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In futuro i lavoratori verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale

Disoccupazione a causa della robotLa potenza dei computer e robot aumenterà massicciamente nei prossimi anni, grazie anche all’intelligenza artificiale. Metà dei posti di lavoro rischiano di essere sostituiti. La probabilità che gli impiegati negli uffici saranno presto sostituiti dai computer, secondo uno studio è di oltre il 90 per cento. Quindi un reddito di base incondizionato potrà essere la risposta umanistica all’automazione spinta dei processi lavorativi.

Tassisti, cassieri e contabili tra 20 anni non esisteranno più come professioni. Uno studio molto citato della Oxford University ha stimato che in 20 anni, la metà di oggi esistente nei lavori degli Stati Uniti scomparirà.

Un articolo sul sito della BBC, con possibilità di indicare la propria professione, riporta la probabilità che questa professione tra 20 anni esista ancora.

Al posto di questi lavori ci saranno dei computer – sia come robot fisici che come software invisibili. A differenza di prima, questa volta anche i ben qualificati saranno colpiti. In Svizzera, saranno interessati circa 100.000 posti di lavoro. Anche con l'invenzione della macchina a vapore nel 1712 le macchine hanno sostituito persone. Ma finora, abbastanza nuovi posti di lavoro sono stati creati sempre altrove.

Pilota sbadato: non spegne le scie chimiche in fase di atterraggio

Scie chimicheVideo shock fatto a Viterbo stamattina alle ore 7,40.

Mario stava portando a spasso il cane e come ogni mattina percorreva i viali intorno l’aeroporto, fumando la prima sigaretta della mattina, subito dopo il caffè al bar.

A un certo punto Mario vede quello che non si sarebbe mai aspettato di vedere, un aereo in atterraggio lanciare scie chimiche. Ha fatto un video che ha spopolato sul web.

“Cio che è accaduto è molto grave” dice Mario “ho parlato con alcuni esperti del settore che non hanno saputo dirmi molto, forse le tesi complottistiche che girano da anni sul web e sui giornali non sono poi così false”.

Ma il pilota dell’aereo, intervistato ai nostri microfoni, prima ha risposto vagamente poi si è lasciato sfuggire un commento alquanto equivoco: “Ma poi sta cosa delle scie chimiche è ormai storia nota.. la sanno tutti e che ca..o!” una frase che suona un po’ come una confessione. Di certo ciò che è accaduto è uno strano episodio che speriamo sia un caso isolato, ma come dice il signor Mario” a seguire i siti di complotto si fa peccato ma spesso si indovina”.

L'Italia è una minaccia per l'Ue. Lo dice il Financial Times

L'Italia è una minaccia per l'Ue. Lo dice il Financial TimesGrecia e Italia accostate, sulle pagine del Financial Times, come Paesi le cui difficoltà a gestire le molteplici crisi in corso, da quelle finanziarie a quella umanitaria sui profughi, “mettono in rilievo le faglie dell'unione europea”.

L'Italia nell'Eurozona?

La sua sostenibilità a lungo termine è incerta, un po' come quella della Grecia, scrive sul Financial Times Wolfgang Munchau, che giornale è anche condirettore, non solo editorialista.

L'analista tedesco mette in evidenza come, dopo i disastri della Grecia - che non sono affatto finiti, dato che è in difficoltà sia dal punto di vista economico sia da quello della gestione dell'immigrazione - l'Unione europea è messa a rischio anche dall'Italia. Oltre ai punti critici, Munchau parla degli sforzi del governo italiano nel cercare un'inversione di rotta alzando la voce nei confronti di Bruxelles e di Berlino, e non è affatto una tecnica, dato che alza ultriormente la tensione in Europa.

Secondo il Financial Times l'Italia è in grande difficoltà sia nell'affrontare l'immigrazione, sia per la crisi del sistema bancario.

