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Tatuaggi fotonici per la salute e...
I ricercatori stanno studiando chip Rfid sottocutanei che integrano tecnologie Led da utilizzare in ambito medicale. Ma non solo.
Recentemente è comparso un articolo sulla Mit Technology Review in cui venivano descritti dei nuovi transistor ultrasottili al silicone che, integrati in una pellicola di seta imbevuta di una soluzione salina, possono essere impiantati senza problemi di rigetto nel derma corporeo. Questo tipo di dispositivi, oltre a poter essere accesi o spenti, può muoversi sottopelle.
A questo proposito, Brian Litt, professore associato al dipartimento di neurologia e bioingegneria dell'University of Pennsylvania, sta lavorando con alcuni ricercatori del Beckman Institute provenienti dall'University of Illinois e dalla Tufts University a un progetto che prevede una sperimentazione di nuove modalità applicative per questa tipologia di transistor.
La combinazione tecnologica associata a questi nuovi chip, infatti, ha una modalità di interfaccia innovativa: le informazioni intercettate dai transistor come, ad esempio, la quantità di zucchero presente nel sangue, vengono proiettate attraverso l'epidermide con il risultato che sulla pelle appare una specie di tatuaggio fotonico. Questo tipo di elettrodi, inoltre, possono conformarsi alla pelle e interfacciarsi con il sistema nervoso umano per cui possono essere utilizzati per stimolare la reazione di alcuni recettori che interagiscono, ad esempio, con una protesi di una mano o di un piede.
Il laboratorio del professor Litt sta collaborando con diverse aree compartimentali: neurologia, neurochirurgia, scienze neurologiche e ingegneria. Mentre il focus della ricerca punta a identificare soluzioni a supporto dei casi di epilessia, altre branche della sperimentazione includono l'innesto di neurodispositivi che possono essere utilizzati sia a supporto di certi interventi di neurochirurgia che in alcune malattie mentali o altri disturbi di tipo neurologico.
La pellicola di seta che riveste i chip non ha rigetto e viene semplicemente disciolta dal corpo umano, liberando la componente elettronica. Il chip al silicone ha dimensioni estremamente ridotte, pari a un millimetro e sottile 250 nanometri, per cui veramente minuscolo. Il foglio di seta aiuta l'operatore a posizionare il chip, adattandosi alla pelle quando viene aggiunta la soluzione salina.
Anche Philips a questo proposito sta conducendo una sperimentazione finalizzata studiare un eventuale estensione applicativa di questi transistor, che al momento consentono una risoluzione grafica ancora in bianco e nero. Studiando nuove modalità di bioluminescenza si potrà in futuro modalità trasmissive a colori.
L'ipotesi di un utilizzo in ambito commerciale e artistico, però, sta già facendo discutere gli stessi ricercatori.
I transistor sottocutanei, infatti, consentono di usare la pelle proprio come se fosse un display. C'è già chi immagina di poter leggere tramite un sistema Gps predisposto una mappa stradale direttamente sul palmo della mano, chi pensa di poter dormire posizionandosi sulle palpebre due occhi che fingono attenzione o chi, ancora, affitta i propri spazi corporei per iniziative promozionali. Immaginatevi di stringere la mano a qualcuno e vedere sulla fronte del vostro interlocutore attivarsi un messaggio pubblicitario che vi invita ad acquistare una macchina o a comprare una certa marca di formaggio.
È vero che i chip sottocutanei sono attivi e possono essere accesi o spenti a piacere ma, a questo punto, una riflessione è obbligatoria. Ray Bradbury a questo proposito nel 1951 aveva scritto un libro, intitolato The Illustrated Man, che attraverso una serie di racconti tematizzava il conflitto tra l'asetticità delle tecnologie rispetto alla complessità della psicologia umana. Uno dei protagonisti è proprio un poveraccio che ha il corpo tatuato di immagini animate che raccontano storie diverse. Forse è il caso di andare a recuperare il volume.
Autrice: Laura Zanotti / Fonte: rfid.thebizloft.com
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