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Economia
Joseph Stiglitz: “Si arricchiscono sul disastro che loro hanno creato”
«È' un paradosso assurdo, da voi in Europa - si infervora Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia 2001 - una ironia della storia. Non lo vede? I governi hanno contratto molti debiti per salvare il sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro stessi hanno creato».
Che può succedere ora?
«Aspetti. Non è finita qui. I governi varano misure di austerità per ridurre l’indebitamento. I mercati decidono che non sono sufficienti e speculano al ribasso sui loro titoli. Così i governi sono costretti a misure di austerità aggiuntive. La gente comune perde ancora di più, la grande finanza guadagna ancora di più. La morale della favola è: colpevoli premiati, innocenti puniti».
Il signoraggio primario e secondario e l’illiceità del sistema fiscale
Indisturbate, sotto gli occhi di una magistratura che non ha il senso dell’onore, le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.
Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è “scoperto” che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.
In Italia 10.700 postini rischiano il licenziamento per colpa degli email e dei social network
Meno 20% la corrispondenza ordinaria. Colpa di email e social Network. La notizia, data in anteprima dall'Ansa, rischia di mettere in allarme le Poste Italiane. E in particolare i suoi lavoratori. Secondo una stima della Cisl-Poste, sono a rischio 10600 p osti di lavoro tra i postini.
A parte la posta elettronica, la vera minaccia per i portalettere sta nel progetto dell'azienda Poste di affidare ai tabaccai una parte dei servizi finanziari adesso svolti dagli uffici postali.
Cresce la febbre della crisi globale del sistema
Estratti tradotti dal GLOBALEUROPE ANTICIPATION BULLETTIN:
Il nostro gruppo anticipa dunque nel n° 42 di GEAB un brutale aggravarsi della crisi alla volta del 2° trimestre del 2010, aggravarsi causato dall'effetto combinato del rimbalzo dei fenomeni che erano stati provvisoriamente “congelati” nel secondo semestre del 2009 e dall'impossibilità di mantenere le misure palliative dell'anno passato.
Come il debito diventa schiavitù
"La Banca Centrale è una istituzione che produce la valuta di una intera nazione. Basandoci sui precedenti storici due specifici poteri sono peculiari dell'attività della banca centrale: il controllo dei tassi di interesse e il controllo della offerta di moneta (o inflazione).
Dal controverso film "ZEITGEIST" (= spirito del tempo, tradotto dal tedesco) su video.google.com
ZEITGEIST, il film - doppiato e sottotitolato Italiano
Una banca centrale non solo fornisce moneta all'economia di una nazione, ma la da in prestito applicando un interesse.
Rischio default: oggi Atene domani Roma?
Recessione e debito, il paese in ginocchio. Nessun intervento per l'economia in crisi, rischio default. Analogie e differenze con il caso italiano
L’allarme del possibile default della Grecia suona da più parti e mette in crisi l’integrità dell’Unione monetaria europea.
Seconda puntata del crollo economico...
Ampiamente previsto e temuto, è cominciato il «double dip»: di nuovo crollano le borse e la speculazione trascina interi Stati sull’abisso del fallimento.
Quel che accade l’ha spiegato Joseph Stiglitz nel modo più semplice: la banche d’affari, salvate dagli Stati che si sono indebitati in modo assurdo per questo, adesso scommettono sull’insolvenza di quegli Stati (e finiscono per provocarla).
Economia, finanza e non solo ...tutto in un clic
Il mondo dell’informazione si è arricchito di una nuova testata giornalistica di informazione economica e finanziaria, i servizi che si vogliono fornire sono a largo raggio, a livello, locale, regionale, nazionale e internazionale. In questo momento, dopo un periodo di crisi, e adesso di ripresa del mondo finanziario, si ritiene che l’informare in questo settore sia diventata una cosa basilare, lo scopo di BestConsultings è questo.
Meglio non fidarsi degli economisti
Il Cato Institute ha pubblicato un grafico che confronta la realtà economica con le previsioni degli economisti.
