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Moria di uccelli nel mar Baltico, rotto il ciclo della vitamina B1


By Edoardo Capuano - Posted on 09 dicembre 2009

Un team svedese ha scoperto la causa della rapida scomparsa dei volatili nel Nord Europa: una carenza di tiamina, elemento essenziale per il funzionamento dei nervi.

Nella nostra vita esagerata di ogni giorno spesso ci dimentichiamo quanto sia importante l'equilibrio: mangiare i cibi nella quantità giusta, dedicare il tempo necessario al riposo, vivere in armonia con i luoghi che ci ospitano.

Un equilibrio che si è spezzato da tempo, alterando l'ecosistema che ci circonda con l'introduzione di una forma di esistenza che il pianeta ancora non è riuscito a metabolizzare che porta con sé cambiamenti inevitabili, spesso, non in positivo.

È quello che sta avvenendo da qualche anno nel Mar Baltico. Una piccola grande ferita sulla Terra, ancora poco studiata, che vede la morte un numero elevatissimo di uccelli che rimangono paralizzati nelle onde dell'oceano, smettendo così di produrre uova. Un fenomeno inquietante che ha attirato l'attenzione di vari studiosi, tra cui il team di ricerca capitanato dallo svedese Lennart Balk, dell'università di Stoccolma.

Dopo anni di analisi è stata individuata la causa di questa moria di volatili: carenza di vitamina B1, la tiamina, un elemento essenziale alla vita, in quanto fondamentale per il funzionamento di importanti enzimi. Questa vitamina si trova sia negli alimenti di origine animale che vegetale, in particolare nei legumi e nei cereali e nel fegato, nel rene, nel cervello e nell'intestino degli animali, oltre che nel lievito di birra. L'assenza di tiamina compromette il funzionamento dei nervi e perciò si arriva alla paralisi progressiva e quindi alla morte.

Lo studio intitolato “Wild birds of declining European species are dying from a thiamine deficiency syndrome”, pubblicato nell'edizione on-line del giornale “Proceedings” della National Academy of Sciences mostra come senza vitamina B1 anche i comportamenti animali vengono alterati: le femmine non producono più uova e i maschi sono meno aggressivi e più silenziosi. Non basta, perché un altro effetto della carenza di tiamina è un deficit immunitario che porta alla più rapida diffusione di malattie.

Quali siano le cause della rottura del ciclo della tiamina è difficile dirlo, in quanto gli uccelli coinvolti (il 78% delle specie analizzate, 28 su 36) occupano varie nicchie biologiche e questo significa che il danno è molto più profondo di quanto possa sembrare. Una cura a base di tiamina riesce ad eliminare i sintomi della malattia, ma la domanda è: siamo stati noi a causare questo disastro? “È molto probabile che la situazione nel Baltico sia stata prodotta da attività umane - spiega il professor Balk - una malattia paralizzante che colpisce varie specie di uccelli mentre tentano di riprodursi non può essere naturale in un ecosistema sano”.

La rottura di un ecosistema, però, non è mai un evento isolato, in quanto tutta la vita del pianeta è connessa: dobbiamo quindi supporre che questo fenomeno stia avvenendo in tutto il mondo e non solo in quell'area specifica? “Dal momento che abbiamo notato i sintomi tra gli uccelli di diverse zone del Nord Europa - prosegue Balk - pensiamo che ciò possa avvenire anche da altre parti”. “In ogni caso - aggiung - bisogna continuare l'analisi della carenza di tiamina per esserne certi”. Solo dopo approfondite ricerche volte a capire il meccanismo della vitamina B1, dunque, secondo Balk, potremo capire le cause e cercare di prevenire l'aggravarsi di questo disastro.

Il problema è alla radice: le persone non hanno ancora piena coscienza di quanto ogni essere vivente sia importante per tutti gli altri. “Il fatto è - dice Balk - che c'è troppa gene che vive nel modo sbagliato, mentre si rimandano le soluzioni e c'è poca conoscenza degli aspetti biologici”.

