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Verità censurate


Italia in crisi a causa delle sanzioni alla Russia

Italia in crisi a causa delle sanzioni alla RussiaL’allarme di Confimi Emilia che chiede all’Europa di fare ogni sforzo diplomatico per superare l’embargo nei confronti di un Paese strategico per l’equilibrio geopolitico e l’economia. Gorzanelli: “Le sanzioni danneggiano più l’Italia che la Federazione Russa”.

Il prossimo 18 dicembre, in occasione del Consiglio europeo, la Ue valuterà la possibilità di estendere per altri sei mesi le sanzioni alla Russia. Per quanto ci riguarda, facciamo nostra la valutazione del presidente dell’Istituto per il commercio estero, Riccardo Monti: le sanzioni danneggiano più Roma che Mosca.

Solo per fare un esempio: si stima che in Emilia-Romagna, circa mille imprese abbiamo chiuso per effetto di quelle sanzioni. Non c’è solo l’export, ci sono anche gli investimenti russi in Italia che si sono notevolmente ridotti. Per questo, e in considerazione della mutata situazione geopolitica, chiediamo che vengano rimosse le sanzioni».

Lo ha affermato il presidente di Confimi Emilia, Giovanni Gorzanelli, aprendo l’incontro “Opportunità e criticità per l’export in Russia” promosso dall’associazione delle imprese manifatturiere emiliane svoltosi questo pomeriggio all’Hotel Majestic di Bologna.

La nuova società basata su un regime autoritario

Spy internetVerranno potenziati i sistemi di intercettazione su tutti i sistemi di comunicazione e scambio.

Non solo telefonini e computer ma anche le chat legate ad altri programmi come, ad esempio, quelli per scaricare musica e addirittura le play station.

Ad affermarlo è stato il, fino ad ora, soporifero ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al termine del vertice di ieri al ministero di via Arenula convocato per individuare nuove misure per la prevenzione e il contrasto del terrorismo.

Le parole del ministro, oltre alle chat, indicano quegli strumenti tecnologici che non sono nati con un ruolo nella comunicazione ma permettono ugualmente agli utenti di entrare in contatto diretto, magari per giocare insieme online. Nessuno fino ad ora ha mostrato le prove che gli jiahdisti abbiano utilizzato ad esempio le PlayStation per comunicare tra loro.

Ma, sostengono i fautori del controllo totale, non c'è nemmeno la sicurezza che uno scenario del genere non sia verosimile, viste le ampie possibilità comunicative offerte dai videogame attuali, e non solo sulle PlayStation.

A tale scopo sono stati convocati gli esperti della Sony, che in merito hanno risposto pubblicamente al premier belga dopo gli attentati di Parigi.

Il lungo e inarrestabile declino della repubblica italiana

Il decadimento dell’Italia -come abbiamo purtroppo scoperto solo da pochissimo tempo- parte da molto lontano, precisamente dal 1979, anno dell’ingresso nello SME a guida tedesca (il Marco era la moneta di riferimento dell’intero Sistema Monetario Europeo).

Tale scelta portò necessariamente al famoso “divorzio” tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro avvenuto nel 1981 che avrebbe fortemente limitato l’indipendenza dell’emissione monetaria a tassi controllati e di ASSOLUTO FAVORE per le imprese nazionali e il Popolo italiano in generale.

Da lì si proseguì a tappe forzate verso l’€uro, firmando tutti i trattati U€ che andarono pesantemente ad incidere sulla struttura produttiva italiana -fatta essenzialmente di PMI (piccole e medie imprese)- ad unico vantaggio delle grande industria multinazionale e della finanza.

L’ultimo sprazzo di sole lo vedemmo nel lontano 1992, quando a seguito delle speculazioni di Soros & compagni (loro stavano molto attenti ai Paesi come Italia e Inghilterra che producevano più inflazione degli altri e che essendo in regime di cambio semi-rigido non potevano svalutare) e dopo aver svenato tutte le riserve di valuta pregiata per difendere inutilmente il cambio fisso della Lira, fummo costretti ad abbandonare lo SME e -FINALMENTE- a svalutare, ridando fiato alla bilancia commerciale (quando la tua moneta vale meno le importazioni costano di più) e di conseguenza ci fu un BOOM di export e turismo estero.

