentando (in modo inedito perchè non esiste nulla in italiano sul tema, fuorché un libro) l’insegnamento di Peter Deunov, Maestro di pensiero spirituale, bulgaro morto nel 1944.

 

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