Bisognerà aspettare nuove analisi, insomma, per scoprire ulteriori elementi scientifici per la moria di uccelli nel Baltico, un fenomeno che sta diffondendosi anche presso altri animali. Nel frattempo ci saranno ancora molti gabbiani che moriranno tra le onde del mare, vittime dell'indifferenza di una specie, quella umana, capace di vivere fuori dagli ecosistemi, una nota stonata nell'armonia del pianeta.

Autore: Francesco Amorosino / Fonte: nannimagazine.it

Non è l'intera razza umana che vive al di fuori dell'ecosistema, ma è quel cancro a diffusione ormai planetario chiamato capitalismo fatto di banche, di borsa, di multinazionali, di mass media fognatura, di ladroni in cravatta, di peduisti, di lussi da follia, di prostitute siliconate, di politica mafiosa, di ipocriti santi e falsi profeti. E' una minoranza della razza umana, con la mente imputridita e contorta, seguita dai suoi innumerevoli e miserabili leccapiedi, che ha sconquassato l'intero pianeta. Ricchezza non è una macchina di lusso e una prostituta siliconata che fa da contorno, per farsi sbattere alle maldive.

E' ricco quel contadino che coltiva la terra con "antico sapere" e metodi tecnologici corretti. E ricco un popolo che produce da se quello che gli serve per vivere decorosamente, senza avvelenare l'ambiente circostante. E' ricco quel popolo che riduce gli scambi commerciali al minimo indispensabile che non ha in casa.

Le persone normali (cittadini del mondo) pur appartenenti a razze diverse, dopo una sana giornata di robusto lavoro, hanno un solo desiderio un buon piatto ed un caldo letto. Il contadino cinese che coltiva il suo riso, non ha nessun motivo di muovere guerra al contadino polacco che semina patate. Il pericolo da sempre, deriva dalle menti pensanti appartenenti alla borghesia parassitaria camuffata da mille pseudo attività lucrose. Qualsiasi essere umano, (giallo, bianco, nero) appena nato emette un urlo, che equivale al primo respiro, poi cerca in seno materno ed infine dorme. Seguendo l'istinto naturale, composto di una miriade di informazioni depositate nel suo cervello, si evolve naturalmente in sintonia con l'ambiente circostante.

Fin qui tutto semplice, i problemi umani nascono quando il parassita capitalista oggi, la monarchia ieri, pretende di organizzarti la vita e mette i paletti sulle proprietà. Ma perché chi lavora deve pagare i debiti a chi non fa una pipa che però si proclama padrone. Ma di che diavolo è padrone, della terra, dell'aria , dell'acqua, del pensiero!!!!

In nome di queste merde che respirano, ragazzi di 20 anni vengono spediti a migliaia di chilometri da casa a morire combattendo dei loro coetanei che non hanno mai visto??? Sarà ricco quel popolo che avrà la lungimiranza a la capacità di arrestare la rincorsa frenetica al demenziale consumismo della follia capitalista. Il capitalismo è un ottimo combustibile, infilato diritto negli altiforni produrrà energia semipulita. Sarà saggio quel popolo che starà molto attento nell’estirpare anche l’ultima molecola del cancro capitalista.

All’imbrunire della sera, grida di ragazzi festosi, si rincorrono lungo una spiaggia da incanto, la luna si rispecchia nell’acqua del mare, una brezza leggera si alza e sussurra la meraviglia di mille forme di vita nella ricchezza del creato.

Questo succedeva fino ai primi decenni della seconda metà del secolo scorso.

Ora il divertimento è fatto di sballo, di droga, di violenza, di mancato rispetto delle regole, di assenza di qualsiasi certezza elementare, al consumismo demenziale di tutto e subito, di distruzione radicale dell’eco sistema, è il conteggio che porta dritti alla scomparsa della vita sul pianeta azzurro.

E' saggio quel popolo, che ha ancora anticorpi nel sangue, che trasformano il contadino in spietato guerriero, feroce, sanguinario, maniacale nell’opera di estirpazione totale del cancro capitalista.

E saggio quel popolo, se tale opera potrà scrivere nella storia a venire, a monito di future generazioni del pianeta azzurro.

