Ti trovi quiConcordia: vanno in onda filmati creati ad hoc, ma con banali errori di montaggio

Concordia: vanno in onda filmati creati ad hoc, ma con banali errori di montaggio


By Edoardo Capuano - Posted on 14 febbraio 2012

Clicca per ingrandireCome ci insegna Alberto Medici con il suo libro "Ingannati", a volte, per dimostrare la falsità di una tesi si compie l'errore di mettere in dubbio troppi punti di quella tesi e si rischia un effetto collaterale.

Immaginate che un detective stia interrogando un indiziato. Se il detective ha anche solo una prova effettiva, un dato certo, che la versione dell'indiziato sia falsa in uno specifico punto, il detective capirà che l'indiziato sta mentendo per nascondere qualcosa. A quel punto il detective non andrà alla ricerca di altre prove perché semplicemente ne basta una.

Questa logica dovrebbe valere anche per le informazioni che rilascia un governo o un mezzo di comunicazione ufficiale. Se un ricercatore trovasse una prova inconfutabile che la versione ufficiale di un dato evento sia ambigua, quella prova dovrebbe bastare per mettere in dubbio tutta la versione ufficiale e per capire che le fonti ufficiali abbiano dovuto mentire per nascondere qualcosa.

Purtroppo in questi casi i ricercatori - sicuramente meno esperti dei detective - possono compiere l'errore di non soffermarsi su una prova definitiva ma di andare alla ricerca di altri indizi che avvalorino la loro contro-tesi rischiando di ottenere l'effetto opposto. Se infatti gli altri indizi non sono "forti" come il primo, rischiano di poter essere spiegati in qualche modo da chi sostiene la versione ufficiale.

Immaginiamo una discussione tra due persone, una che afferma che una versione ufficiale sia falsa, l'altra che sia vera:

Il "detective" elenca 100 indizi. Di questi 100 indizi, 95 sono "deboli" mentre 5 sono "forti". Il sostenitore della versione ufficiale riesce a spiegare per 95 volte su 100 che le prove del "detective" non bastano per mettere in dubbio la versione ufficiale. Solo su 5 indizi il sostenitore della versione ufficiale non riesce a trovare una spiegazione.

Immaginiamo che delle persone siano state ad ascoltare questa lunga discussione. Gli ascoltatori avranno contato gli indizi e alla fine avranno questo risultato: versione ufficiale 95, versione alternativa 5. Queste persone, molto probabilmente si faranno l'idea che chi sostiene la versione alternativa sia un mezzo sciroccato dato che ha elencato 95 "prove" che invece erano facilmente spiegabili.

Agli occhi dell'opinione pubblica la versione ufficiale esce vincitrice mentre nell'esempio che abbiamo fatto ci sono ben 4 prove in più del necessario che la versione ufficiale ci stia nascondendo qualcosa!

Tutto questo preambolo serviva per dire che nel filmato esclusivo andato in onda sul TG5 il 10 febbraio 2011 ci potrebbero essere diversi elementi ambigui. Mi riferisco alle riprese che mostrano l'interno della Costa Concordia subito dopo l'impatto contro gli scogli. Il filmato originale lo trovate sul sito ufficiale del TG5, cliccando qui.

Qualcuno lo ha già caricato su youtube, eccolo:


Il filmato inizia alle 22 e 15, circa mezz'ora dopo l'impatto. Il filmato è girato all'interno della plancia, il ponte di comando in cui si accede solo con il permesso del comandante. Vediamo parecchie persone che vanno avanti e indietro, parlano, smanettano sul pannello di controllo. Anche il giornalista nota la presenza di parecchie persone e le elenca al minuto 3 e 20.

Alle 22 e 29 viene data l'emergenza generale.

Alle 22 e 32 viene deciso di abbandonare la nave.

La domanda potrebbe essere: ma chi era quel tizio che dalle 22 e 15 alle 22 e 32, per ben 17 minuti, si aggira per il ponte di comando filmando tutto e senza rivolgere la parola a nessuno? Come minimo doveva essere, al pari degli altri ufficiali lì presenti, qualche "pezzo grosso" dell'equipaggio... Possibile che mentre affondava la nave, un pezzo grosso dell'equipaggio sia stato, per tutti quei minuti fondamentali, a fare il filmino con la telecamerina in mano senza muovere un dito per tentare di salvare il salvabile?

Ma questa non è la prova definitiva, andiamo avanti con il filmato.

Al minuto 7 e 00, il "regista" si sposta per i corridoi inclinati della nave e lo vediamo da solo mentre corre in preda all'agitazione.

La domanda potrebbe essere: ma possibile che un pezzo grosso dell'equipaggio sia uscito così, da solo, abbandonando il ponte di comando? sembra quasi che non ritrovi la strada...

Ma questa non è la prova definitiva. Le prove definitive sono 2:

La prima al minuto 7 e 24: c'è un taglio del filmato ma l'audio, incredibilmente, continua senza tagli! Com'è possibile che il video si interrompa ma l'audio no? Semplice è impossibile! L'unica spiegazione è che l'audio sia stato montato a posteriori sul video. Inoltre il tagli riprende con le immagini di un corridoio. Dalle immagini si vede benissimo che il nostro "fuggitivo" è fermo mentre si ascolta l'audio dei suoi passi!

Prova 2: al minuto 7 e 47 c'è un altro taglio. Si passa da una scala alla scena con altri passeggeri. Anche qui il filmato è tagliato ma l'audio no.

Ora servono delle spiegazioni, caro TG5, perché non so i lettori ma io mi sono rotto di essere preso in giro ed essere trattato da perfetto imbecille. Se proprio dovete manipolare filmati o crearli ad hoc, almeno fatelo con un po' di professionalità...

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http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/02/tg5-filmato-fake-ora-servono.html

 

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