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Fame nel mondo
Anche Mario Monti è un bravo venditore di tappeti, ovvero di illusioni
Un nome e un volto ai responsabili materiali della crisi? Lui, Mario Monti: è stato al vertice della piramide ultra-liberista che ha riscritto e attuato le regole del sistema finanziario che hanno portato al disastro.
Monti a capo del governo in funzione anti-crisi? «È come mettere Totò Riina al ministero della giustizia», protesta il periodico “Umanità Nova”, che spara a zero sul governo tecnico: «Se davvero si fosse voluto combattere la crisi», pur restando all’interno dell’attuale sistema, sarebbe stato meglio un governo di «dilettanti allo sbaraglio»: qualche mossa giusta magari ci sarebbe scappata, mentre i super-esperti di Monti non rischieranno di fare questi “errori”. «La crisi, infatti, è tale solo per noi del cosiddetto “99 per cento”: per i potenti della terra è una meravigliosa occasione di profitto e di disciplinamento del corpo sociale, costruita con cura in tutti questi anni».
2012: forse è meglio non pensare a quello che potrebbe accadere
E appena iniziato il 2012, ci ritroviamo a dover affrontare numerose questioni cruciali.
Economia: L’implosione dell’economia studiata a tavolino dai banchieri -iniziata nel 2008 con il crollo del mercato immobiliare – crescerà probabilmente per tutto il 2012. Il contagio si diffonderà nella eurozona, abbattendo le economie globali.
Ci sarà ovunque una diminuzione della sovranità nazionale. L’élite globale come soluzione è pronta ad offrire il suo governo mondiale e il suo sistema bancario come “farmaco miracoloso”; il prossimo anno, inoltre, aumenteranno le pressioni per portare a termine il subdolo piano dell’élite.
Secondo l'Istat nel 2012 il 18,2 per cento degli italiani sarebbero a rischio povertà
Un italiano su quattro sarebbe a rischio di povertà o di esclusione sociale e nel 2010 il 18,2 per cento delle persone residenti in Italia sarebbe, secondo la definizione Eurostat, a “rischio di povertà”, mentre il 6,9 per cento si troverebbe in condizioni di “grave deprivazione materiale” e il 10,2 per cento vivrebbe in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro.
A renderlo noto è l’Istat in un comunicato. L’Istituto di statistica evidenzia che l’indicatore sintetico del rischio di povertà e di esclusione sociale, che considera vulnerabile chi si trova in almeno una di queste tre condizioni, è pari al 24,5 per cento, un livello analogo a quello del 2009 ma superiore a quello della Germania (19,7 per cento) e della Francia (19,3 per cento).
Grazie all'Euro in Grecia la gente è senza cibo e medicine, i bambini muoiono di fame
Duecento casi di bambini in pericolo, denutriti, «perchè i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve». Non è il medioevo, è la Grecia del 2011. «Quando ho letto questa notizia – confessa Debora Billi – pensavo fosse l’esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile». Invece è l’Ansa, che cita il sito “Newsit”.
È la maggiore agenzia di stampa italiana a confermare la storia: quei 200 piccoli europei sono davvero alle prese con la fame, e i loro insegnanti «fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare».
In Italia gli anziani soffrono della sindrome da frigo vuoto
Quasi il 70% della popolazione over non ha la possibilità di alimentarsi correttamente. Sono 12 i milioni che presentano più patologie croniche come infarto, ictus, diabete, cancro
Mentre oltre un milione di bambini e adolescenti tra i sei e gli undici anni ha problemi di obesità e sovrappeso, oltre un milione di ultrasessantacinquenni non mangia a sufficienza. Da un lato ragazzini sovralimentati e coccolati, dall’altro anziani malnutriti e abbandonati a se stessi. È così che appare la nostra povera Italia sempre più dilaniata dall’ingiustizia sociale e dalla povertà dilagante in uno studio promosso dal Ministero della Salute denominato ‘Passi d’Argento’.
L'Onu lancia l'allarme: in Somalia la carestia dilaga
Allarme dell'Onu: la carestia si è diffusa anche in diverse aree della Somalia meridionale, dove 2,8 milioni di persone sono a rischio. La mortalità infantile ha raggiunto livelli record
Si allarga a macchia d'olio la zona rossa dell'emergenza umanitaria dovuta alla carestia in Africa Orientale. Nonostante nelle ultime settimane l'attenzione della comunità internazionale verso la più grave tragedia umanitaria in atto al mondo sia sensibilmente aumentata, oramai la macchina della carestia è entrata in funzione.
Si poteva evitare l'epocale emergenza umanitaria che sta investendo il Corno d'Africa
La carestia sta contribuendo ad aggravare la più grave emergenza umanitaria degli ultimi 60 anni che si poteva prevedere ma soprattutto si poteva evitare
È un film dell'orrore che abbiamo già visto. Volendo, avremmo potuto evitare la replica. La tragedia che sta sconvolgendo il Corno d'Africa e ha assunto dimensioni da catastrofe si poteva evitare. Ampie aree di Somalia, Kenya ed Etiopia sono nella morsa della carestia, un mostro che avanza e adesso minaccia anche Burundi, Gibuti, Sud Sudan e Uganda; in sostanza buona parte delle regioni dei Grandi Laghi e del Corno d'Africa. Undici milioni di persone sono a rischio fame; dei morti non esistono stime attendibili ma le proiezioni del disastro non lasciano scampo.