Le strategie degli illuminati in Medio Oriente

Le strategie in Medio Oriente degli IlluminatiMentre le agenzie di intelligence occidentali sono state impegnate a supportare i teppisti di al Qaeda in Libia, Iraq e Siria; proteste autentiche sono iniziate, a ritmo sostenuto, in Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait, Yemen e Algeria.

Il risultato definirà la geopolitica globale per il prossimo secolo.

Da quando il monopolio petrolifero Rockefeller / Rothschild ha scoperto petrolio nella regione, c’è stata una guerra per le risorse tra i leader nazionalisti regionali come Boumediene, Nasser e Mossadegh – che hanno combattuto affinché i profitti del petrolio rimanessero nelle mani della loro gente – e il cartello bancario degli Illuminati, che ha utilizzato il petrolio per lubrificare i meccanismi della sua impresa capitalista globale in continua espansione.

Israele ha servito come enforcer sionista nella regione, utilizzando la strategia del divide et impera per superare i movimenti popolari anti coloniali arabi. I lobbisti dell’AIPAC saranno presenti al Congresso questa settimana, nel tentativo di spingere gli Stati Uniti nel pantano siriano.

La storia si ripete oggi mentre i tentacoli dei media corporativi Illuminati cercano di equiparare le rivolte (controllate dagli Illuminati) in Bahrein, Yemen e Algeria, con quelle in Iran, Siria ed Egitto.

Migrazione di massa: estinzione per la civiltà europea?

Patrick J. BuchananTraduco l'articolo che segue per “riflessione”. Certo la via d'uscita proposta dall'autore americano ... solleva qualche interrogativo... Per esempio: la conseguenza di questo ruolo della America come “liberatore”, ventilato dall'autore, non sarà per caso la causa stessa che ci ha inondato di genti di “religioni, culture e civiltà diverse”? Resta legittimo il dubbio sulla nostra estinzione come europei...

L'Europa sta attraversando la più grande migrazione di massa dalla seconda guerra mondiale, così fa rilevare il commentatore politico conservatore, l'autore americano Patrick J. Buchanan, ponendo la questione se la civiltà europea sopravviverà nel 21º secolo.

L'Europa non è in grado di assorbire i milioni di rifugiati che fuggono da regioni di guerra del Medio Oriente e del Nord Africa. Costoro vengono da altre civiltà e culture e cambieranno la faccia dell'Europa per sempre, così fa notare il commentatore e autore politico Patrick J. Buchanan

Non sarà mai più come prima

“Le minacce sollevate dalla migrazione di massa in Europa, salgono a livello esistenziale. Può sopravvivere una civiltà se alle genti che l'hanno creata, si sostituiscono persone di altre razze religioni e civiltà? Chiedetelo ai Nativi Americani”, scrive Buchanan in un articolo per l’American Conservative.

L'Italia è uno dei maggiori esportatori di armamenti

Armi italianePochi sanno che quando si parla di Made in Italy non ci si riferisce solo a cibo, moda e belle macchine, ma anche a un altro tipo di prodotto che nel corso degli ultimi 25 anni ha generato un giro d’affari, tra autorizzazioni e consegne, pari a 90 miliardi di euro.

Una vera e propria gallina dalle uova d’oro per il nostro Paese che però, quando ci vantiamo orgogliosamente del primato del marchio italiano nel mondo, non viene mai nominata.

Sicuramente non per modestia, forse un po’ per pudore, probabilmente perché fa un po’ comodo a tutti che non se ne parli continuando ad incassare in silenzio denaro vitale per le casse dello Stato.

L’italico “prodotto - gallina dalle uova d’oro” cui ci riferiamo sono le armi. Leggere (munizioni, pistole, fucili, esplosivi) e pesanti (elicotteri, carri armati, ecc.). Società come Beretta, Agusta Westland o Aermacchi, controllate del gruppo Finmeccanica, rappresentano infatti il meglio del meglio dell’industria mondiale. Non a caso in questo settore non solo siamo tra i più attivi al mondo, ma anche tra i migliori.

