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Verità censurate


Maurizio Blondet: il ricatto

Clicca per ingrandireQuando il Corriere, La Stampa, e Il Manifesto pubblicano la stessa foto in prima pagina, il lettore avvertito capisce che è in corso un’operazione.

Non che la foto non sia straziante; deve esserlo. Il Manifest o quasi ha scoperto il gioco col suo titolo rivoltante, cinico: “Niente Asilo”.

Una battuta ‘di spirito’ – chissà che risate – sul corpicino, venuta sù come vomito dal peggior rigurgito romanesco, dimostra che i compagni del Manifesto, quando l’hanno escogitata e trovata buona, non stavano pensando al piccolo Aylan, o come si chiamava; stavano pensando a Salvini. E come con quella foto lo stavano inc***do.

Perché quello è il motivo della foto, dell’operazione:

stroncare ogni obiezione politica e razionale sulla “accoglienza senza limiti”, ogni ragionamento sul perché e sul come.

E mobilitare il sentimentalismo della massa che vive nell’irrealtà (quella che su Facebook si scambia immagini di gattini), orripilarla, farla reagire di fronte a questa intrusione della realtà: “Bisogna fare qualcosa! Subito! Accoglierli!”.

Il più untuoso è stato il direttore de La Stampa, Mario Calabresi. Ha postato la foto con un commento in cui raccontava come si è macerato ed ha sofferto: non voleva pubblicarla, troppo cruda; poi “Ho cambiato idea…È l’ultima occasione per vedere se i governanti europei saranno all’altezza della Storia. E l’occasione per ognuno di noi di fare i conti con il senso ultimo dell’esistenza”.

Benjamin Netanyahu: da noi nessun profugo

Benjamin NetanyahuGerusalemme – Gli ebrei sanno, quanto sia difficile sopravvivere come popolo, e sanno, che l’immigrazione è solo un genocidio con altri messi.

Per questo, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avvertito che non consentirà che Israele sia “sommerso” da presunti rifugiati siriani e africani come sta accadendo in Europa, e ha annunciato la costruzione di una nuova barriera al confine con la Giordania.

“Non lasceremo che Israele sia travolto da un’ondata di rifugiati clandestini e attivisti terroristi”, ha detto alla riunione settimanale del gabinetto di governo, dopo l’appello del capo dell’opposizione, Isaac Herzog, perché accogliesse i siriani in fuga dalla guerra civile.

“Israele non è indifferente alla tragedia umana dei profughi siriani”, ha spiegato ancora Netanyahu, “ma Israele è uno Stato piccolo, molto piccolo, che non ha una profondità demografica e geografica ed ecco perché dobbiamo controllare le frontiere”.

Vale lo stesso per l’Europa rispetto ad Africa e Asia, ma i nostri governanti e i media di distrazione di massa giocano con il ‘senso di colpa’ europeo. Israele non ha, ovviamente, questo problema.

Stati Uniti sotto attacco o esercitazioni segrete?

Clicca per ingrandireNon sappiamo cosa succede, ma succede qualcosa.

Esplosioni ripetute, guasti massicci che mobilitano l’FBI… naturalmente, non sapremo altro se non spiegazioni raffazzonate come al solito.

I blackout sembrano enormi, l’immagine qui sotto da alcune risposte.

La Germania impone all'Italia la sospensione del trattato di Schengen

ImmigratiSu richiesta della Germania, l'Italia ha comunicato la disponibilità a ripristinare i controlli al confine del Brennero e a sospendere temporaneamente gli accordi di Schengen, analogamente a quanto avvenuto in occasione del G7.

Lo ha reso noto la stessa Provincia di Bolzano.

La Germania, quindi, ha deciso di isolare l'Italia, diventata la porta dell'Africa dalla quale arrivano decine di migliaia di clandestini al mese, con numeri impressionanti e ingestibili.

La richiesta tedesca giunge a pochi giorni dalla lettera della Commissione Europea che accusa il governo Renzi di non avere seguito le direttive sull'immigrazione che obbligano gli stati nei quali arrivano i clandestini a prendere sia le impronte digitali, sia le foto e l'identificazione personale.

La decisione del governo tedesco di pretendere la fine di Schengen alle frontiere italiane verso la Germania è un passo decisivo verso la fine dell'Unione europea.

Non era mai accaduto, in passato, che uno stato della Ue si sentisse così minacciato da una nazione confinante o limitrofa, da pretendere che le sue frontiere tornassero attive per i controlli dei transiti.

