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Clima
Il ghiaccio polare ha raggiunto il minimo storico
Che la salute del Pianeta Terra sia in grave pericolo è un dato ormai preso per certo, ma che il surriscaldamento globale sia giunto a questo livello è un grave segnale di allarme: forse solo le prospettive più drastiche avevano previsto un ritiro così rapido e massiccio della calotta polare. È il minimo storico dopo quello registrato nel 2007.
Quell'anno, però, un'eccezionale coincidenza di giornate prive di nuvole e correnti calde poteva essere additata come responsabile del record: quest'anno non è così!
Le profondità oceaniche equilibrano il riscaldamento globale
Una ricerca del National Center for Atmospheric Research (NCAR), pubblicata su Nature Climate Change, afferma che, per oltre un decennio, il riscaldamento globale è stato tenuto sotto controllo dalle profondità oceaniche. Ciò avrebbe aiutato ad evitare conseguenze ben più gravi rispetto a quelle che si vedono oggi.
Secondo i ricercatori, che si sono basati su simulazioni computerizzate del clima globale, questo fenomeno è da imputare alla grande capacità termica degli strati oceanici, situati oltre i 300 metri di profondità, nell'assorbire il calore equilibrando di conseguenza l'innalzamento globale delle temperature.
Il global warming viene smentito dalla Nasa
I dati del satellite NASA dal 2000 al 2011 indicano che l'atmosfera della Terra consente di rilasciare molto più calore nello spazio di quanto gli allarmistici modelli a computer abbiano predetto. Lo studio indica che ci sarà di gran lunga molto meno global warming di quanto i modelli a computer delle Nazioni Unite avessero predetto e sostiene che gli studi precedenti che indicavano aumenti nell'anidride carbonica dell'atmosfera, trattengono molto meno calore di quanto gli allarmisti avessero predetto.
Queste scoperte altereranno enormemente il dibattito sul global warming, rivelando ancora una volta che la premessa centrale della teoria allarmistica del global warming, ovvero che le emissioni di anidride carbonica stiano riscaldando il pianeta velocemente, è falsa.
Il CNR osserva il clima e il Ghiacciaio dello Stelvio dal “Nano SHARE”
È stata installata giovedì mattina sul Ghiacciaio dello Stelvio in Valtellina la prima stazione “portatile” di monitoraggio climatico - ambientale: si chiama “Nano SHARE” ed è frutto di una collaborazione italo-francese tra il Comitato EvK2Cnr, il Cnr-Isac e il Cnrs-Lgge. Si tratta di uno strumento all’avanguardia nell’ambito della ricerca scientifica, che permetterà di monitorare il clima e l’ambiente anche in ambienti estremi, dove risulterebbe impossibile installare una struttura fissa. Nano SHARE, realizzato nell’ambito del progetto internazionale Share, - Stations at High Altitude for Research on the Environment, si trova ora a 2700 metri di quota, nel cuore del ghiacciaio dei Forni, il più grande ghiacciaio di tipo himalayano delle Alpi italiane.
La pioggia e la grandine possono formarsi mediante l'interazione dei batteri
I chicchi di grandine altro non sono che pezzi di ghiaccio che vanno man mano ingrandendosi per via dell'accumulo di cristalli e gocce d'acqua. Spesso questo processo inizia con l'aggregazione dei cristalli di ghiaccio attorno ad un nucleo, costituito generalmente da pollini o polvere atmosferica, ma i ricercatori dell'Università del Montana hanno scoperto che il nucleo dei chicchi di grandine può essere costituito anche da materia organica, più precisamente batteri.
Riciclare significa risparmiare CO2 e quindi aiutare il clima
Riciclare aiuta anche a combattere i cambiamenti climatici.
Recuperare materie prime da lavorare e riutilizzare aiuta sia a ridurre le emissioni che si provocano nel processo di smaltimento dei rifiuti, sia quelle nel ciclo di estrazione e lavorazione di materie prime.
Ecco quindi i consigli di Legambiente per riciclare bene e vedere quanta CO2 risparmiamo:
- avviare a riciclo due scatole di cartone al giorno (100 grammi al giorno, 30 Kg all'anno, risparmio 27 Kg CO2);
Il clima è strettamente collegato all'economia
Prevedere lo stato di salute del nostro pianeta ? Impossibile farlo senza considerare l'evoluzione dell'economia di tutti i paesi, ricchi e poveri.