Secondo i dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) siamo al 12esimo posto nel mondo quanto a spese militari con 23,29 miliardi di euro di uscite nel 2014 (l’1,5% del PIL), mentre per quanto riguarda l’export di armamenti l’anno scorso ci siamo piazzati al nono posto nella classifica globale con un totale di 786 milioni di dollari (circa 700 milioni di euro) di entrate. Andando indietro nel tempo tra il 2000 e il 2013 l’Italia ha raggiunto addirittura il primo posto in classifica per esportazioni di armi comuni seguita da Germania Stati Uniti.

Parigi una operazione FALSE FLAG ?

Attentati ParigiGli attentati di questo 13 Novembre a Parigi dimostrano molti dei segnali rivelatori di una operazione false flag.

Adesso, oltre 48 ore dopo abbiamo raccolto molti indizi che i manipolatori del Nuovo Ordine Mondiale abbiano ritenuto di affidarsi ai loro vecchi trucchi ancora una volta, diventando sempre più prevedibili.

Vi elencherò dieci segni che gli attentati di Parigi non sono che l’ennesimo attacco false flag progettato per spaventare il cittadino comune (in Francia e nel resto del Mondo), demonizzare l’Islam, provvedere “ragioni” per gli Stati al G20 e altrove per sprecare più risorse e appropriarsi di maggiori libertà con la scusa della lotta al terrorismo, provvedere una scusa al governo Francese per alzare i livelli di sorveglianza, provvedere alla Francia ed alla NATO una scusa per una escalation di violenza contro la Siria.

Segno numero #1: Esercitazioni nello stesso giorno

Numerose false flags nella storia recente hanno questo tratto in comune: esercitazioni allo stesso tempo e nello stesso luogo, o luoghi vicini. 21st Century Wire  riferisce che il Dr.Patrick Pelloux era un “sopravvissuto” degli “spari a Charlie Hebdo” che si è trovato casualmente anche sulla scena dell’ultimo attentato, cosa che di per sè sarebbe una coincidenza, ma Pelloux ha dichiarato che una esercitazione di “attacco a diversi luoghi in simultanea” era in corso proprio durante gli spari!

Segno numero #2: Il magico ritrovamento dei passaporti dei terroristi

Attentati a Parigi: la responsabilità di Francois Hollande

Francois Hollande - Attentati Parigi - IsisL’ondata senza precedenti di attentati che ha colpito Parigi ieri sera e che avrebbe, secondo una prima relazione, provocato almeno 127 morti, è la diretta conseguenza della politica estera della Francia in Siria, volta meno al lottare contro il terrorismo salafita che a distruggere il Paese e rovesciarne il Presidente Bashar al-Assad.

Se più autori della carneficina nella sala da concerti Bataclan avrebbero detto, secondo i testimoni: “La colpa è di Hollande, del vostro presidente, che non deve intervenire in Siria“, va ricordata la vera politica francese in questo Paese dall’inizio del conflitto nel 2011.

La Repubblica francese, come rivelato dal presidente Francois Hollande in un’intervista al giornalista Xavier Panon, ha infatti fornito armi ai cosiddetti “ribelli” siriani nel 2012.

Attraverso il DGSE cannoni da 20 mm, mitragliatrici, lanciarazzi, missili anticarro sarebbero stati consegnati ai ribelli cosiddetti “moderati” in violazione dell’embargo stabilito nell’estate 2011 dall’Unione Europea. Un consulente dell’Eliseo confessa a Xavier Panon: “Sì, mettiamo a disposizione quello di cui hanno bisogno, ma entro i limiti dei nostri mezzi e sulla base della nostra valutazione della situazione. Occultamente, si può agire solo su piccola scala. Con mezzi limitati e obiettivi limitati”.

La Francia aveva anche inviato forze speciali sul campo per addestramento e supporto operativo ai terroristi.

In Finlandia referendum per uscire dall'euro

In Finlandia referendum per uscire dall'euroIl 2016 potrebbe essere un anno particolarmente interessante, visto che la Finlandia potrebbe uscire dall'eurozona.

Infatti, proprio in questi giorni 50mila cittadini finlandesi hanno sottoscritto un referendum per chiedere se rimanere o no nell'euro e il parlamento finlandese dovrà discutere l'anno prossimo, tra febbraio e marzo, questa iniziativa di legge popolare.

