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Genetica
Caenorhabditis elegans per sapere se l'uomo potrà vivere su altri pianeti
L’astrofisico Stephen Hawking ritiene che se l’umanità ha intenzione di sopravvivere dobbiamo preparare i bagagli e colonizzare lo spazio.
Ma, siamo pronti alla sfida?
Gli scienziati della University of Nottingham sostengono che il Caenorhabditis elegans (C. elegans), un microscopico verme biologicamente molto simile all’essere umano, potrebbe aiutarci a capire se siamo in grado di resistere a esplorazioni nello spazio di lunga durata.
La ricerca, pubblicata mercoledì 30 Novembre su Interface, dimostra che nello spazio C. elegans si sviluppa e riproduce così come fa sulla Terra. Questa capacità lo rende un tester ideale per capire gli effetti di una prolungata esplorazione spaziale.
Genoma umano: l’Università di Verona è all'avanguardia nel sequenziamento del Dna
Nuove prospettive per la ricerca genomica all’Università di Verona. Il centro di Genomica Funzionale del Dipartimento di Biotecnologie diretto da Massimo Delledonne è ora in grado di decodificare in poco più di una settimana l’intero genoma di un essere umano. Il nuovo strumento è stato presentato questa mattina dal direttore Massimo Delledonne e dal prorettore Bettina Campedelli.
È un risultato significativo per l’ateneo scaligero e un’opportunità di grande rilievo per l’intera comunità dei ricercatori veronesi e veneti, reso possibile dal progetto Sinergia “Sistema integrato efficace per rapporti da gestire fra imprese ed ateneo” cofinanziato dalla Regione Veneto col “Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” (Programma operativo regionale obiettivo competitività regionale e occupazione 2007-2013), nell’ambito del quale è stato acquistato un sequenziatore di ultima generazione con un investimento di oltre 600.000 euro.
La balbuzie ha una connotazione genetica
La balbuzie è genetica. Un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health americano ha identificato tre mutazioni genetiche che influenzano il modo in cui il cervello elabora il discorso e che sono molto comuni nelle persone che balbettano.
I risultati sono stati presentati in occasione del meeting dell'American Association for the Advancement of Science in corso a Washington.
Il DNA tra memoria genetica e memoria biochimica
Introduzione ai fondamenti del Bio-Vitalismo
La memoria biologica è funzione di una dinamica di riproduzione di flussi di bio-informazione prodotti da le trasformazioni molecolari del metabolismo neuronale regolato da la codificazione della informazione genetica. (1)
Tale definizione acquisisce significato in seguito ad una profonda revisione della concettualità meccanica sulla quale e stata fondata la biologia che abbiamo denominata “Bio-Vitalismo”, infatti perseguendo in una obsoleta concezione biologica che essendo basata su concezioni meccaniche della scienza, non si e mai proposta di rispondere alla domanda: cosa è il pensiero?
Infedeltà, colpa di un gene
Ci sono molte persone che sembrano proprio incapaci di essere fedeli al partner. Pensiamo a Tiger Wood, apparso su tutti i giornali come un 'traditore cronico'. Ma la sola colpa che hanno è un gene, lo stesso che è stato collegato alla dipendenza dall'alcol e al gioco d'azzardo.
Almeno questo è quanto scoperto da un gruppo di scienziati della State University di New York, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail. Il gene in questione è responsabile del rilascio della dopamina, quella che potrebbe spiegare il piacere dell'infedeltà.
Identificato all'interno del genoma dei moscerini della frutta un gene legato al dolore umano
Scoperta una nuova variazione genetica responsabile della diversa sensibilità al dolore acuto e a quello cronico. L'annuncio è stato dato da un gruppo di ricercatori coordinati dal Children's Hospital di Boston negli Stati Uniti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell e riportato dal notiziario europeo Cordis.
Gli scienziati hanno scoperto il gene durante una caccia ai geni del dolore in tutto il genoma dei moscerini della frutta. Essi hanno affermato che studi corroboranti sui topi hanno gettato nuova luce sul modo in cui il gene controlla il dolore e la sensibilità.
Da una proteina di medusa creato un biosensore chiamato ClopHensor
Da una proteina ricavata da una medusa e in grado di legare piùwindowsmpter molecole tra loro potrebbe venire uno strumento di diagnosi ottica, tecnicamente detta Imaging in-vivo, utile a studiare i meccanismi di azione di alcune malattie, tra cui la fibrosi cistica, la più diffusa tra le malattie genetiche in Italia.
