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Nanotessuti autopulenti
Per pulirli, basta qualche goccia di acqua e nessun genere di detersivo. Sono i “nanotessuti” sviluppati dai ricercatori della Clemson University americana, delle nanofibre che a contatto con l'acqua si liberano automaticamente delle particelle di polvere o di sporco che vi si sono depositate. Ma non finisce qui. La particolarità del materiale, realizzato con nanoparticelle d'argento, consentirà di produrre nei prossimi anni degli spray capaci di rivestire i tessuti attualmente utilizzati, dotandoli delle nuove caratteristiche.
Non è un caso che la ricerca della Clemson sia finanziata dal National Textile Center, un fondo di coordinamento delle ricerche sui tessuti attivo in tutti gli Stati Uniti, centro di primo interesse per tutta l'industria di settore. Nel caso particolare, si tratta di una pellicola polimerica mescolata a nanoparticelle d'argento, capaci di creare una serie di avvallamenti e rilievi di dimensioni microscopiche, che rendono difficile il deposito delle sostanze esterne e che, una volta sciacquate in acqua (ma è sufficiente un panno bagnato), abbandonano il tessuto.
Uno dei ricercatori ha spiegato alla Associated Press: “Immaginate una goccia d'acqua che tenti di rimanere su questi microscopici rilievi. Scivola via, e porta via tutto quello che trova”. Altra qualità che viene aggiunta al tessuto dalle nanoparticelle è una impermeabilità descritta come rivoluzionaria. A differenza di quanto accade con le tradizionali coperture impermeabili, infatti, il nanotessuto interagisce con la fibra impedendo all'acqua di penetrare al suo interno. Inoltre, il nuovo “rivestimento” non modifica l'aspetto del tessuto in cui viene integrato: le nanoparticelle sono talmente piccole da risultare pressoché invisibili all'occhio umano.
Secondo i ricercatori, le applicazioni sarannoi numerose, al di là del mondo dell'industria tessile: si parla di rivestimenti ad hoc per certi veicoli, come la capote delle automobili scoperte, per i camper o per l'arredamento da esterni. L'aspetto più interessante, però, rimane la possibilità di eliminare l'uso di detergenti, non solo costosi ma soprattutto inquinanti, nella pulizia dei tessuti. Resta da capire se tali nanoparticelle potranno in nessun modo dimostrarsi tossiche.
Autore: Alessio Mannucci - E-mail: Alessio Mannucci - Blog: viaggioallucinante2 / Fonti: Clemson University - National Textile Center /
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