Anche se non è chiaro se l'approverà, in realtà sarebbe la prima volta in cui un referendum popolare richiesto - come in questo caso - a termini di legge, viene bocciato. E già molti commentatori hanno detto che non accadrà. Il referendum si farà.

Al momento i sondaggi in Finlandia dicono che il 64% dei cittadini vorrebbe rimanere nell'euro, ma cresce molto rapidamente il numero di coloro che vogliono uscirne. Basti pensare che a gennaio i favorevoli alla valuta unica europea erano il 69% e un anno fa sarebbe stato addirittura impossibile perfino raggiungere le 50mila firme referendarie, mentre ora sono state raccolte in brevissimo tempo perché molti finlandesi adesso credono che solo cosi' si possa rilanciare l'economia del Paese.

Attentati a Parigi: i 6 punti che meritano una attenta riflessione

Attentati a Parigi, dubbiDopo poche ore dall’attentato di Parigi rilevo questi particolari:

1) i terroristi mentre uccidevano le persone urlavano Allah akbar (e come potevamo dubitarne?)

La domanda è: ma questi testimoni a che distanza erano per poter udire le parole dei terroristi nonostante il caos e i rumori degli spari?

2) un testimone intervistato ha detto: “avevano dei kalashnikov, uccidevano la gente a uno a uno..:”.

Ok. Incredibile la freddezza del testimone che è riuscito a individuare il modello del fucile. E anche l’udito dei testimoni pare sempre più sopraffino perchè il kalashnikov è un mitragliatore quindi presumo che faccia abbastanza casino da coprire le parole. tra l’altro i testimoni hanno sentito che questi terroristi, mentre sparavano, gridavano “frasi sulla Siria”. Quindi abbiamo dei testimoni dall’udito non solo tanto fine da percepire le parole nonostante gli spari ma che addirittura capivano l’arabo.

3) I terroristi sarebbero morti. E te pareva!!! Ovviamente cosi non potranno essere interrogati.

Testimonianze: i terroristi sembravano membri delle forze speciali

Obama - IsisA dare la notizia è il Corriere della Sera, che riporta i racconti di alcuni testimoni.

Ecco cosa dice il Corriere:

“«Erano bianchi, erano giovani sui 25 anni». E ancora: «Sembravano soldati delle forze speciali». A poco meno di dodici ore si hanno ancora informazioni scarne sull’identità degli attentatori di Parigi. Dalle informazioni confermate, per il momento dalla polizia, è noto che 8 di loro sono morti, 6 si sono fatti esplodere dopo aver innescato le cinture esplosive, 2 sono stati uccisi dagli agenti speciali intervenuti.

Non è escluso che anche altri siano fuggiti e che la polizia li stia cercando. In alcune testimonianze raccolte da Le Monde si parla di due auto nere, con alla guida 18-20enni, di cui una immatricolata in Belgio che sarebbe stata ritrovata. Ma si tratta di notizie che non hanno ancora trovato conferma. Così come non è confermata la notizia che sarebbe stato trovato un passaporto siriano sul corpo di uno dei kamikaze morti allo Stade de France. 'Europe 1' riferisce anche dell’identificazione di un secondo attentatore: si tratterebbe di un cittadino francese.”

Altre fonti parlano di un’auto con quattro uomini armati a bordo che pare si stia dirigendo verso Parigi, dopo aver forzato un posto di blocco.

Attentati a Parigi: nell'agosto 2014 Netanyahu avvisò la Francia

NetanyahuNon ditemi che non ve lo avevo detto che ci sarebbero stati attentati, e visto che il primo non ha avuto evidentemente effetti desiderati, c’è stato il secondo.

Guardate il video, a me pare una minaccia !

Dal mio post del 4 febbraio 2015 :

“Ad Agosto 2014, durante un intervista il presidente israeliano netanyahu minaccia il governo Francese dicendo, in breve, che se non avesse preso le distanze dalla Palestina, in quanto secondo lui responsabile di atti di terrorismo Islamici nel mondo, ce ne sarebbe stato uno (di attentato) tutto suo.

