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Golfo del Messico: la British Petroleum alterò volutamente le stime al ribasso

Golfo del MessicoErano 11mila e 130 tonnellate di petrolio al giorno quelle che si sono riversate nel Golfo del Messico per tre mesi da una falla nella piattaforma Deepwater Horizon, in quello che è stato definito il peggior incidente ambientale della storia d'America. Un numero anche difficile da quantificare, 11mila tonnellate. Per intenderci, è come se quattro piscine olimpioniche e mezzo ogni giorno venissero riempite di greggio e rovesciate in mare.

E pensare che all'inizio la British Petroleum, il colosso britannico responsabile del disastro, aveva stimato le perdite attorno alle 675 tonnellate giornaliere. Una stima comunque drammatica ma che appare adesso irrisoria, ed equivale ad appena il sei per cento della cifra reale. I nuovi dati sono emersi da una ricerca condotta dall'Agenzia americana per lo studio dell'atmosfera e gli oceani, la Noaa, e pubblicata dalla rivista Pnas.

Golfo del Messico: la BP vuole un maxirisarcimento

Piattaforma BP Deepwater HorizonIl gioco delle colpe era iniziato fin da subito. Fin dalle prime ore, con le tonnellate di combustibile che si sversavano in mare, con la marea nera che avanzava inesorabile verso il Golfo del Messico, col rombo dell'esplosione che ancora riecheggiava sulla distesa d'acqua e i corpi degli 11 operai uccisi ancora a terra. Già da allora BP e le varie concessionarie che lavoravano sulla piattaforma avevano iniziato ad addossarsi le colpe a vicenda.

Un gioco che continua a tutt'oggi. Dei 40 miliardi di dollari che la British Petroleum stima di dover impiegare per coprire i costi relativi al disastro della Deepwater Horizon, circa 20 sono stati chiesti alla Halliburton, la concessionaria di BP che forniva il cemento per il campo petrolifero di Macondo.

Golfo del Messico: dopo un anno littorali e paludi nere di petrolio

Marea nera golfo del Messico

Oltre 100 km di terreni danneggiati. Questa la denuncia di un gruppo di scienziati indipendenti per i quali il sistema immunitario di alcune specie ittiche è compromesso. Mentre una crosta di petrolio ricopre il fondo marino attorno all'area del pozzo.

Più di 100 km di terreni paludosi il cui ecosistema appare danneggiato. Il sistema immunitario di alcune specie ittiche seriamente compromesso. La produzione di alghe marine alterata. Una crosta di petrolio a coprire il fondo marino nell’area attorno al pozzo. E morte, morte ovunque: di comunità coralline, crostacei, tartarughe di mare, delfini. Appare così, nella denuncia di diversi scienziati indipendenti, l’area del Golfo del Messico dove un anno fa si inabissò Deepwater Horizon, il pozzo petrolifero di BP.

Nel Golfo del Messico il petrolio continua a fuoriuscire

Clicca per ingrandireUn ufficiale della guardia costiera, con un centro di comando a Morgan City, a Los Angeles, ha detto oggi che la Guardia Costiera ha confermato che il petrolio non proveniente dalla DeepWater Horizon bensì sono state individuate quelle che sembrano essere chiazze più piccole sparse nella zona.

Le indagini della guardia marina sulle segnalazioni di grandi chiazze di petrolio avvistate in mare continua. Altre foto e informazioni dai piloti John Wathen e Bonnie Schumaker che hanno sorvolato la zona ieri, dovrebbero essere rilasciate entro oggi.

Gravi intossicazioni dei sub nel Golfo del Messico

Obama e il Golfo del MessicoTre sub scientifici, una squadra, hanno trovato nel loro sangue alti livelli di etilbenzene e xilene dopo aver completato un ciclo di 15-20 immersioni di ca 30 minuti, nonostante avessero una muta completa.

Le immersioni sono avvenute nell’estate ed inizio autunno 2010 nel Golfo del Messico Main Pass, Mississippi Canyon e aerea Grand Isle.

“Ci fu detto inizialmente che era sicuro fare immersioni al largo – era circa la fine di luglio, ma poi uno di noi cominciò a mostrare insoliti sintomi e smise di far immersioni a metà agosto. Poi un altro membro si ammalò nel tardo settembre e tutti e tre smettemmo di far immersione.

Sul fondo dell'oceano si adagia ora il greggio della catastrofe BP nel Golfo

Fondale del golfo del MessicoLa chiazza di petrolio che la BP tentò di nascondere è stata scoperta.

Ci Sono Spessi Strati Sul Fondo del Mare Su un’Area di Parecchie Migliaia di Kilometri Quadrati.

La BP e il governo notoriamente dichiararono che la maggior parte del petrolio era scomparso. Ma come ho osservato, una quantità pari al 98% del petrolio è ancora nell’oceano. Ho ripetutamente sottolineato che la BP e il governo utilizzarono quantità enormi di disperdenti (solventi) per la fuoriuscita di petrolio nel Golfo -del Messico ndr-, nello sforzo di far andare a picco il petrolio e nasconderlo. Molti altri hanno sostenuto la stessa cosa.

