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Nanostrutture
Una pillola che segnala quando è stata inghiottita. Contiene un microchip e un'antenna digeribile
Messa a punto un'innovativa pillola che 'avverte' quando è stata inghiottita. L'hanno brevettata un gruppo di ricercatori dell'Università della Florida secondo quanto riportato dal sito ScienceDaily.
La pastiglia contiene un piccolo microchip e un'antenna digeribile, e può mandare i segnali automaticamente.
Va avanti con ottimi risultati la ricerca per l'occhio bionico
Non è ancora l'occhio bionico dei film di fantascienza, ma la ricerca pubblicata da Yael Hanein dell'Universita' di Tel Aviv sulla rivista Nanotechnology ha fatto un passo in questa direzione.
La ricercatrice è riuscita a fondere i nervi della retina con degli elettrodi piccolissimi in grado di stimolare la crescita delle cellule.
Creato il fisioterapista-robot
Un vero e proprio fisioterapista-robot è stato messo a punto dall'Università Campus Biomedico di Roma. Il progetto si chiama Motus2, e ne sta per partire la sperimentazione su pazienti colpiti da ictus che hanno problemi motori agli arti superiori. Un prototipo è stato presentato oggi a Roma durante la manifestazione RomeCup.
Wires in the brain: nanotecnologie applicate all'encefalo
Pubblichiamo la traduzione del parlato tratto da un documentario sulle nanotecnologie applicate all'encefalo. Gli “scienziati pazzi” che magnificano le nuove frontiere delle nanotecnologie atte a condizionare la percezione degli esseri umani, a controllarne il comportamento sì da renderli altrettante sinapsi di un unico cervello, appendici bioniche, stanno conducendo studi in campi che la sagace giornalista indipendente Carolyn Williams Palit ha già esplorato.
Grazie alle nanotecnologie protesi che dureranno 150 anni
Grazie alle nanotecnologie, è possibile costruire protesi umane in grado di resistere senza rompersi per almeno 150 anni, invece dei 15 attuali. Lo ha dimostrato una ricercatrice spagnola dell'istituto privato Inasmet-Tecnalia.
L' “ingrediente segreto” usato da Nere Garmendia sono nanotubi e nanoparticelle di ossido di zirconio, che sono stati aggiunti alla normale ceramica usata per le protesi.
Progetto realtà sintetica
Due ricercatori, Seth Glodstein e Todd Mowry, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno creato un nuovo materiale composto da microrobot chamati “atomi claytronici”, da cui “claytronics”, o “catomi” (catoms), in grado di auto-assemblarsi e formare macchine o meccanismi di più larga scala.
Dal micro al nano
I “diatomi”, una forma di vita marina unicellulare apparsa circa 100 milioni di anni fa, potrebbero rivelarsi fondamentali nella ricerca nanotecnologica. Questi antichi, microscopici organismi, trovati in fossili che risalgono all'era dei dinosauri, sono una base importante per l'ecosistema acquatico.
Secondo alcuni scienziati della Oregon University, potrebbero anche diventare la chiave per produrre i più avanzati materiali hi-bio-tech.
Ridurre la velocità della luce
Alcuni ricercatori negli Stati Uniti sono riusciti a ridurre la velocità di gruppo della luce di un fattore superiore a 100 in un nuovo cristallo fotonico bidimensionale. Halice Altug e Jelena Vuckovic dell'Università di Stanford sostengono che il dispositivo potrebbe essere usato per un gran numero di applicazioni e componenti ottiche, compresi laser a cristalli fotonici di alta potenza con soglie molto basse.
Microbi magnetici
In un'insolita collaborazione fra biotecnologie e nanotecnologie, un gruppo di ricercatori ha utilizzato alcuni batteri per svolgere un arduo compito: allineare tubi di carbonio di dimensioni nanom
Entro 10 anni il primo cervello umano artificiale
Un cervello umano artificiale sarà possibile entro i prossimi 10 anni. Questo il parere del professor Henry Markram, che ha annunciato ai suoi colleghi ricercatori durante la conferenza TED (Technology Entertainment Design) ad Oxford che una prima replicazione di parte del cervello di un ratto era stata svolta con successo.
Nanonoia
Pubblichiamo lo stralcio più significativo di un articolo scritto da Glenn Gould sulla nanotecnologia: il testo ben si correla alle ricerche condotte dalla valentissima Carolyn Williams Palit che ha esplorato il campo delle nanostrutture distribuite nella biosfera dai militari, soprattutto con gli aerei della morte.
Nano chirurgia
Un nanoago 8 micrometri x 200 nanometri per operare singole cellule viventi.
Al posto dei microcapillari usati per rimuovere materiale genetico dalle uova fertilizzate, come nelle tecniche di clonazione, difficili da controllare con estrema precisione, dei ricercatori giapponesi hanno usato un microscopio a forza atomica (AFM) trasformato per l'occasione in uno strumento nanochirurgico ultrapreciso per rimuovere molecole da precise locazioni all'interno di una cellula in vita.
Nanotessuti autopulenti
Per pulirli, basta qualche goccia di acqua e nessun genere di detersivo. Sono i “nanotessuti” sviluppati dai ricercatori della Clemson University americana, delle nanofibre che a contatto con l'acqua si liberano automaticamente delle particelle di polvere o di sporco che vi si sono depositate. Ma non finisce qui.
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