Verità censurate

Anche la Repubblica Ceca vuole il referendem sulla UE

Lug
07

Si allunga la lista dei paesi che vogliono un referendum sulla permanenza nella UE.

Dopo che in Francia, Olanda, Austria, Lettonia e Slovacchia forze politiche hanno apertamente dichiarato che indiranno il referendum per abbandonare la Ue e si stanno anche raccogliendo le firme necessarie per far sì che accada presto, adesso anche nella Repubblica Ceca c'è chi vuole un referendum sulla UE e a farne richiesta è addirittura il presidente della repubblica Ceca Milos Zeman.

Il presidente Zeman ha dichiarato che vuole che la Repubblica Ceca rimanga nella UE però è intenzionato a fare di tutto affinché i suoi concittadini possano votare ed esprimere la loro opinione.

A spingere Zeman a fare questa dichiarazione è il crescente, dilagante euroscetticismo tra i cittadini della Repubblica Ceca: infatti secondo un sondaggio fatto da CVVM lo scorso aprile solo il 25 % è felice di far parte della UE mentre un anno prima ad essere felici erano il 32% della popolazione.

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Il declino dell'europeismo

Lug
04

Il declino dell'europeismoLa “Brexit” getta una luce particolarmente cruda sulla strategia del “federalismo furtivo” adottata dai capi dell’UE col Trattato di Maastricht e la conseguente ideologia europeista alla base di tale strategia.

In realtà tale strategia, e il suo strumento privilegiato, l’Euro, hanno provocato la reazione degli elettori inglesi, esortandoli non a lasciare l'”Europa”, come alcuni sostengono, ma una particolare istituzione, l’Unione Europea.

La scelta degli elettori inglesi è stata in gran parte spiegata [1]. Il fatto che figure del governo inglese, come il ministro della Giustizia Michael Gove, abbiano chiesto un voto per l’uscita europea, è significativo. La Brexit mette in discussione quello che oggi è la spina dorsale della politica qualificata europeista, quella di François Hollande e di Angela Merkel. L’impatto va ben oltre l’uscita di un Paese dall’UE, la Gran Bretagna, la cui adesione all’UE era in realtà molto esigua. La crisi della strategia europeista è una svolta. Solo sbarazzandosi dell’aporia europeista si può davvero pensare a una costruzione europea.

I fondamenti ideologici del federalismo furtivo

In primo luogo è necessario capire il cosiddetto processo del “federalismo furtivo” adottato dal Trattato di Maastricht e che s’incarna nell’euro.

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Sotto inchiesta le 4 mln di firme per rifare il referendum Brexit

Lug
01

Sotto inchiesta le 4 mln di firme per rifare il referendum BrexitA poche ore dal referendum che in Gran Bretagna avrebbe sancito l'uscita della stessa dalla U.E., sulla piattaforma di petizioni del governo britannico è comparsa una petizione per annullare il referendum e rifarne un secondo.

Ovviamente la ridicola iniziativa ha suscitato feroci ironie sul web ("E se al secondo turno vince il “Remain”, fanno la “bella” oppure vanno ai rigori?"), e qualcuno si è divertito a proporre sulla stessa piattaforma, provocatoriamente, altre petizioni (esempio geniale: “Ridisputare la battaglia di Hastings del 1066 perché non sono soddisfatto del risultato”).

I moderatori della piattaforma hanno comprensibilmente bloccato queste iniziative provocatorie, però è incomprensibile che abbiano lasciato quella originale che vorrebbe un secondo referendum... e dico “incomprensibile” perché non esiste nulla di più sovversivo ed antidemocratico di un'iniziativa che voglia “democraticamente” sovvertire i risultati di una voto popolare, giusto o sbagliato che sia.

A parte queste sacrosante perplessità, altre ne sorgono sulle modalità con cui questi voti vengono raccolti, con la possibilità di chiunque (da tutto il mondo) di intrufolarsi per votare, spacciandosi per un cittadino britannico.

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In arrivo ondata di referendum per uscire dall'Ue

Giu
30

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'UeLo chiamano tsunami Brexit.

È lo tsunami politico in arrivo da partiti e movimenti di destra o improntati al populismo di diversi paesi europei, pronti a chiedere in totale ben 34 referendum che potrebbero decretare anche per loro il divorzio dall’Unione europea. È quanto emerge da una ricerca messa a punto dallo European Council on Foreign Relations (ECFR).

Diversi “partiti insurrezionisti”, così come viene riportato, stanno invocando i referendum su diverse questioni, dall’appartenza all’Ue alla politica di immigrazione.

