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Allarme nell’Oceano Pacifico: l’isola dei rifiuti diventa sempre più grande

Plastic vortexSecondo alcuni studiosi, Il Pacific Trash Vortex ha raggiunto una dimensione doppia a quella degli Stati Uniti. È la discarica più grande del pianeta e si è formata principalmente a causa dei sacchetti di plastica usa e getta

Cresce costantemente il Pacific Trash Vortex, l’accumulo di rifiuti di plastica che galleggiano nell’Oceano Pacifico. Con decine di milioni di tonnellate di detriti che fluttuano tra le coste giapponesi e quelle statunitensi, si tratta di fatto della più grande discarica del pianeta. Secondo scienziati ed oceanografi, fra cui Marcus Eriksen, direttore di ricerca presso l’Algalita Marine Research Foundation, la sua estensione ha ormai raggiunto “livelli allarmanti”: forse “il doppio di quella degli Stati Uniti”. Ma come può essere così vasta? Raggiunto telefonicamente da ilfattoquotidiano.it, il dottor Eriksen ha spiegato che il Trash Vortex “non forma un’isola o un’accumulazione densa di frammenti.

Le profondità oceaniche equilibrano il riscaldamento globale

MareUna ricerca del National Center for Atmospheric Research (NCAR), pubblicata su Nature Climate Change, afferma che, per oltre un decennio, il riscaldamento globale è stato tenuto sotto controllo dalle profondità oceaniche. Ciò avrebbe aiutato ad evitare conseguenze ben più gravi rispetto a quelle che si vedono oggi.

Secondo i ricercatori, che si sono basati su simulazioni computerizzate del clima globale, questo fenomeno è da imputare alla grande capacità termica degli strati oceanici, situati oltre i 300 metri di profondità, nell'assorbire il calore equilibrando di conseguenza l'innalzamento globale delle temperature.

Oceani: pericolo estinzione di massa

MareSintomi da estinzione di massa senza precedenti per le specie che abitano gli Oceani. Riscaldamento, acidificazione ma anche pesca eccessiva, inquinamento e acque senza ossigeno rappresentano i fattori di allarme rosso per i mari del mondo.

A tracciare l'inquietante diagnosi è un rapporto diffuso oggi e realizzato da un gruppo internazionale di 27 scienziati di 18 organizzazioni di 6 Paesi.

Il documento, che rappresenta la sintesi dei lavori di un seminario che si è svolto in aprile all'Università di Oxford, contiene dati choc sullo stato dei mari del mondo.

La radioattività di Fukushima e la discarica galleggiante nel Pacifico si incontrano

Mare di plasticaNegli ultimi 2 mesi, non è stato possibile separare i continui veleni radioattivi diretti verso est sulle correnti del Pacifico, dal Giappone al Nord America (e quindi intorno al globo), da altri seri problemi ambientali dell’Oceano. Semplicemente non si tratta di una crisi causata da un unico problema, sebbene l’incubo radioattivo di Fukushima continui ad avvelenare il resto del nostro pianeta.

Primo, di primaria importanza per la nostra salute e benessere: non è una scelta sicura mangiare qualsiasi pesce o crostaceo pescato qui. Questo ovviamente a causa della diffusa radioattività nell’Oceano Pacifico.

Il 40% dei residenti nel Golfo del Messico soffre di problemi respiratori e di lesioni cutanee

Lesione cutaneeLa Columbia University ha divulgato un'indagine sullo stato di salute dei residenti nelle aree marine che si affacciano sul mare del Golfo del Messico esposti, a causa della BP, al petrolio, al metano e ai solventi chimici. Dall'indagine è emerso che il 40% di tutti i residenti sono stati colpiti da una vasta gamma di problemi di salute, in prevalenza disturbi respiratori e lesioni alla pelle. 

Dallo studio della Columbia University è emerso che:

Il Goveno Usa dice che nel golfo non c'è più petrolio ma viene totalmente smentito dalle immagini satellitari

Foto satellitare del Golfo del MessicoAlcuni giorni fa sia il governo federale degli Stati Uniti, sia i media statunitensi hanno fatto sapere ai propri cittadini e al mondo intero che la marea nera nel Golfo del Messico era scomparsa. Stando alle loro teorie i batteri marini si sarebbero mangiati tutto il petrolio del Golfo. Ma è davvero cosi? Perché in realtà le foto satellitari smentisco totalmente queste teorie.

La situazione della biodiversità nel Mediterraneo è drammatica

Mar MediterraneoLo studio “The Biodiversity of the Mediterranean Sea: estimates, patterns, and threats”, coordinato dal Consejo superior de investigaciones scientíficas della Spagna (Csic), che fa parte del progetto Census of marine life, lancia un preoccupatissimo allarme sulla situazione della biodiversità nel Mediterraneo: «Il sovra sfruttamento, la perdita di habitat, l'inquinamento, l'arrivo di specie invasive o l'aumento della temperatura dovuto al cambiamento climatico sono alcune delle minacce che fanno si che la biodiversità del Mar Mediterraneo sia fortemente minacciata».