Un'equipe di studiosi del Laboratorio Nest (National Enterprise for nanoScience andnanoTechnology) dell'Istituto Nanoscienze del Cnr, insieme alla Scuola Normale di Pisa e in collaborazione con l'Istituto Italiano di tecnologia ha infatti messo a punto un nuovo biosensore chiamato ClopHensor, proprio partendo dalla proteina di questa medusa e le molecole che questa crea nella cellula.
Intrecci, relazioni e influenze degli archetipi primari che determinano le Origini della Malattia
L'approccio degli archetipi primari
Ci sono intrecci, relazioni e influenze che collegano un individuo alla sua famiglia, alla società in cui nasce e alla cultura di cui fa parte e, infine, alla specie biologica cui appartiene. È a partire da questa fitta rete che spesso hanno origine i problemi della persona - insoddisfazione, difficoltà nei rapporti, problemi di lavoro o di coppia, disagi o malattie fisiche.
Questa trama però è inconscia e proprio per questo difficilmente individuabile, ma portarla a livello di coscienza è indispensabile per uscire dal circolo vizioso del malessere e per educare l’inconscio affinché non torni a ripetere e radicalizzare ciò che ha imparato nel corso delle generazioni precedenti e della sua stessa biografia.
Non è l'età che determina l'invecchiamento
Il costo delle cure sanitarie per gli anziani nei paesi industrializzati dovrebbe essere ricalcolato. Questa è la principale conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi e austriaci, secondo cui il miglioramento della qualità della vita vissuta dalle persone in questa fascia di età renderà l'investimento necessario per soddisfare le loro esigenze nei prossimi decenni non così elevato come precedentemente si è stimato.
Forse molti di noi non sono veramente ammalati!! È il nuovo DNA la causa

NUOVO DNA
In questo articolo di Patricia Resch, la dottoressa Berrenda Fox ci mette in evidenza i cambi cellulari e del DNA. Fox è una facilitrice olistica del centro Avalon Wellness in Mount Shasta, California. La clinica Avalon rappresenta la re-emergenza dell'ideale di guarigione come si praticava nell'originale isola di Avalon. La dottoressa ha dato prove, attraverso analisi del sangue, che in realtà hanno sviluppato nuove catene di DNA.
Cellule 'dormienti' evitano l'eccesso di tessuto cicatriziale
Un tipo di cellule che diventa 'dormiente' evita che dopo una ferita si formi troppo tessuto cicatriziale. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Chicago con uno studio pubblicato da 'Nature Cell Biology'.
Secondo l'articolo i fibroblasti, cellule 'reclutate' dall'organismo in caso di ferite, a un certo punto entrano in uno stato di senescenza, un fenomeno che si pensava avvenisse solo in cellule con il Dna danneggiato.
Body scanner: radiazioni a raggi-THz capaci di alterare il DNA
“I metafisici ci dicono che la composizione del DNA individuale si accosta alla coscienza individuale e viceversa: la consapevolezza individuale determina la propria struttura del DNA. Se attacchi l’una, attacchi anche l’altra. Se migliori una, migliori anche l’altra.
Personaggi in voga come il dr. Fritz-Albert Popp e il dr. Bruce Lipton ci dicono che il nostro DNA sembra essere il collegamento vitale tra la nostra fisicità e la nostra spiritualità.
Bimbo con malattia unica al mondo: ha 11 anni ma è come se ne avesse già oltre 50
Da quando ha sette anni prende antidolorifici quattro volte al giorno per combattere l'artrite, ma la sua pelle ha cominciato a diventare come quella delle persone di una certa età, e le sue ossa ad indebolirsi e a corrodersi.
Gli uomini pensano al sesso 4.745 volte l'anno ma lo mettono in pratica solo 104 volte
L'uomo medio pensa al sesso almeno 13 volte al giorno per un totale di 4.745 volte ogni anno. Eppure, la media dei rapporti è di appena due a settimana per un totale di 104 all'anno. Quasi un terzo degli uomini ha anche ammesso che la prima cosa che viene loro in mente al mattino è proprio il sesso. Almeno questo è quanto emerso da un'indagine di onepoll.com, una società che fa ricerche di mercato.
Al contrario degli uomini, le donne pensano al sesso solo cinque volte al giorno per un totale di 1.825 volte all'anno.
La dieta giusta è scritta nel Dna
Alcune donne sono geneticamente 'programmate' per dimagrire seguendo una determinata dieta piuttosto che un'altra. Ecco perché la dieta Atkins funziona solo su alcune e una ricca di carboidrati è efficace solo per altre.
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