Non è l'intera razza umana che vive al di fuori dell'ecosistema, ma è quel cancro a diffusione ormai planetario chiamato capitalismo fatto di banche, di borsa, di multinazionali, di mass media fognatura, di ladroni in cravatta, di peduisti, di lussi da follia, di meretrici siliconate, di politica mafiosa, di ipocriti santi e falsi profeti. E una minoranza della razza umana, con la mente imputridita e contorta, seguita dai suoi innumerevoli e miserabili leccapiedi, che ha sconquassato l'intero pianeta.

Ricchezza non è una macchina di lusso e una meretrice siliconata che fa da contorno, per farsi sbattere alle Maldive. E' ricco quel contadino che coltiva la terra con "antico sapere" e metodi tecnologici corretti. E' ricco un popolo che produce da se quello che gli serve per vivere decorosamente, senza avvelenare l'ambiente circostante. E' ricco quel popolo che riduce gli scambi commerciali al minimo indispensabile che non ha in casa.

Le persone normali (cittadini del mondo) pur appartenenti a razze diverse, dopo una sana giornata di robusto lavoro, hanno un solo desiderio un buon piatto ed un caldo letto. Il contadino cinese che coltiva il suo riso, non ha nessun motivo di muovere guerra al contadino polacco che semina patate. Il pericolo da sempre, deriva dalle menti pensanti appartenenti alla borghesia parassitaria camuffata da mille pseudo attività lucrose.

Qualsiasi essere umano, (giallo, bianco, nero) appena nato emette un urlo, che equivale al primo respiro, poi cerca in seno materno ed infine dorme. Seguendo l'istinto naturale, composto di una miriade di informazioni depositate nel suo cervello, si evolve naturalmente in sintonia con l'ambiente circostante. Fin qui tutto semplice, i problemi umani nascono quando il parassita capitalista oggi, la monarchia ieri, pretende di organizzarti la vita e mette i paletti sulle proprietà. Ma perché chi lavora deve pagare i debiti a chi non fa una pipa che pero si proclama padrone.

Ma di che diavolo è padrone, della terra, dell'aria, dell'acqua, del pensiero!!!!

In nome di questi scellerati che respirano, ragazzi di 20 anni vengono spediti a migliaia di chilometri da casa a morire combattendo dei loro coetanei che non hanno mai visto ???

Sara ricco quel popolo che avrà la lungimiranza a la capacita di arrestare la rincorsa frenetica al demenziale consumismo della follia capitalista. Il capitalismo è un ottimo combustibile, infilato diritto negli altiforni produrrà energia semipulita. Sara saggio quel popolo che starà molto attento nell’estirpare anche l’ultima molecola del cancro capitalista.

All’imbrunire della sera, grida di ragazzi festosi, si rincorrono lungo una spiaggia da incanto, la luna si rispecchia nell’acqua del mare, una brezza leggera si alza e sussurra la meraviglia di mille forme di vita nella ricchezza del creato.

Questo succedeva fino ai primi decenni della seconda meta del secolo scorso.

Ora il divertimento è fatto di sballo, di droga, di violenza, di mancato rispetto delle regole, di assenza di qualsiasi certezza elementare, al consumismo demenziale di tutto e subito, di distruzione radicale dell’eco sistema, è il conteggio che porta dritti alla scomparsa della vita sul pianeta azzurro.

E saggio quel popolo, che ha ancora anticorpi nel sangue, che trasformano il contadino in spietato guerriero, feroce, sanguinario, maniacale nell’opera di estirpazione totale del cancro capitalista.

E saggio quel popolo se tale opera potrà scrivere nella storia a venire, a monito di future generazioni del pianeta azzurro.

Complimenti anonimo hai centrato il vero problema !

quando ho sentito questa cosa io ho subito pensato a quei pazzi dei rockfeller o a un piano dei bildeberg, quelli l'han detto che vogliono sterminare gran parte della popolazione....ho pensato a un bell'esperimento....a una epidemia...

povere bestiole, mi spiace un sacco.

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