L'Occidente è pronto a ritornare in Libia per saccheggiare di nuovo

LibiaCome facilmente prevedibile viste le premesse, il cosiddetto parlamento di Tobruk ha rigettato l’accordo siglato in Marocco il 17 dicembre, ponendo condizioni irricevibili per la sua approvazione.

In sintesi, dà 10 giorni a Fayez Serraj, il Premier incaricato dalla comunità internazionale, per presentare una nuova lista dei ministri, e rigetta una delle condizioni fondamentali, quella che prevedeva l’azzeramento di tutte le cariche militari, inclusa quella del generale Haftar.

Il voto conferma ciò che era arcinoto: che il sedicente Haftar, già gheddafiano, poi agente della Cia ed ora protetto di Al-Sisi, tiene in pugno quella ridicola assemblea eletta dal 10% scarso di elettori e per giunta largamente incompleta, perché molti suoi membri la disertano in dissidio con gli altri.

Adesso tutto torna in alto mare, mentre il Pentagono ha già dichiarato che la Libia è il nuovo fronte della cosiddetta “guerra al Terrore”, e Francia, Gran Bretagna e anche il Marocco scalpitano per scendere sul campo. In questo quadro scellerato, all’Italia non rimarrà che accodarsi come ha già fatto nel 2011, impantanandosi nell’ennesimo pasticcio sanguinoso e senza uscita.

L'euro è una moneta unica? NO! È la sommatoria di tante monete nazionali

Euro La guerra per l'emissione di una moneta commemorativa su Waterloo, condotta senza esclusione di colpi tra il Belgio e la Francia, ci permette di domandarci qual è la reale natura dell'euro e se gli Stati che lo hanno adottato come moneta, abbiano davvero perduto la propria sovranità monetaria oppure non la stanno utilizzando.

I belgi non hanno potuto emettere una moneta commemorativa da 2 euro, ma hanno utilizzato la propria sovranità monetaria nazionale per emettere una moneta da collezione da 2,5 euro.

Infatti, secondo il TFUE, tutti i paesi dell'eurozona possono ancora coniare monete diverse da quelle valide in tutti i paesi dell'eurozona, che sono stabilite dalla BCE e che riguardano le monete da 1,2,5,10,20 e 50 centesimi, e le monete da 1 e 2 euro.

L'euro infatti non è una moneta unica, ma è la sommatoria di tante monete nazionali, tutte riconoscibili e diverse l'una dall'altra, che, per effetto della firma del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, hanno la stessa unità di misura (un euro italiano = un euro tedesco) ed un rapporto di cambio fisso (un euro italiano avrà sempre lo stesso valore di un euro tedesco).

Pierre Rusconi: caos economico globale. Pericolo per BNS

Pierre Rusconi: caos economico globale. Pericolo per BNSRusconi come Cassandra lancia l'allarme sulla situazione politica ed economica: “Il caos può già scoppiare nel 2016. La finanza continua a comandare il Mondo e ha speculato sui soldi immessi per rilanciare l'economia. Il mercato è dopato”.

Pierre Rusconi, oggi sul Corriere del Ticino, ha scritto un articolo dai toni apocalittici sul futuro dell'economia e della politica mondiale. Può spiegarci, come lo spiegherebbe all'uomo della strada, che cosa sta succedendo dal profilo finanziario?
“In sostanza tutti i dati che escono dalle varie economie non fanno altro che dimostrare che la situazione non migliora. E questo nonostante i tentativi delle banche nazionali di risollevare i consumi utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione, dai tassi di interesse alle immissioni di denaro. Ma i risultati, come detto, non collimano con le aspettative. I numeri sono sempre più recessivi. E tutto questo sta durando da cinque anni. Non si può andare avanti così ancora a lungo perché gli strumenti utilizzati dalle banche centrali avranno presto una fine. Basta citare l'esempio della BNS che è passata in depositi di valuta estera a sostegno del franco da 50 a 550 miliardi negli ultimi 10 anni”.