I deceduti nel Golfo del Messico

Esplosione Golfo del MessicoLa tragedia ambientale nel Golfo del Messico sta mietendo vittime senza che nessuno se ne accorga. Il controllo dei media sta rivelando tutta la sua pericolosità. La mistura mefitica di petrolio e disperdenti chimici, irrorati con aerei e navi, sta causando gravi malattie respiratorie e morti. Un genocidio silenzioso ed ignorato si sta consumando proprio nel territorio dell’ex super potenza rimasta. Cominciò così il progetto di ‘ridurre la popolazione sotto i 500.000.000 di abitanti’ come ordinato dai comandamenti incisi sugli ignobili ed orribili pietroni conficcati nel terreno della Georgia dal gruppo di psicopatici che imperversa indisturbato nel Mondo? (1).

Marea nera: un geofisico italiano parla di clima globale a rischio

Marea neraLa gigantesca marea nera causata da una prolungata fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico potrebbe causare danni irreparabili all'attività di regolazione termica della Corrente del Golfo, con conseguenze sul clima globale del pianeta. È quanto afferma la sintesi di uno studio pubblicata sul sito dell'Associazione Geofisica italiana a cura dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima Cnr-Isac. La nota firmata da Gianluigi Zangari, fisico teorico, prende spunto dalle osservazioni sulla zona del disastro ambientale, effettuate via satellite in tempo reale dai Laboratori Nazionali di Frascati. L'importanza della Corrente del Golfo nei processi di termoregolazione del clima globale è notoriamente riconosciuta, ricorda la nota.

Il 40% dei residenti nel Golfo del Messico soffre di problemi respiratori e di lesioni cutanee

Lesione cutaneeLa Columbia University ha divulgato un'indagine sullo stato di salute dei residenti nelle aree marine che si affacciano sul mare del Golfo del Messico esposti, a causa della BP, al petrolio, al metano e ai solventi chimici. Dall'indagine è emerso che il 40% di tutti i residenti sono stati colpiti da una vasta gamma di problemi di salute, in prevalenza disturbi respiratori e lesioni alla pelle. 

Dallo studio della Columbia University è emerso che:

Il Goveno Usa dice che nel golfo non c'è più petrolio ma viene totalmente smentito dalle immagini satellitari

Foto satellitare del Golfo del MessicoAlcuni giorni fa sia il governo federale degli Stati Uniti, sia i media statunitensi hanno fatto sapere ai propri cittadini e al mondo intero che la marea nera nel Golfo del Messico era scomparsa. Stando alle loro teorie i batteri marini si sarebbero mangiati tutto il petrolio del Golfo. Ma è davvero cosi? Perché in realtà le foto satellitari smentisco totalmente queste teorie.

Obama viene esortato dagli scienziati e dalla società a fermare le violazioni dei diritti umani del Golfo del Messico

Barack ObamaPiù di 100 scienziati e istituzioni accademiche, laboratori di ricerca , rappresentanti di associazioni ambientaliste e attivisti per i diritti umani, provenienti addirittura dalla Norvegia e dalla Grecia, hanno firmato la dichiarazione Scientists Consensus Statement on the Use of Chemical Dispersants in the Gulf of Mexico facendo appello all'amministrazione Obama perchè siano immediatamente interrotte le irrorazioni chimiche per via aerea sulla regione del Golfo.

Golfo del Messico: facciamo il punto della situazione

Pesci morti nelle acque del Golfo del MessicoUno dei grandi problemi che si presentano durante l'estrazione del petrolio è la presenza di gas metano. Questo gas è un combustibile molto potente e viene usato oggi sia per il riscaldamento, per la produzione dell'energia elettrica, che per la trazione dei veicoli.

È un gas molto infiammabile ed esiste un forte pericolo di esplosione con le concentrazioni in aria dal 5 al 15 % di metano. È sufficiente in questo caso una semplice scintilla o una piccola fiamma per determinare lo scoppio.

Golfo del Messico: i danni al turismo ammonterebbero a 23 mld di dollari e c'è pure chi tenta truffe tramite mail

Marea neraSi stima che i danni al turismo, causati dalla fuoriuscita del petrolio, potrebbero ammontare a 23 miliardi di dollari.

Secondo alcuni analisti, dell'Associazione Viaggi Usa e dell'Oxford Economics, gli effetti del disastro, sempre che si riesca a bloccare totalmente la fuoriuscita del petrolio, potrebbero durare oltre 3 anni.

Con sei domande e sei risposte si spiega cosa sta realmente accadendo nel Golfo del Messico

Spiagge contaminate da petrolioOggi diffondiamo “Orizzonte nero” (pdf), un documento che spiega con sei domande e sei risposte cosa sta realmente accadendo in Louisiana, dopo l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Occorre fare chiarezza sulle molte falsità che in questi giorni vengono diffuse.

Con 1 mld di dollari 4 società petrolifere si uniscono per combattere la marea nera

Piattaforma BpQuattro delle maggiori società petrolifere del mondo si sono unite per creare un sistema per fermare le possibili fuoriuscite di petrolio nel Golfo del Messico.

Si tratta, riporta il Wall Street Journal, di un modo per riconquistare la Casa Bianca dopo il disastro provocato dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon di Bp. Le società coinvolte sono Exxon Mobil, Chevron, Royal Dutch Shell e ConocoPhillips.

 

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