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Il segreto delle stringhe


By Edoardo Capuano - Posted on 18 agosto 2009

La vita si sa è fatta di fatiche grandi e piccole. Una di queste e riguarda molti di noi, uomini e donne, grandi e piccoli, è senz'altro quella di allacciarsi le scarpe. Nel freddo delle mattine invernali, ancora insonnoliti e con la testa "sul cuscino", con l'orologio che implacabilmente ci dice che è troppo tardi, la battaglia con i lacci delle scarpe rischia di trasformarsi in un vero e proprio "microdramma".

Lacci troppo corti da un lato e troppo lunghi dall'altro, passanti delle scarpe che restano tagliati fuori dal laccio che la sera prima si era sfilato, fiocchi che non chiudono, occhielli che sono enormi e brutti, nodi che si sciolgono. Altro che battaglia, a volte allacciarsi le scarpe per qualcuno deve essere quasi una fatica di Sisifo.

Almeno così deve essere per un matematico australiano che ha cercato di studiare l'arcano e di dargli un'interpretazione appunto matematica. Ma non deve essere un problema che riguarda solo il ricercatore australiano, visto che anche la prestigiosa rivista Nature si è scomodata nel darne conto sulle sue pagine. Chi infatti non vorrebbe conoscere il mistero dello stringhe, quelle delle scarpe!

Meno male che ci ha pensato il matematico australiano, Burkard Polster, dell'università di Monash, che con il rigore di un'equazione ha dimostrato matematicamente "che il modo più veloce per infilare le stringe alle scarpe è quello della cosiddetta allacciatura piegata o a fiocco". In che cosa consiste? Nel far scorrere i lacci da un passante all'altro, dall'alto in basso e poi nell'incrociarli nel mezzo. In questo modo, pur sfruttando tutti i passanti, si impiega minore quantità di laccio.

Se quasi tutti usano il metodo a dritto o incrociato, che sono, ammette Polster, "i più solidi", tuttavia quello "piegato" è più efficace. "Se ci pensiamo, imparare ad allacciarsi le scarpe è uno degli ostacoli più grossi nella nostra crescita", spiega il professore. Una questione così complessa che per Polster ha significato mettere nella sua operazione più termini: l'attrito, le asole e il materiale dei lacci. Ecco fatta l'equazione dal cui risultato, Polster dice, non si aspetta che la gente cominci ad allacciarsi le scarpe in un altro modo. "È stato divertente, un problema curioso cui pensare per un pò" per lo scienziato. Per tutti gli altri, alle prese con nodi pratici o simbolici, l'alternativa c'è. Lo stretch, per esempio.

Autrice: Anna Ermanni / Fonte: Monash University

 

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