Un climatologo smentisce la teoria del riscaldamento globale

Riscaldamento globaleUn’ennesima smentita alla balzana pseudo-teoria del riscaldamento globale giunge dall’autorevole voce del climatologo John Casey. Ha ragione l’astronomo Eric Dollar a sostenere che l’attività solare è, in questi ultimi tempi, debole: ne conseguirà più che un immediato influsso sul clima, ormai gestito in gran parte dai soliti noti, un’intensificazione delle attività chimiche, visto che la ionosfera è alimentata dall’energia elettromagnetica sprigionata dalla nostra stella.

E’ un’intensificazione volta a creare uno strato elettroconduttivo nella bassa atmosfera indispensabile ai signori della guerra per i loro maledetti conflitti presenti e futuri. [1] Di seguito l’articolo in cui Casey, che è pur sempre un solarista con i pregi ed i limiti di questa categoria, preannuncia un raffreddamento planetario con tutte le ripercussioni facilmente immaginabili. Osserviamo infine che, se veramente il clima subirà una diminuzione delle temperature, probabilmente ciò sarà dovuto per lo più alle operazioni illegali in atmosfera e non tanto ad un Sole sonnacchioso, i cui effetti non si manifestano ex abrupto, da un anno all’altro, ma con estrema gradualità.

“Caro presidente Obama, si copra bene: farà freddo, freddissimo, per almeno trent’anni”. Lo sostiene John Casey, già climatologo della N.A.S.A., ora direttore di un centro studi di Orlando, la “Space and science research corporation”.

L’Agenzia NOAA conferma: le scie degli aerei sono geoingegneria

GeoingegneriaAllarme dell’Agenzia NOAA: le scie degli aerei sono Geoingegneria.

«Attualmente stiamo utilizzando involontariamente la geoingegneria».

Non sono le parole di un attivista, ma di Chuck Long, membro dell’Earth System Research Laboratory del NOAA, l’agenzia federale USA che studia le condizioni atmosferiche e dell’atmosfera. Si tratta dunque di un esperto interno alla più autorevole agenzia di ricerca del mondo su questi temi, e le sue dichiarazioni non possono passare inosservate.

Le ha pronunciate al convegno della American Geophysical Union (si può verificare a questo link), attribuendo alle scie emesse dagli aerei lo sbiancamento dei cieli in alcune parti del mondo. Long e altri scienziati se ne sono accorti studiando la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. Si tratta di un’energia che non è costante: dal 1950 al 1980, per esempio, il Sole sembrava più fioco, poi invece l’intensità è tornata a crescere. Gli esperti hanno cercato di capire le cause di questa intermittenza, rapportandola alla variabilità naturale dell’emissione solare. Ma non sono stati trovate connessioni tra i due fenomeni, ha precisato Martin Wild, ricercatore dell’Institute for Atmospheric and Climate Science del Politecnico di Zurigo.

E poi la scoperta: la causa sono le particelle sparse in atmosfera dagli aerei.

Banche italiane al collasso. Voragine di 348 miliardi, + 8 mld in 6 mesi

Banche italiane al collassoAmmontano a 348 miliardi di euro i prestiti bancari non rimborsati da famiglie e imprese.

Lo sostiene Unimpresa sulla base di dati della Banca d’Italia. Agli oltre 204 miliardi di sofferenze, infatti, “vanno aggiunti i quasi 17 miliardi di crediti scaduti e altri 127 miliardi di ulteriori incagli.

Il totale dei finanziamenti che faticano a essere restituiti dai clienti corrisponde a circa il 23% dello stock di credito erogato fino a giugno 2015 dalle banche italiane, pari a 1.532 miliardi”.

I finanziamenti non rimborsati dalle imprese, in particolare, “sono pari a oltre 288 miliardi, quelli dalle famiglie a quasi 60 miliardi. Da dicembre 2014 a giugno scorso i finanziamenti ai privati si sono ridotti di quasi 4 miliardi (-0,26%).

Un calo legato alla contrazione dei finanziamenti alle imprese di 4,2 miliardi (-0,43%), mentre le erogazioni alle famiglie sono in crescita di 351 milioni (+0,06%)”.