Creare un popolo di schiavi con la tecnica del 'piacere di mangiare'

PatatineMangiare è un piacere irrinunciabile… giustificato dal bisogno di mantenersi in vita!

* “Pensa ai bambini che muoiono di fame e finisci quello che hai nel piatto!”

* “Mangia tutto, perché la roba da mangiare non si butta via!”

* “Padre nostro che sei nei cieli, dacci oggi il nostro pane quotidiano…”

* “Se continui a fare il cattivo, andrai a letto senza cena!”

La paura di restare senza cibo e morire di fame è una paura atavica che mamme, nonne e baby sitter, utilizzano da sempre per convincere i bambini a mangiare. L’atto di ingerire il cibo è la prima cosa che un neonato deve imparare.

I pediatri consultano le loro tabelle e insegnano ai genitori a pesare i bimbi prima e dopo ogni poppata, per controllare che il latte sia sempre nella giusta quantità.

L’ossessione del cibo incomincia subito nella vita, prende forma dal desiderio di ottenere l’approvazione del medico e si snoda lungo il percorso di merendine, snack, rompi digiuno, biscottini e stuzzichini, che accompagna la crescita dei nostri figli.

Putin: la crisi dei clandestini era inevitabile. Gli Usa sono responsabili

Putin critica Obama sulla crisi dei clandestiniAl Forum Economico Orientale il presidente russo Putin ha parlato dell’attualità politica interna e internazionale.

Vladimir Putin al termine di un tour in Estremo Oriente ha risposto a Vladivostok alle domande dei giornalisti.

Secondo il capo si Stato russo la crisi dei clandestini nella UE era prevedibile e scontata, frutto di politiche sbagliate, in particolare degli Stati Uniti, in Medio Oriente; Mosca sta conducendo consultazioni con i partner per la creazione di una coalizione internazionale antiterrorismo, sebbene sia prematuro parlare di una partecipazione della Russia alle operazioni militari contro ISIS.

Per quanto riguarda la situazione dell’economia russa, secondo il capo di Stato, il sistema economico russo si è quasi adattato alla volatilità dei prezzi del petrolio, anche se permangono elementi su cui devono lavorare sia il governo sia le imprese.

Parlando della situazione in Ucraina, ha detto che, in base agli accordi di Minsk, Kiev deve concordare con il Donbass la riforma costituzionale.

La guerra finanziaria Usa contro Cina e Russia continua a spese del dollaro

I cinesi sono in procinto di eliminare il monopolio del dollaro USA, cedendo le obbligazioni del Tesoro USA, stoccando riserve auree e aprendo banche regionali per distribuire la propria valuta nazionale. Questo darà più facile accesso ai mercati dei capitali, isolando la manipolazione finanziaria di Washington e Wall Street.

Temendo l’eclissi di dollaro e sistema di Bretton Woods con l’architettura finanziaria rivale, la risposta degli Stati Uniti è un tentativo di danneggiare i mercati cinesi e rivalutare la valuta cinese. La Cina ha risposto attraverso le regole del mercato e quindi con i quantitative easing della propria moneta mantenendo bassi i prezzi dei prodotti industriali cinesi e delle esportazioni.

Il quantitative easing di Pechino è una reazione alla manipolazione finanziaria di Washington e Wall Street. Inoltre, Washington non ha mai pensato che i cinesi rispondessero con il dumping dei buoni del tesoro statunitensi. Al posto dell’isteria sull’economia cinese, “il crollo imminente del dollaro dovrebbe avere sempre l’attenzione degli investitori”, avvertiva l’economista Peter Schiff. La voce di Schiff è una dei molti analisti che dicono che i discorsi su una vacillante economia cinese sono esagerati e pessimi.

La guerra finanziaria contro Cina e Russia: la guerra degli USA alla “comunità del destino”

Esperta spiega: i profughi che arrivano sono dei benestanti

Finti profughiInteressante intervista su IlGiornale, che ridicolizza il mito del ‘povero profugo’. Ne pubblichiamo un estratto, con l’aggiunta di un nostro piccolo studio che va a completare il quadro:

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«Quando sento parlare di disperati che scappano dalle bombe, a proposito degli emigranti dall’Africa subsahriana, resto abbastanza sconcertata» confessa la professoressa Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Torino, una studiosa fuori dal coro che conosce bene l’Africa (ci ha lavorato per anni, parla lo swahili).