Come motivazioni, vengono citati sia la paura che la Turchia entri a far parte dell’Ue, che l’accoglienza ai rifugiati che è stata promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Così Mark Leonard di ECFR:

“Molti di questi partiti insurrezionisti hanno opinioni sulla politica estera che si avvicinano più alle posizioni del presidente russo Vladimir Putin che a quelle del presidente Obama”.

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Times: la fine dell'Europa non è più impossibile

Giu
29

L'Unione Europea non è mai brillata per capacità di introspezione, scrive Charlotte McDonald-Gibson sulla prestigiosa rivista americana Time. Per anni l'Unione si è trascinata da una crisi all'altra, “promettendo a più riprese di attivarsi per sanare la crescente sfiducia dei suoi 500 milioni di cittadini, ma tornando poi puntualmente ai bisticci interni”. L'Uscita del Regno Unito dall'Unione, però, è un evento di portata differente; una parte importantissima dell'Ue se ne sta andando, e il “business as usual” non appare più un'opzione percorribile.

I membri fondatori dell'Unione, incontratisi ieri, paiono averne preso atto già lo scorso fine settimana, quando con un comunicato congiunto hanno avvertito che “né la semplice richiesta di maggiore Europa, né una fase di mera riflessione possono costituire una risposta adeguata” a un evento dalle implicazioni politiche ed economiche cosi' profonde.

Stabilire quale intervento adottare, però, non è facile. L'assoluta priorità è ovviamente quella di placare il panico e trovare un percorso di separazione il più possibile sereno e consensuale con il Regno Unito. I leader di Germania, Francia e Italia, che si sono incontrati ieri a Berlino, hanno spiegato che i negoziati con la Gran Bretagna non avranno inizio prima di una notifica formale.

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La Nato è pronta a invadere la Russia

Giu
27

Obama violinistaMentre tutto il mondo si concentra sul pericolo Brexit, dal fronte geopolitico si assiste all’escalation delle tensioni tra la Nato e la Russia.

La Nato sarebbe pronta infatti a invadere la Russia, e la presenza della flotta Usa nel Mar Nero non farebbe altro che dimostrarlo.

È di pochi minuti fa inoltre la notizia secondo cui ora l’Alleanza Atlantica riterrebbe di “avere i presupposti per attaccare la Russia”.

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I presupposti sarebbero rappresentati dall’accusa di alcune ore fa, secondo cui hacker russi avrebbero violato il computer, tra gli altri, della stessa candidata democratica alle elezioni degli Stati Uniti Hillary Clinton.

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Appello di Putin: pericolo di una imminente guerra nucleare

Giu
26

Vladimie PutinPer anni Washington ha usato la scusa della “minaccia iraniana” per istallare il suo sistema antimissile, famoso, in Europa orientale. Poi, dopo la riabilitazione di Teheran, è stato costretto a cambiare la favola e, infine, con il colpo di stato fomentato in Ucraina ha permesso di rivelare il vero obbiettivo di questi dispositivi antimissile: la Russia.

I fatti del caso sono enormi e ben documentati [1], anche se i “merdias” occidentali, proprietà dei miliardari apolidi affiliati al partito della guerra atlantista, hanno vomitato la loro propaganda per designare il responsabile di tutti i nostri mali, il super-cattivo Putin.

Ma la realtà di oggi è che sono gli Stati Uniti a minacciare la Russia dal territorio europeo con missili ora operativi e capaci di un primo attacco nucleare. In un video sorprendente [2], Vladimir Putin, ha fatto un appello quasi disperato ad un gruppo di “giornalisti” internazionali, dicendo loro in sostanza: “Ma smettete di mentire, dite la verità ai vostri popoli sul pericolo imminente che ci minaccia tutti”!

“Svegliatevi”

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Nuove strategie per il progetto della “Grande Eurasia”

Giu
25

Vladimir PutinLa Russia ha a lungo sostenuto che l’espansione della SCO rafforzerà lo status internazionale dell’organizzazione.

Ma ora a quanto pare la Russia suggerisce una sorta di raggruppamento economico oltre la SCO.

Il Cremlino ha delineato una visione ambiziosa del nuovo raggruppamento d’integrazione globale oltre le unioni economiche e politiche già esistenti in Eurasia. Eppure c’è mancanza di chiarezza su come l’entità proposta possa conciliarsi con le organizzazioni ed accordi regionali esistenti.

L’Unione Economica Eurasiatica (UEE) della Russia diverrebbe parte di una entità d’integrazione maggiore, una “Grande Eurasia” annunciata dal Presidente Vladimir Putin. Questa maggiore partnership eurasiatica potrebbe includere anche Cina, India, Pakistan, Iran, Stati ex-sovietici ed altri interessati, ha detto.