Il totale dei crediti deteriorati è cresciuto di quasi 8 miliardi in sei mesi, “con un incremento superiore al 2%”.

L'Isis si trova in difficoltà economiche

Isis in crisiI bombardamenti mirati di Coalizione e Russia stanno minando seriamente la capacità di sopravvivenza economica del Daesh. A rischio defezioni di massa dallo Stato Islamico

Nuovi guai per i miliziani dell’Isis, che dopo le sconfitte in Iraq e Siria, adesso si vedono tagliare anche gli stipendi. A seguito di “circostanze eccezionali”, infatti, il ministero del Tesoro (Bayt al-Mal) del Daesh ha tagliato le paghe della metà e lo ha comunicato con una circolare, inviata a tutte le città e ai centri di comando dello Stato Islamico.

Il documento non spiega cosa siano queste “circostanze eccezionali”, ma con ogni probabilità la riduzione di stipendio è legata ai recenti bombardamenti che hanno danneggiato seriamente la capacità economica dell’IS (soprattutto dopo che la Coalizione a guida Usa e i russi hanno preso di mira i depositoi di armi, carburanti e valuta dell’organizzazione) e all’aumento del pressing subito su tutti i fronti dalla formazione terroristica. Sia nelle zone di combattimento sia in altri paesi dove si fanno sempre più serrate le attività di contrasto al finanziamento del Califfato.

In particolare la Coalizione ha assestato un colpo durissimo al Daesh quando ha bombardato il quartier generale finanziario del gruppo a Bayt al-Mal (Mosul), dove erano custoditi milioni di dollari raccolti attraverso il commercio illegale di beni archeologici e il contrabbando di petrolio e di organi, pratica che sembra la formazione stia abbandonando sempre più a seguito del fatto che gestirla è complicato e richiede macchinari particolari, il cui acquisto è facilmente tracciabile dal nemico.

Il famigerato Trattato Transatlantico

Il Trattato Transatlantico - LibroL’accordo commerciale USA-UE che condizionerà le nostre vite

Un libro di scottante attualità che spiega con chiarezza di linguaggio e di contenuti argomenti spesso ritenuti “troppo complessi” per la gente comune, e ci apre gli occhi sui meccanismi occulti che subiamo a nostro discapito!

Il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership ossi TTIP), rappresenta un pericolo senza precedenti per tutti i Paesi d’Europa e forse, proprio per questo, le trattative tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America si svolgono all’insaputa della maggioranza dell’opinione pubblica.

L’obiettivo di tale trattato è quello di dare vita a un accordo commerciale intercontinentale tra l’Europa e il Nord America, che abolisca i dazi doganali e uniformi i regolamenti dei due continenti, in modo che non vi sia più alcun ostacolo alla libera circolazione delle merci: creare insomma un grande libero mercato.

Uniformando il nostro regolamento agli standard americani - volutamente meno restrittivi - verrà meno non solo la tutela dell’ambiente, della salute, dei livelli salariali e dei consumatori, ma anche quella delle aziende europee.

La maggior parte dei farmaci in commercio non sono efficaci

Il sistema medico-sanitario dei paesi industrializzati si basa oggi prevalentemente sulla somministrazione di rimedi farmacologici e chimici.

Questa è di fatto l’unica opzione che ci viene suggerita in via ufficiale, sebbene poi ce ne siano molte altre (medicina tradizionale cinese, medicina olistica, medicina informazionale...). Oggi i farmaci stanno diventando la proposta di cura e di rimedio alla nostra salute a qualsiasi livello, fisico come psicologico.

Ma siamo davvero sicuri che le soluzioni chimiche farmacologiche siano sempre la cura più adatta?

Il professor Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (un istituto di ricerca italiano che si occupa proprio di ricerche valutative sui farmaci) in un’intervista con Il Messaggero (2005) dichiarò: «Su 8500 farmaci disponibili sul mercato italiano, solo qualche decina è realmente efficace».