«Certo arrivano da Paesi dove la democrazia non ha raggiunto vette esemplari, e dove pure non mancano conflitti, ma salvo pochissimi casi sono Paesi che non giustificano una richiesta di asilo, e chi la inoltra infatti raramente la ottiene. Io li chiamo come si sono sempre chiamati: emigranti». Noi invasori o avventurieri (Vox).

Professoressa, sta dicendo che l’immagine del profugo che scappa dalla miseria e dalle guerre non corrisponde del tutto alla realtà?

«Ripeto, se parliamo di chi arriva da paesi dell’Africa subsahariana, come il Senegal, il Ghana, ma anche la Somalia e la Nigeria e altri, lì chi fugge da guerre cerca rifugio o in zone più sicure dello stesso Paese oppure in un Paese vicino, non parte per l’Europa. Il caso della Somalia è esemplare.

Bin Laden vive in una lussuosa villa alle Bahamas. Lo afferma Snowden

Snowden e Bin LadenL'ultima bomba dell'ex collaboratore della NSA: “Riceve 100.000 mila dollari al mese e conduce una vita lussuosa”.

Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas.

A dirlo è l’ex collaboratore della NSA Edward Snowden, già fonte di molte altre inchieste sulle attività di spionaggio dell’agenzia federale americana, che in un'intervista al Moscow Tribune ha detto di avere informazioni che confermano che il terrorista non sarebbe morto, come annunciato dalle autorità americane, nel 2011.

Secondo Snowden, non solo Bin Laden è ancora vivo, ma ha uno stile di vita sontuoso alle Bahamas, grazie a pagamenti regolari della CIA.

“Ho documenti che dimostrano che Bin Laden è ancora sul libro paga della CIA", afferma Edward Snowden.

"Lui continua a ricevere più di $ 100.000 al mese, che vengono trasferiti attraverso alcune aziende direttamente sul suo conto in banca di Nassau. Io non sono certo dove si trova ora, ma nel 2013, viveva tranquillamente nella sua villa con cinque delle sue mogli e molti figli”.

Settembre di Guerra: La Russia è pronta per l'invasione delle truppe ucraine

La Russia è pronta per l'invasione delle truppe ucraineUn rapporto veramente apocalittico del Ministero della Difesa (MoD) che circola al Cremlino, afferma che i piani di battaglia strategici vengono attuati da tutte le forze armate e dai comandi speciali in risposta alla prevista invasione delle truppe ucraine guidate dagli USA della regione separatista della Repubblica popolare di Donetsk (RPD) e della Repubblica autonoma di Crimea, in vista di ciò che sarebbe il “colpo tipo Armageddon” per le capitali finanziarie occidentali, il 23 settembre.

Soprannominata “guerra di settembre” dai pianificatori della Difesa della Federazione, la relazione rileva che il 23 settembre l’Ucraina dovrà pagare 500 milioni di dollari in buoni del Tesoro, cosa che non è in grado di fare… causando il default anche sui 3 miliardi di buoni del Tesoro della Russia che dovrebbe pagare subito.

Piuttosto che far crollare l’economia ucraina, già a pezzi, rischiando il default dell’Ucraina, il rapporto spiega che le capitali occidentali, guidati dal regime di Obama, “architettano” in questa situazione già pericolosa, una guerra contro la Russia per distogliere l’attenzione della popolazione dalla devastazione delle proprie economie.

A ottobre in Austria si vota per uscire dalla Ue e dall'Euro

A ottobre in Austria si vota per uscire dalla Ue e dall'EuroProbabilmente sono in pochi a sapere che il prossimo 11 ottobre, a Vienna, si terranno le elezioni municipali, ma questa tornata elettorale è molto più importante della semplice elezione di un sindaco, visto che secondo i sondaggi il Partito Della Libertà Austriaco (FPO) si trova in vantaggio nelle previsioni di voto.

E la vittoria a Vienna darebbe il colpo di grazia al governo in carica, aprendo le porte a un radicale ricambio al vertice delle istituzioni nazionali austriache.

Il leader di questo forte movimento euroscettico austriaco FPO, Heinz-Christian Strache, ha guadagnato molti consensi negli ultimi anni proprio grazie al suo pragmatico programma politico contro i diktat dei signori di Bruxelles e contro l’immigrazione massiccia che rischia di sconvolgere gli equilibri demografici del paese, come avviene del resto in tutte le nazioni del vecchio continente e contro l’accettazione di qualunque sensibilità multiculturale, sino ad affermare che in Austria ci vorrebbero più case per gli austriaci e meno moschee. Anzi, nessuna moschea.