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In Gran Bretagna hanno fatto il referendum. In Italia non si può

Giu
24

Dittatura in ItaliaMentre godiamo per conto terzi per il Brexit al 52% con il VotedLeave, è amarissimo ricordare che:

1. L'Italia non può indire referendum popolari su trattati internazionali

2. che il nostro conducator Matteo Renzi ci sodomizza di prima mattina rassicurandoci con la vasellina che la Ue «Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l’Europa è la nostra casa e il nostro futuro»

3. che essendo l'Italia un paese di sudditi per default, anche senza l'Ue e grazie alla Nato, ancora attendiamo l'attuazione del risultato del Referendum sull'Acqua Pubblica del 2011, quindi c'è poco da esultare per i referendum altrui

4. che lo siamo al punto, sudditi, da esserci subiti quasi in silenzio un Presidente della Repubblica da impeachement e ci difetta la pratica della democrazia al punto di aver perfino tifato un Monti imposto contro un Berlusconi votato, poi un veloce ed etereo Letta, subito silurato perché poco pugnace, e l'attuale governo Renzi.

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Scoperti in Austria dati elettorali manipolati

Giu
23

Alexander Van der Bellen Negli interrogatori in corso alla Corte costituzionale di Vienna per stabilire la validità del risultato delle presidenziali sono emerse moltissime irregolarità come l'apertura anticipata delle urne, estrema imprecisione nei conteggi dei voti al punto da falsarne clamorosamente l'esito in tanti seggi - in pratica dei veri e propri brogli elettorali - e verbali firmati senza che venissero letti, così da essere invalidabili immediatamente.

Queste gravi notizie sono riportate oggi da tutti i media austriaci. Dagli interrogatori emerge anche che tali irregolarità che invalidano le elezioni sono addirittura una consuetudine, che non sarebbe mai venuta alla luce se il risultato non fosse stato così stretto, nel caso del ballottaggio delle elezioni presidenziali.

Il candidato dei verdi Alexander Van der Bellen aveva superato per poco meno di 31.000 voti il concorrente della destra Norbert Hofer: quest'ultimo ha impugnato il risultato e chiesto una verifica. Sempre secondo i media austriaci, quanto emerso finora, pratiche illegali e risultati falsati e quindi inattendibili se non veri e propri brogli, potrebbero forse portare alla ripetizione del voto.

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Cancro: sospeso medico che consigliava alimentazione vegetale

Giu
22

Dottor Paolo Rege-Gianas, neurologoAllarme tumori nel Salento: 26,5% l’incidenza. Intanto, un neurologo è stato sospeso lo scorso mese di febbraio dall’Ordine per aver proposto ai malati di cancro una dieta povera di glucosio come base ausiliaria alle terapie.

E’ quanto realmente successo. Il dottor Paolo Rege-Gianas, già neurologo dirigente presso la ASL Milano 1, ha utilizzato un fatto scientifico pacificamente accettato dalla comunità scientifica nazionale e internazionale (e confermato dall’Ordine dei Medici cui appartiene), cioè che le cellule neoplastiche si nutrono di glucosio, per aiutare i suoi pazienti affetti da cancro a superarlo e, studiando le proprietà dei vari alimenti, è pervenuto ad elaborare un modello alimentare per quanto possibile privo di glucosio o suoi precursori. Questo modello prevede l’uso esclusivo di frutta e verdura fresche, crude, mediante l’utilizzo di estrattori di succhi vivi.

Basandosi su queste evidenze scientifiche, ha consigliato ai suoi pazienti affetti da varie manifestazioni di cancro, di supportare eventuali terapie seguendo questo tipo di alimentazione, vegetale e povera di glucosio.

Nessun farmaco, nessun trattamento, nessun ricovero, nessuna sostanza sintetica e sicuramente ben poco guadagno, visto che il dottore, oltre a valutare il quadro clinico individuale, si limita a consigliare gratuitamente un regime alimentare.

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Barnard: l’omicidio della Jo Cox fermerà la Brexit

Giu
19

Barnard: l’omicidio della Jo Cox fermerà la BrexitCitai quel terribile studio, anzi, appello, pubblicato dalla più prestigiosa rivista medica del mondo, il “The Lancet”, che gridava che la Ue della nomenklatura stava ammazzando al ritmo di un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, in Grecia.

Vi ricordate i numeri?

Migliaia di feti morti prematuri (aumento del 40%), aumento delle infezioni da Hiv del 3.000% (sì, tremila) a causa mancanza di siringhe nelle province, ammalati di tumore lasciati a urlare come cani senza morfina fino alla morte, la vita media retrocessa a livello degli anni ’40. E nessuno può calcolare quanti altri europei sono morti prematuramente a causa di questa catastrofe voluta a tavolino chiamata Maastricht & Eurozona, anche se il fatto che oggi l’11% degli italiani non si può più curare adeguatamente la dice lunga.