Il professor Garattini è stato intervistato anche da Marco Pizzuti, autore del libro I mercanti della salute, nel quale vengono spiegati nei dettagli più reconditi la storia e il funzionamento del nostro sistema medico-sanitario.

Eccovi un estratto dell’intervista.

Una nuova Unione Sovietica. L’Unione Europea?

Una nuova Unione Sovietica. L’Unione EuropeaCome in Unione Sovietica, anche nell’UE gli stati nazionali sono subordinati all’Unione. Se l’URSS era l’‘impero del male’, cos’è allora l’Unione Europea?

In occasione del recente vertice europeo, David Cameron si era recato a Bruxelles. Bene o male è questo l'uomo che il popolo britannico crede debba dirigere il governo. Era a Bruxelles per chiedere all'UE se poteva prendere una qualche decisione. La risposta, in breve, è stata che no, egli non può.

ALLORA, PERCHE' STARE IN EUROPA?

Ad ascoltare le chiacchiere sull'Unione Europea di coloro che i media mainstream indicano come ‘i nostri dirigenti', si potrebbe pensare che lasciare l'UE implichi il suicidio nazionale.

Lo stesso Cameron esagera sulla necessità che la Gran Bretagna debba farne parte. I numeri, in effetti, non sono d'accordo. Il Daily Mail, in un recente pezzo sulla Norvegia, ha descritto questo paese come:

“Prospero, felice e libero. La sua campagna è pulita e ben gestita, le sue città sono ordinate e confortevoli. Il suo popolo fa vergognare [al confronto] gran parte dell'Europa per la conoscenza che ha delle lingue straniere e gestisce i propri affari commerciando allegramente con l'UE.

La strana teoria della Banca Mondiale sui flussi migratori in Europa

La strana teoria della Banca Monidale sui flussi migratori in EuropaDelirate. Delirante e marchettare il rapporto della famigerata Banca Mondiale, che in quanto tale, punta alla distruzione delle nazioni e alla nascita di una società globale di meticci. Schiavi meticci.

La tesi del rapporto della Banca Mondiale “Global Economic Prospects. Spillovers amid weak growth”, è che i profughi aiuteranno la crescita dell’Europa.

Falso.

Se fossero cosa buona per la crescita – sempre che la vita dell’uomo si riduca al calcolo del Pil (meglio meno crescita ma non essere stuprate a Colonia) – farebbero crescere i paesi dai quali provengono. Che invece non sono noti per crescita economica. Motivo semplice: popolazioni dal basso QI. Non conta il numero, conta la qualità.

La quantità serve, invece, alle multinazionali rappresentate dalla Banca Mondiale, per deprimere i salari.

L’istituto di Washington ha analizzato l’invecchiamento della popolazione europea e l’arrivo dei profughi, e l’equazione rivela come il costante flusso migratorio, sempre stando a quanto scritto nell’analisi, permetterebbe di ridurre il basso potenziale di crescita, l’alta disoccupazione e il debito pubblico.

I computer possono sostituire i lavoratori?

Lavori al computerMcKinsey ha pubblicato uno studio sul rischio posto dall’automatizzazione del lavoro.

I consulenti hanno analizzato 750 professioni e sono giunti alla conclusione che circa il 45% di tutte attività lavorative possono essere automatizzate.

Questa automatizzazione utilizza tecnologie già esistenti o la cui validità è già stata dimostrata.

Inoltre il 60% delle occupazioni sono a rischio di automatizzazione per il 30% delle attività.

In pratica, anche se il tuo lavoro non verrà completamente automatizzato, una significativa porzione di automatizzazione avrà ripercussioni enormi sul mercato del lavoro.

McKinsey ha anche creato uno strumento interattivo che ti permette di capire il rischio relativo alla tua professione.

I dati si riferiscono al mercato del lavoro statunitense ma l’impatto dell’automatizzazione sarà simile in tutte le economia avanzate.

Ci sono alcune professioni che sono completamente automatizzabili.

 

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