La popolarità del FPO viene confermata dagli ascolti che alcune sere fa ha fatto registrare in una trasmissione proprio con il leader di questo movimento, abbattendo i record e guadagnandosi tre posizioni nella top ten dei personaggi politici del vicino paese alpino.

Appello dei vescovi africani: rimanete in Africa

Appello dei vescovi africani ai finti profughi: rimanete in AfricaAndiamo dicendo da mesi che quelli che partono dall’Africa pagando migliaia di euro non sono profughi, ma clandestini in cerca di ‘opportunità’.

Ci danno ragione i Vescovi africani, che lanciano un appello ai loro giovani: “Rimanete”. Perché non ci sono profughi in fuga da guerre inesistenti, solo avventurieri in cerca di fortuna.

“Non fatevi ingannare dall’illusione di lasciare i vostri Paesi alla ricerca di impieghi inesistenti in Europa e in America”.

È l’appello lanciato da mons. Nicolas Djomo, Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, ai giovani africani perché lottino per costruire una società migliore a casa propria.

Djomo ha lanciato il suo appello alla riunione della Gioventù Cattolica Panafricana, che si svolge a Kinshasa.

Ehi, Galantino, ha sentito?

I finti profughi si svelano: “Siamo qui per fare soldi”

«Vogliamo stare qua, a Padova, trovare un lavoro e cominciare una vita migliore». Non fuggono da alcuna guerra, ma cercano solo una ‘vita migliore’, il che è legittimo, ma non a casa nostra, non da finti profughi mantenuti a scrocco.

Il ruolo dei media e della NATO sulla crisi dei migranti

Il ruolo dei media e della NATO sulla crisi dei migrantiUn efficace articolo di Russia Insider affronta la gravissima questione della copertura mediatica sulla migrazione che si rifugia in Europa, che nasconde accuratamente l’elefante nella stanza: le politiche aggressive della NATO che ne sono alla base. Il frame che comanda i giornalisti – consciamente o inconsciamente che sia – impone loro di passare sotto silenzio le cause di questa ondata migratoria senza precedenti, e di attaccare come “razzista” chiunque cerchi di mettere in discussione le compiacenti politiche di accoglienza.

Media sembrano determinati a non segnalare che la causa principale della crisi migratoria che la UE si trova ad affrontare è il caos e la miseria che gli Stati Uniti hanno contribuito a provocare in Libia, Siria, Iraq, Yemen e Somalia.

La portata della crisi migratoria che sta affrontando oggi l’Europa non può essere sottovalutata. È veramente senza precedenti. Ma quel che viene abitualmente sottovalutato, tuttavia – ed è di fatto quasi ignorato dai media mainstream – sono le vere radici della crisi.

Il dibattito sull’immigrazione nella UE si svolge quasi interamente senza riferimento alcuno alle cause del recente afflusso di migranti dal Nord Africa e dal Medio Oriente. L’elefante nella stanza è la NATO, e nessuno vuole davvero parlarne.

Imminente guerra nucleare? Putin autorizza l'uso di armi nucleari contro la NATO

Putin autorizza l'uso di armi nucleari contro la NATOIl Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che il regime di Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea.

Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo.

Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“.

Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale.

Islamizzazione della Gran Bretagna

Islamizzazione della Gran Bretagna« Un giorno milioni di uomini dell’emisfero meridionale andranno nell’emisfero settentrionale. E non ci andranno come amici. Perché ci andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I ventri delle nostre donne ci daranno la vittoria »

Il Regno Unito è il primo dei paesi occidentali, dove la ‘profezia’ si sta avverano è ora sede di più le famiglie che contengono quattro o più bambini che in qualsiasi momento, a partire dai primi anni 1970.

La donna media afghana che vive nel Regno Unito ha 4,25 figli e la donna media somala ha 4,19 bambini.

La media per le donne pakistane è 3,82. Le donne nate nel Regno Unito hanno una media di 1,79 figli. E visto che non tutte le donne nate nel Regno Unito sono davvero autoctone, ma immigrate di seconda generazione, il numero reale per le donne inglese, gallesi o scozzesi è ancora più basso.

Che si confronta con il 2,19 per le donne che vivono nel Regno Unito e che sono nate in uno dei 12 Stati dell’Europa orientale, e 1,52 per le donne nate nei paesi dell’Europa occidentale. 

Nel frattempo le donne nate in Australia e Nuova Zelanda che vivono nel Regno Unito hanno una media di 1,38 figli.

 

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