Eppure sembra che il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc) basi le sue previsioni su modelli datati e imprecisi – economicamente parlando – secondo i quali ci sarà una rapida convergenza fra paesi ricchi e poveri.
“È ridicolo", commenta l'economista Richard Tol della Princeton University, senza però mettere in discussione le previsioni degli esperti.
L'importanza delle foreste africane per l'ecosistema
Le foreste tropicali dell'Africa centrale e occidentale sono vere “spugne” per l’anidride carbonica, allo stesso modo della foresta amazzonica: lo rivela uno studio che per la prima volta ha svolto misurazioni a lungo termine.
“Le foreste tropicali africane forniscono un servizio importante all’ecosistema come pozzi per l’anidrite carbonica, riducendo l’aumento della Co2 nell’atmosfera” si legge nello studio pubblicato su ‘British Science journal nature’ e condotto da una ventina di ricercatori internazionali guidati da Simon Lewis dell’Università di Leeds.
Il clima nell'antichità
Dai campioni rilevati nelle rocce sul fondo dell'Oceano Pacifico, 1600 chilometri ad Est del Giappone, risulta che nel Cretaceo, ovvero 120 milioni di anni fa, le oscillazioni di temperatura sulla superficie dell'oceano arrivarono 6 gradi centigradi nella media annuale (tra i 30° ed i 36°), con due episodi di raffreddamento che raggiunsero i 4 gradi sulla superfici marine ai tropici. Al confronto, oggi le temperature della superficie marine ai tropici oscillano tra i 29 e 30 gradi.
Scrubber, l’albero artificiale che distrugge il CO2
L’anidride carbonica aumenta, gli alberi, che la assorbono e trasformano in ossigeno invece, si riducono.
Sarebbe bello che potessero aumentare, crescendo rapidamente proteggendo noi ed il nostro Pianeta dall’inquinamento.
Il Sahara si fa verde... a dispetto del global warming?
Sul NATIONAL GEOGRAPHIC si legge che il Sahara rinverdisce sotto le piogge:
Desertificazione, siccità e disperazione - è questo che il riscaldamento globale aveva in serbo per l'Africa, questo almeno è quel che sentiamo ma... prove sempre più evidenti dipingono uno scenario ben diverso: uno scenario nel quale le temperature in crescita potrebbero portare benefici a milioni di Africani nelle parti con più siccità del loro continente.
Gli scienziati confermano: biossido di carbonio invariato negli ultimi 150 anni
Recenti studi condotti presso il Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Bristol hanno dimostrato, contrariamente a quanto ci viene gridato da tutte le parti, che il valore del biossido di carbonio presente nell’atmosfera NON è variato assolutamente negli ultimi 150 anni.
Come tutti i climatologi seri sicuramente sanno, la maggior parte delle emissioni di CO2 derivanti dalle attività umane non rimane nell’atmosfera, ma viene assorbita dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri.
Non sarebbe l'uomo bensì i vulcani a sciogliere l'Artico
Già nel 1922 il centro meteorologico statunitense del Weather Bureau indagava sulle cause di una sorprendente ritirata dei ghiacci della calotta polare artica. In questi anni, sempre più numerose si susseguono le notizie dello scioglimento dei ghiacci polari artici e della possibilità di raggiungere il Pacifico direttamente dalla Siberia.
Secondo l'ONU i ghiacci dell'Himalaya non si scioglieranno nel 2035
Scusate, ci siamo sbagliati: faremo meglio i conti. L'Ipcc (Gruppo intergovernativo dell'Onu sul cambiamento climatico), premio Nobel per la pace nel 2007, ha presentato le proprie scuse all'India, il cui governo aveva vivamente protestato per una previsione catastrofica. Nel 2007 l'Ipcc aveva infatti previsto che, se la tendenza al riscaldamento climatico resta quella attuale, i ghiacciai dell'Himalaya si scioglieranno entro il 2035, e forse anche prima.
L'industria del clima...
(...) immensi guadagni ci sono per lui, Rajendra Pachauri, presidente dell'IPCC e grande fustigatore dei paesi ricchi al recente vertice di Copenhagen sul clima. Una serie di imbarazzanti attività ricostruite dettagliatamente in un articolo pubblicato dal Daily Telegraph lo scorso 20 dicembre 2009 , di cui presentiamo una sintesi della traduzione di Alessandra Nucci.
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