Emergenza fame in Africa Orientale
Secondo le Nazioni Unite si tratta della peggiore crisi di sempre. Siccità, inflazione e speculazione alla base del disastro
Per Oxfam è una delle quattro “zone calde” nella mappa dell'insicurezza alimentare mondiale ma la crisi che ha colpito l'Africa Orientale nelle ultime settimane ha proporzioni spaventose. In italiano si direbbe molto semplicemente mancanza di cibo, i report delle Nazioni Unite la chiamano “food security crisis” ma il concetto non cambia. E da New York sottolineano che si tratta della peggiore crisi di sempre.
Aumenta la povertà globale a causa del forte incremento dei prezzi degli alimenti
I prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 36% rispetto ad aprile 2010 e “sono ormai vicini ai picchi raggiunti nel 2008” non solo per strozzature nella produzione e nell'approvvigionamento dei mercati, ma anche per l'aumento dei prezzi dell'energia dovuto ai disordini in Medio Oriente e nel Nordafrica.
Lo ha detto Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale, presentando i lavori primaverili delle organizzazioni internazionali di Washington in programma nel fine settimana (metà aprile 2011).
Strauss-Kahn e l'uso arrogante del potere
Ora che ho dispensato l’ovvio e disgustoso rompicapo del titolo, (Strauss-Kahn scopa l'Africa, il titolo originale) gettiamo la spugna e riveliamo la storia di arrogante abuso da parte di Dominique Strauss-Kahn. La verità è che “l’eminenza” dell’IMF (Fondo Monetario Internazionale) ha molestato gli Africani per anni.
Mercoledì, il New York Times ha proposto CINQUE – dicasi CINQUE – storie su Strauss-Kahn, Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale. Secondo l’Archivio dei Documenti, le imputazioni a carico di “DSK”, così come è noto in Francia, sono in contraddizione con il suo “charm” e “risultati” all’IMF.
In Spagna il fenomeno dei senzatetto è ormai un dramma
Il sindaco di Madrid, Alberto Ruiz-Gallardón, candidato dal Partito Popolare (PP) per un nuovo mandato, ha chiesto al suo partito di inserire nel programma una proposta di legge che conceda all'Ayuntamiento (municipalità) il potere per sgomberare i senzatetto dalle strade, in nome della “sicurezza e del decoro pubblico”, sempre e quando ci siano le risorse assistenziali “sufficienti e gratuite”.
Il sindaco ha voluto sottolineare che questo tipo di proposta non è funzionale alla campagna elettorale per le municipali, quanto alla necessità di avviare una riflessione profonda sull'argomento in vista delle elezioni politiche del 2012.
Grano come oro in tutti i mercati del mondo a causa dell'alluvione in Australia
Con l'Australia che si classifica al quarto posto tra i maggiori Paesi esportatori mondiali di grano, i danni alla produzione del cereale provocati dalla forte pioggia e dall'alluvione hanno fatto volare i prezzi delle partite di maggiore qualità dirette verso i mercati mondiali.
È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla grave alluvione che ha raggiunto anche Brisbane dove sono state bloccate le esportazioni di grano per i danni che si sono verificati nell'area portuale.
L'élite mondiale controlla ormai tutte le ricchezze del mondo
Al giorno d’oggi la ricchezza mondiale è più concentrata nelle mani di una élite di quanto lo sia mai stata nella storia moderna.
Un tempo la maggior parte della popolazione sul pianeta sapeva come coltivare i propri alimenti, allevare i propri animali e prendersi cura di sé. Non c’erano molte persone favolosamente ricche, ma c’era una certa dignità nell’avere un pezzo di terra che potevi chiamare tuo, o nell’avere un’abilità che potevi far fruttare.
Tristemente, nelle ultime decine di anni, una percentuale sempre maggiore di terre coltivabili è stata inghiottita da grosse corporation e da governi corrotti. Centinaia di milioni di persone sono state cacciate dalle proprie terre verso aree urbane sempre più dense.
A Natale sarà gettato nella spazzatura 1,5 mld di euro di cibo
Un’indagine della Cia mette in evidenzia uno spreco di risorse e un danno rilevante per l’ambiente (una sola tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di Co2). Frutta, verdura, pane, latticini e carne, i prodotti che più degli altri finiscono nei cassonetti dell’immondizia. Una dissipazione che proprio nelle feste di fine anno raggiunge il suo apice negativo (si getta il 5 per cento del totale).
Ogni anno si gettano nei rifiuti 25 milioni di tonnellate di alimenti consumabili. Una cifra che corrisponde alla metà delle importazioni alimentari dell'intera Africa. Circa 18 milioni di tonnellate vengono buttate da case private, negozi, ristoranti, hotel e aziende alimentari.
Prezzi del cibo destinate a salire alle stelle a causa del crollo delle riserve di orzo, grano e mais
Mangiare costerà di più. E se nell’opulento Occidente l’aumento dei prezzi della materie prime sarà avvertito meno, nei paesi più poveri o in via di sviluppo questo fattore avrà importanti ripercussioni sul tessuto sociale.
L’allarme viene dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione, che questa mattina a Roma presenta il rapporto sulle commodities alimentari. «Prevediamo – dicono gli esperti della Fao – che al termine del 2010 il costo delle importazioni alimentari aumenterà dell’11 per cento per i paesi più poveri e del 20 per cento per i paesi a basso reddito con deficit alimentare.
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