A Dicembre 2014 il governo Francese, unico in Europa dopo la Polonia, riconosce coraggiosamente ufficialmente la Palestina come Stato Sovrano.

A Gennaio 2015 avviene l’attentato.

Per la Russia l'attacco a Parigi porterà alla terza guerra mondiale

Obama e PutinUn nuovo, splendido rapporto pubblicato oggi dal Ministero della Difesa (MoD) per i responsabili politici del Consiglio di Sicurezza (SC) afferma che i recenti attacchi di ieri a Parigi vanno paragonati a un “massacro rituale orchestrato/diretto” da una “cabala” segreta dei massoni ai vertici del potere di Central Intelligence Agency (CIA), Direzione generale francese per la sicurezza estera (Dgse), Secret Intelligence Service inglese (SIS/MI6), Direzione dell’Intelligence militare d’Israele (DMI) e Vaticano…

Secondo la relazione, il Primo Direttorato dell’Intelligence (GRU) allertava il Ministero della Difesa sul possibile complotto di “Venerdì 13” quindici giorni fa (27 ottobre), dopo un incontro segretissimo tenutosi a Washington DC in cui partecipò il direttore della CIA John Brennan, quello della DGSE Bernard Bajolet, l’ex-capo dell’MI6 John Sawers e l’ex-capo del DMI e attuale capo per la sicurezza nazionale d’Israele Yaacov Amidror. Lo scopo evidente di questo straordinario incontro dei capi dell’intelligence occidentale, la relazione continua, era la discussione pubblica di un evento chiamato GW CIA Intelligence Conference: comitato sulla Missione internazionale condivisa del 21° secolo dove il futuro del Medio Oriente (almeno dal punto di vista occidentale) veniva deciso.

Qualcuno li aveva previsti gli attacchi di Parigi

Attacchi di ParigiSi potevano prevedere gli attacchi di Parigi? Qualcuno li aveva per la verità previsti.

Dichiarazione del Presidente Bashar al-Assad fatta nel Giugno del 2013, in una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung: “….se gli europei consegneranno le armi ai terroristi, il cortile d’Europa si trasformerà in un terreno propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo”.

Questa dichiarazione, che al giorno d’oggi appare come una premonizione, era stata sbeffeggiata e derisa dai giornali occidentali ed in particolare in Italia dai giornali della borghesia benpensante del “pensiero unico” (il Corriere della Sera e Repubblica). Vedi: Siria: Assad minaccia l’Europa.

Lo stesso aveva predetto il leader libico Gheddafi, prima di essere barbaramente assassinato dai sicari dei servizi della NATO inviati appositamente per eliminarlo per nascondere le prove del finanziamento da lui fatto all’allora presidente francese Nicolas Sarkozy : “L’Occidente deve scegliere tra me o il caos del terrorismo”. Vedi: Gheddafi e quella profezia inascoltata.

Una profezia quella di Gheddafi, anche quella rimasta inascoltata e derisa: l’Occidente ha scelto il terrorismo come strumento per raggiungere i propri fini. Adesso se ne vedono le conseguenze.

Gli attacchi a Parigi: l'Economist li predisse già lo scorso gennaio

Terrorista sulla copertina dell'EconomistNel mese di gennaio il The Economist ha pubblicato una copertina dal titolo criptico “The World in 2015” caratterizzata da diverse immagini enigmatiche.

Che abbia previsto entrambi gli attacchi terroristici avvenuti a Parigi nel 2015?

Vediamo…

Nulla scia dei attacchi terribili di Parigi che sono costati la vita ad (almeno) 150 persone innocenti, mi sono subito ricordato di una specifica copertina del The Economist.

L’8 gennaio 2015, ho pubblicato un articolo su tale copertina…è piena di simboli criptici e fosche previsioni.

In effetti, la copertina della rivista contiene diverse immagini strane e sinistre che sembravano annunciare un anno piuttosto violento.

Considerando il fatto che il The Economist è in parte di proprietà della famiglia di banchieri Rothschild inglesi e che il suo redattore capo, John Micklethwait, frequenta le conferenze del Bilderberg, si dovrebbe prestare attenzione a questi avvertimenti.

 

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