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ECOSIA: il motore di ricerca ecologico
Si stima che il settore Ict è responsabile quasi del 3% di tutta la CO2 prodotta al mondo. greenMe ha più volte dato consigli su come ridurre il nostro impatto tecnologico con Stampanti ecologiche, cartucce, computer, e su come abbattere il potere inquinante dello spam. Ma quando siamo sul nostro motore di ricerca quanto consumiamo? Tanto!
lex Wissner-Gross, fisico della Harvard University di Boston, ha stimato che ogni ricerca produce 7 grammi di CO2.
Come abbiamo visto nell'articolo sui motori di ricerca eco-friendly, esistono già tanti modi per risparmiare energia mentre navighiamo, ma Ecosia, sembra essere l'ultima genialata nel campo del web sostenibile.
Lanciato a Berlino in occasione del primo giorno della Conferenza di Copenhagen, il nuovo motore di ricerca on-line ecosostenibile sarà il diretto avversario del più famoso Google. Realizzato assieme al WWF, è sostenuto anche da Yahoo e Bing, Ecosia punta a preservare la foresta amazzonica. Come? Attraverso il classico modello di business della rete: pubblicità, banner e sponsor. L'80% del ricavato però sarà utilizzato per salvaguardare l'ultimo polmone verde del Pianeta e per finanziare altre attività legate alla protezione ambientale.
Secondo il team del nuovo eco-web search engine, se solo l'1% degli utenti di Internet usassero Ecosia, ogni anno si potrebbe salvare una foresta pluviale grande quanto la Svizzera.
“Grazie ai link sponsorizzati, i motori di ricerca guadagnano miliardi ogni anno - spiega Christian Kroll, uno dei fondatori del motore di ricerca ecologico - Ecosia crede che esista un modo più ecologico per usare questi enormi profitti e ritiene che questi soldi potrebbero servire a combattere il global warming”.
Ogni ricerca in rete realizzata su Ecosia, infatti, può salvare fino a 2 mq di foresta pluviale. E per non contraddirsi il motore di ricerca utilizzerà anche server e data center alimentati interamente ad energia verde: “Impostando Ecosia come motore di ricerca predefinito si possono colorare di verde le ricerche online, ridurre le impronte di carbonio e fare la vera differenza per il pianeta” conclude Kroll.
Potrà Ecosia far davvero concorrenza al gigante Google e riuscire a diventare una vera alternativa ecosostenibile per la rete? Nel dubbio, non ci resta che provare, anche perché impostarlo come motore predefinito non costa niente ed è semplicissimo. Basta scaricare ed istallare il componente aggiuntivo per Firefox ed effettuare la ricerca direttamente digitando sul proprio browser. I metri quadri di foresta pluviale salvati così saranno direttamente visibili e verificabili a colpo d'occhio. Provare per credere!
Il motore di ricerca Ecosia
Autore: Alberto Maria Vedova / Fonte: greenme.it
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