Parrebbe che gli economisti sono in grado di fare previsioni solo quando non succede nulla di interessante, cioè quando anche il mio trisavolo ci sarebbe riuscito senza computer e senza database. Quello che il Cato non nota è che gli errori crescono a dismisura durante le recessioni, e cheg li economisti tendono in questi frangenti a sminuire la gravità della crisi: nel 1990, nel 2000 e nel 2007 gli economisti sono stati colti sistematicamente di sorpresa, e pur senza grafici si può dire che lo stesso sia accaduto negli anni ‘70 e con la crisi del ‘29.
Le cifre della "RIPRESA" americana... Ma quale ripresa?
un grafico eloquente e che non necessita di molte parole:
in positivo (+) solo il settore militare (+15%)
Nel resto dei settori un crollo:
-18 per le macchine utensili e i computers,
-30 per le auto,
-33 per le industrie avanzate di semiconduttori (microchips) e i materiali per telecomunicazioni.
Padrone del tuo Denaro
Impara l'autogestione finanziaria dei tuoi risparmi e investimenti
In questo nuovo libro, Eugenio Benetazzo, con pazienza e chiarezza, ti conduce passo per passo nel mondo dell'autogestione economica. Cominciando proprio dalle fondamenta: qual è la tua «personalità finanziaria»? Sei propenso o no al rischio? Qual è il vero scopo del tuo investimento?
A chi studia troppo Giavazzi
«Gentile Direttore,
sono felice di aver trovato questo articolo sui contenuti accessibili pubblicamente. Vorrei avanzare alcune osservazioni. Mi perdonerà la lunghezza della lettera; avrei piacere di saperla letta, non ho interesse alla pubblicazione.
Innanzitutto, se per ‘crisi’ prevista da Allais si intende la crisi del 2007-2009, beh, quella non è stata prevista (nemmeno) da lui. Nelle pagine riportate, Allais parla delle conseguenze del commercio internazionale. La crisi economica attuale è stata causata da - mi perdonerà se semplifico, ma è sufficiente per il mio punto - una serie di interferenze politiche nel mercato dei mutui americani, ed alcune altre concause nella regolamentazione dei mercati finanziari.
Milioni di lingotti di tungsteno dorati al posto dei lingotti d'oro vero
Alcuni dati per capire meglio l’oro: TUTTO il metallo prezioso estratto dagli albori della civiltà fino ad oggi può essere contenuto in un cubo di 19m di lato che cresce di soli 12cm l’anno (2%). Da sempre l’oro è considerato bene di rifugio: quando manca la fiducia negli altri investimenti, investire in oro è (ERA!) sempre una sicurezza.
Dedicato agli economisti. Cosiddetti
Giavazzi, Alesina, Padoa Schioppa, Fiorella Kostoris (ex) Padoa Schioppa, Mario Monti: a tutti quei cattedratici spocchiosi, e altezzosi commentatori dei grandi giornali, che non hanno previsto la crisi economica finanziaria. E siccome non l’hanno prevista loro che sono dei geni - è sottinteso - vuole dire che la crisi non era prevedibile. Qualcuno invece l’aveva prevista. E non era un signor nessuno: si tratta di Maurice Allais, Nobel francese per l’Economia. L’ho conosciuto personalmente. Nato nel 1911, non risultando necrologi su di lui: devo ritenere che questo ammirevole francese sia ancora vivo ma che - ormai centenario - sia in qualche modo entrato nel silenzio. Ma nel 2005 a 94 anni, Maurice Allais aveva tutta la sua lucidità. Come dimostra il seguente articolo, che pubblicò sulla rivista “Marianne” il 5 dicembre di quell’anno.
(Maurizio Blondet)
Influenza "A": ecco il contratto "segreto" tra Ministero e Novartis
Alla fine eccolo, il contratto (vedi alegati in fondo all'articolo).
Persino la Corte dei Conti aveva lamentato il fatto che la scrittura privata tra il ministero della Salute e la multinazionale farmaceutica Novartis fosse di fatto coperta da segreto.
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