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Moria di uccelli nel mar Baltico rotto il ciclo della vitamina B1
Un team svedese ha scoperto la causa della rapida scomparsa dei volatili nel Nord Europa: una carenza di tiamina, elemento essenziale per il funzionamento dei nervi.
Nella nostra vita esagerata di ogni giorno spesso ci dimentichiamo quanto sia importante l'equilibrio: mangiare i cibi nella quantità giusta, dedicare il tempo necessario al riposo, vivere in armonia con i luoghi che ci ospitano.
Un equilibrio che si è spezzato da tempo, alterando l'ecosistema che ci circonda con l'introduzione di una forma di esistenza che il pianeta ancora non è riuscito a metabolizzare che porta con sé cambiamenti inevitabili, spesso, non in positivo.
È quello che sta avvenendo da qualche anno nel Mar Baltico. Una piccola grande ferita sulla Terra, ancora poco studiata, che vede la morte un numero elevatissimo di uccelli che rimangono paralizzati nelle onde dell'oceano, smettendo così di produrre uova. Un fenomeno inquietante che ha attirato l'attenzione di vari studiosi, tra cui il team di ricerca capitanato dallo svedese Lennart Balk, dell'università di Stoccolma.
Dopo anni di analisi è stata individuata la causa di questa moria di volatili: carenza di vitamina B1, la tiamina, un elemento essenziale alla vita, in quanto fondamentale per il funzionamento di importanti enzimi. Questa vitamina si trova sia negli alimenti di origine animale che vegetale, in particolare nei legumi e nei cereali e nel fegato, nel rene, nel cervello e nell'intestino degli animali, oltre che nel lievito di birra. L'assenza di tiamina compromette il funzionamento dei nervi e perciò si arriva alla paralisi progressiva e quindi alla morte.
Lo studio intitolato “Wild birds of declining European species are dying from a thiamine deficiency syndrome”, pubblicato nell'edizione on-line del giornale “Proceedings” della National Academy of Sciences mostra come senza vitamina B1 anche i comportamenti animali vengono alterati: le femmine non producono più uova e i maschi sono meno aggressivi e più silenziosi. Non basta, perché un altro effetto della carenza di tiamina è un deficit immunitario che porta alla più rapida diffusione di malattie.
Quali siano le cause della rottura del ciclo della tiamina è difficile dirlo, in quanto gli uccelli coinvolti (il 78% delle specie analizzate, 28 su 36) occupano varie nicchie biologiche e questo significa che il danno è molto più profondo di quanto possa sembrare. Una cura a base di tiamina riesce ad eliminare i sintomi della malattia, ma la domanda è: siamo stati noi a causare questo disastro? “È molto probabile che la situazione nel Baltico sia stata prodotta da attività umane - spiega il professor Balk - una malattia paralizzante che colpisce varie specie di uccelli mentre tentano di riprodursi non può essere naturale in un ecosistema sano”.
La rottura di un ecosistema, però, non è mai un evento isolato, in quanto tutta la vita del pianeta è connessa: dobbiamo quindi supporre che questo fenomeno stia avvenendo in tutto il mondo e non solo in quell'area specifica? “Dal momento che abbiamo notato i sintomi tra gli uccelli di diverse zone del Nord Europa - prosegue Balk - pensiamo che ciò possa avvenire anche da altre parti”. “In ogni caso - aggiung - bisogna continuare l'analisi della carenza di tiamina per esserne certi”. Solo dopo approfondite ricerche volte a capire il meccanismo della vitamina B1, dunque, secondo Balk, potremo capire le cause e cercare di prevenire l'aggravarsi di questo disastro.
Il problema è alla radice: le persone non hanno ancora piena coscienza di quanto ogni essere vivente sia importante per tutti gli altri. “Il fatto è - dice Balk - che c'è troppa gene che vive nel modo sbagliato, mentre si rimandano le soluzioni e c'è poca conoscenza degli aspetti biologici”.
Bisognerà aspettare nuove analisi, insomma, per scoprire ulteriori elementi scientifici per la moria di uccelli nel Baltico, un fenomeno che sta diffondendosi anche presso altri animali. Nel frattempo ci saranno ancora molti gabbiani che moriranno tra le onde del mare, vittime dell'indifferenza di una specie, quella umana, capace di vivere fuori dagli ecosistemi, una nota stonata nell'armonia del pianeta.
Autore: Francesco Amorosino / Fonte: nannimagazine.it
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