Ieri è morta una splendida persona, la parlamentare inglese Jo Cox, donna dalle mille battaglie umanitarie ammazzata da un rivoltante pazzoide in strada. Si dice che l’uomo gridasse “Prima la Gran Bretagna!”, era ovviamente un fanatico pro Brexit, e la povera deputata era invece per rimanere nell’Unione.

Sospendiamo per un attimo l’emotività e l’orrore per questo osceno incubo.

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Euroscetticismo: un sondaggio ne svela i dati reali

Giu
16

EuroscetticismoChiunque segue le vicende dell'Unione Europea sa che in Europa c'è un crescente euroscetticismo ma adesso grazie a uno studio fatto dal Pew Research Centre è possibile conoscere quanto sono euroscettiche le popolazioni dei singoli paesi UE.

Questo studio ha preso come campione 10 paesi dell'Unione Europea che sono Polonia,Ungheria, Italia, Svezia, Olanda, Germania, Spagna, Regno Unito, Francia e Grecia.

Mediamente in tutti questi paesi il 51% della popolazione è a favore della UE ma 42% vuole che alcuni poteri vengano ritornati ai singoli stati mentre solo il 19% vuole cedere più poteri alla UE e il 27% è contento dello status quo.

Ovviamente le cose cambiano se si esaminano i singoli stati.

Lo stato più euroscettico è la Grecia dove il 71% ha un'opinione negativa della UE contro il 27% che è a favore.

Questo ovviamente non deve sorprendere nessuno visto che le politiche economiche volute dalla troika hanno impoverito i greci di parecchio.

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Bilderberg 2016: i membri del club temono il brexit

Giu
15

Bilderberg 2016“Una storia d’amore col silenzio”, così il Guardian chiama la tradizionale segretezza intorno alla conferenza Bilderberg, un meeting annuale del quale un tempo si parlava assai poco sui media mainstream, ma che sta sentendo crescere, anno dopo anno, la pressione intorno a sé.

La ragione è semplice, vi partecipano alcuni fra i più potenti capi di Stato, vertici delle multinazionali, alcuni giornalisti, e ciascuno rigorosamente vincolato a tacere i contenuti dell’incontro. Questo garantirebbe la libertà di espressione dei partecipanti. Ma al pubblico, anche non solo a quello appassionato di complotti, tanta riservatezza sembra ingiustificata, se non sospetta.

Quest’anno, potrebbe essere tenuta una conferenza stampa dell’evento, fatto che in precedenza mai accaduto? Questa la domanda che l’inviato del Guardian ha posto a qualcuno degli invitati alla conferenza, una domanda legittima, “visto il numero di politici che vi prendono parte”. Fra gli interrogati c’è anche una vecchia conoscenza del Bilderberg e dell’alta finanza italiana, Franco Bernabé.

La sua risposta, dopo una risata: “Ci sono un po’ di vostri colleghi nella conferenza, membri della stampa. Giornalisti”. Vero, ma vincolati dall’omertà del Bilderberg; che farsene, del resto, di giornalisti che non possono esercitare il loro obbligo d’informare? “Pensavo fosse accettabile che almeno Nbc, Bloomberg e il Financial Times, che hanno giornalisti all’interno del Bilderberg, fossero a Dresda per coprire il summit”, scrive sconsolato il reporter del Guardian, “ma non ci sono”.

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Boom economico per la Gran Bretagna se esce dall'Ue

Giu
13

Boom economico per la Gran Bretagna se esce dall'UeMentre il giorno del referendum sulla permanenza o meno dell’Inghilterra nella Ue si avvicina, sui media nazionali asserviti all’oligarchia Ue ed ai potentati finanziari che la sorreggono, si assiste al proliferare di previsioni apocalittiche più degne dell’anno 1000 che di analisti economici degni di tal nome.

Tralasciando quella secondo cui il salvataggio di Veneto Banca sarebbe a rischio a causa del Brexit (cercate di non ridere troppo forte, per carità), i notiziari nazionali hanno paventato il rischio di crollo del benessere in Inghilterra, del valore della sterlina, disoccupazione galoppante, buco nei conti pubblici, inflazione alle stelle, arrivo delle piaghe d’Egitto di biblica memoria e probabile sbarco di ferocissimi marziani davanti a Buckingham Palace. Ebbene, è tutto falso e lo dimostriamo.

Partiamo da alcuni dati di fatto oggettivi ed incontrovertibili:

- Disoccupazione UK: 5,1% - Disoccupazione UE: 10,2%

- Crescita del PIL 4° trimestre 2015 UK: 0,6% - Crescita del PIL 4° trimestre 2015 UE: 0,3%

- Cambio Euro/Dollaro 2015 -13% - Cambio Sterlina/Dollaro 2015 -4,83%

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