Golfo del Messico: allarme mutamenti climatici, l'acqua analizzata esplode

L'acqua che esplodeMentre l'ISAC (Institute of Atmospheric Sciences and Climate), che fa parte del prestigioso Consiglio Nazionale delle Ricerche, lancia l'allarme per il rischio di un mutamento climatico globale a causa della fuoriuscita del petrolio nel Golfo del Messico (leggi qui il pdf), il canale televisivo statunitense 'News 5' ha svolto un'inchiesta sullo stato di contaminazione dei litorali in prossimità del Golfo del Messico. I promotori di questa indagine hanno raccolti campioni dalle spiagge del litorale in aree frequentate da bagnanti, dove i bambini giocano con la sabbia e nuotano.

Golfo del Messico: strani intrallazzi del Vaticano, BP e Goldman Sachs

Deepwater HorizonIl quasi totale blackout dell’informazione indipendente, e l’arresto di chiunque venisse sorpreso a fotografare o filmare la devastazione, mostra come la crisi petrolifera della Halliburton- British Petroleum (BP) sia criminalmente controllata, implicando alcuni tra i nomi più importanti di Wall Street.

Golfo del Messico: pronta l'evacuazione di 40 milioni di persone in campi FEMA

L'esercito americano si prepara a evacuare 40 milioni di persone situate nella regione della marea nera del Golfo, secondo le fonti, con il pretesto di tossicità.

40 milioni di persone non potevano che essere ospitati nei famosi campi FEMA, costruiti intorno al paese e simili a campi di concentramento o prigioni, dotate di un proprio sito di inceneritori.

Raccapriccianti retroscena dal Golfo del Messico ed altri avvenimenti...

Golfo del MessicoÈ proprio vero che la realtà supera le più sfrenate fantasie, come pure che sembra non esserci limite all'incompetenza, al cattivo gusto e al totale disinteresse dei personaggi, protagonisti e comprimari, direttamente o indirettamente coinvolti nella più grave catastrofe ambientale che la storia planetaria ricordi.

Tony Hayward, l'amministratore delegato della BP da 1 milione di sterline l'anno, ha pensato bene di andarsi a riposare dalle faticose tribolazioni del Golfo del Messico partecipando sulla barca di 16 metri della quale è co-proprietario (e del valore di 470.000 sterline) ad una prestigiosa regata nelle azzurre acque di Solent, presso l'isola di Wight.

Nelle acque del Golfo del Messico alta quantità di metano

Petrolio nel Golfo del MessicoGli scienziati USA hanno detto martedì (22.06.2010) che in alcune regioni vicino alla falla di fuoriuscita del petrolio nel Golfo del Messico (Gulf of Mexico), sono stati trovati valori un milione di volte superiori al livello normale di gas metano; abbastanza per ridurre potenzialmente l’ossigeno e creare una zona morta.

La situazione del Golfo del Messico si aggrava e in Louisiana comincia a piovere petrolio

Marea nera nel Golfo del MessicoSi aggrava sempre di più la situazione del Golfo del Messico. L'ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni, ha spiegato che in seguito ad una collisione di un robot sottomarino, con conseguente fuga di gas, i tecnici hanno dovuto rimuovere il "coperchio" che conteneva la fuoriuscita di petrolio, liberando di nuovo la falla che sparge greggio in mare.

Golfo del Messico: scenario degno dei nostri peggiori incubi

Petrolio Golfo del MessicoLa preziosa testimonianza del coraggioso giornalista e documentarista James Fox dalla Lousiana tratteggia uno scenario degno dei nostri peggiori incubi: è in corso una vasta operazione, apparentemente (e illegalmente, aggiungerei) gestita dalla stessa BP insieme, pare, alla Chevron, attorno alla quale è stata stesa una cortina di protezione quasi impenetrabile.

La BP DICE NO all'aiuto di CAMERON per la fuoriuscita di petrolio

ommergibile oilb spillIl regista americano James Cameron ha suggerito alla BP che il minisottomarino Mir poteva aiutare a mettere le briglia alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, ma il Maggiore petrolifero ha rifiutato l'idea. Cosi ha detto un ricercatore senior russo giovedì scorso.

Anatoly Sagalevich dell'Istituto Russo Shirshov di Oceanologia (Shirshov Institute of Oceanology), proprietario del sommergibile MIR, ha detto di aver discusso con Cameron come il mini sottomarino avrebbe potuto essere di aiuto, ma le autorità della British Petroleum (BP) hanno fermamente respinto la proposta.

 

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