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Volatili
L'orientamento dei piccioni
Chissà come fanno i piccioni viaggiatori nelle loro missioni… Come si orientano? Quali sono le loro coordinate? Si potrebbe credere che volino semplicemente in linea retta fino alla meta, come un proiettile. Eppure non è così, stando almeno a quanto scoperto da una squadra di ricercatori dell'Università di Oxford, capitanata dal professore di zoologia Tim Guilford.
I risultati dello studio suggeriscono che i piccioni viaggiatori, anziché puntare su un'economizzazione dello sforzo fisico, cercano di ridurre lo sforzo mentale. In altre parole, sono disposti a compiere qualche chilometro in più in favore di una maggiore sicurezza orientativa.
L'averla è a rischio estinzione
Da secoli, l'averla piccola, noto come l' “assasino spietato”, il “piccolo rapace mascherato”, non gode di un ottima fama a causa dei nomignoli che le sono stati attribuiti. Conosciuto in Inghilterra come “l'uccello macellaio”, in Francia come “l'averla scorticatrice”, in Germania come lo “strangolatore dalla schiena rossa”, questo comune passeraceo è un “serial killer” da tutelare. Anche il mondo accademico non è stato indulgente nell'assegnargli il nome scientifico: Lanius collurio. In latino Lanius significa “macellaio” e collurio invece deriva dal nome greco che generalmente indica i rapaci; infatti questi piccoli uccelli, proprio come i rapaci, sono predatori assai capaci e presentano comportamenti tipici dei forti e grandi uccelli.
In alcuni volatili esistono più aree cerebrali coinvolte nel canto
Un gruppo di scienziati americani e brasiliani ha scoperto che nei colibrì, pappagalli e merli esistono sette aree cerebrali addestrate dalla natura a riconoscere e produrre nuovi suoni.
Gli esperti sono meravigliati dalle sorprendenti abilità del colibrì: è capace di volare indietro, vede nell'ultravioletto, ha un metabolismo molto alto, si iberna di notte e ha anche la capacità di imparare nuovi suoni.
Moria di uccelli nel mar Baltico, rotto il ciclo della vitamina B1
Un team svedese ha scoperto la causa della rapida scomparsa dei volatili nel Nord Europa: una carenza di tiamina, elemento essenziale per il funzionamento dei nervi.
Il cervello degli uccelli
A differenza di quello che si pensa, gli uccelli non sono stupidi e il loro cervello non è così primitivo. Dunque, secondo un gruppo internazionale di esperti, sarebbe giusto che il mondo della nomenclatura scientifica mettesse a punto una nuova mappa del cervello aviario che rispecchi la sua vera struttura.
Il concetto di zero nel cervello degli uccelli
Una ricercatrice della Brandeis University ha scoperto che un pappagallo grigio africano, il cui cervello ha le dimensioni di una noce, riesce a comprendere un concetto numerico simile allo zero - una nozione astratta che gli esseri umani di solito non padroneggiano fino all'età di tre o quattro anni, e che può rivelarsi particolarmente ostica per i bambini con disabilità dell'apprendimento. Storicamente, l'uso dello zero per indicare un insieme vuoto non è scontato nemmeno nelle culture umane, che in molti casi sono prive di un termine formale per indicare questo concetto.
I canti dei canarini
Per alcuni tipi di uccelli, imparare a cantare fa parte del processo della crescita, proprio come imparare a parlare lo è per i bambini umani: ascoltano i loro genitori e altri adulti, memorizzano, imitano, fanno pratica, e col tempo diventano in grado di modulare il suono caratteristico della propria specie per poter attirare una compagna.
Ora alcuni scienziati della Rockefeller University di New York hanno scoperto che i giovani canarini possono imparare a imitare con precisione un suono generato al computer che non assomiglia per niente a un canarino.
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