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Processi di astrazione
Nel modello relazionale di data base i dati sono organizzati in classi omogenee, in particolare si manipolano tabelle di domini predefiniti. Il processo di astrazione si sviluppa sia riconoscendo informazioni come appartenenti ad un determinato dominio sia creando nuovi domini sulla base delle informazioni elaborate. Il processo conoscitivo e` elastico e procede nei due sensi della catalogazione e creazione delle categorie.
Se consideriamo catene associative possiamo individuare delle soglie che determinano il riconoscimento di una informazione in un gruppo o viceversa la creazione di un nuovo raggruppamento. Le associazioni possono essere determinate da somiglianze o coincidenze nell'input percettivo, oppure possono essere generate da legami di causa ed effetto sulle stimolazioni nervose.
Il supporto fisico su cui le informazioni sono codificate non è per nulla trascurabile; infatti quando tentiamo di utilizzare il calcolatore per simulare un simile processo siamo costretti ad individuare come criteri di somiglianza delle caratteristiche fisiche di registrazione, per esempio la continuità spaziale. Per un calcolatore le relazioni logiche sono tradotte in legami o connessioni tra dati, principalmente di tipo spaziale; probabilmente una codifica analoga avviene anche nel sistema nervoso centrale. I problemi di aggiornamento sono tra i più studiati dal punto di vista informatico.
Se i domini non sono corrispondenti a classi ben definite e stabili nella realtà allora il data base degrada rapidamente. Anche se i domini sono stabili si verificano spesso anomalie di aggiornamento dovute alla dipendenza funzionale tra i dati. In particolare anche le relazioni debbono essere stabili: se un dato dipende da un altro allora deve possedere la stessa dinamica di aggiornamento per evitare incongruenze nel data base. Appare evidente come un buon disegno di data base scaturisca da una analisi di una realtà completamente strutturata.
In casi reali le informazioni non sono affatto strutturate, esse debbono strutturarsi man mano che il processo di memorizzazione procede. Per affrontare questo problema occorre individuare una relazione generale che possa valere in tutti i casi; una tale relazione non può essere disgiunta dal supporto fisico utilizzato. Una correlazione che comprenda tutte le informazioni rappresentabili potrebbe essere utile allo scopo; occorre però un processo di differenziazione che tenga conto delle numerose relazioni particolari che sussistono tra le informazioni stesse.
Per esempio: un canarino è un uccello, un uccello è un animale, un animale è un essere vivente, anche un gatto è un essere vivente; esiste quindi una relazione tra un canarino e un gatto, ma esiste anche la possibilità che il gatto si mangi il canarino. Per descrivere questo stato di cose non è sufficiente costruire le categorie sulla base dell'appartenenza, occorre gestire anche relazioni funzionali basate sulle interazioni tra gli oggetti rappresentati.
Queste relazioni sono trasversali e rendono difficile la progettazione di un data base che le contempli. L'individuazione degli oggetti nella loro individualità sta alla base di un buon progetto di data base, ma questo processo non è affatto banale: pensiamo alle difficoltà che si incontrano nel determinare i contorni degli oggetti presenti in un'immagine.
Il processo riconoscitivo per cui un volto si staglia sullo sfondo è incredibilmente complesso, come dimostrano gli studi in corso sul problema del riconoscimento automatico delle immagini. Il concetto di “oggetto” esula e va oltre il processo percettivo. Possiamo infatti definire oggetti completamente astratti. Per memorizzare in maniera efficace delle informazioni occorre quindi individuare gli oggetti a cui esse stesse si riferiscono, occorre una rappresentazione di tali oggetti e non ultimo è necessario definire le relazioni logiche che tra di essi sussistono.
Per concludere queste riflessioni accennerò al fatto che la realtà è in evoluzione e quindi gli oggetti e le relazioni mutano nel tempo, con ritmi diversi più o meno celeri, la base di conoscenza deve essere in grado non solo di strutturarsi ma anche di modificare la propria struttura.
Autore: Oscar Bettelli
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