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La guerra scontro di civiltà in arrivo, per preparare una nuova civiltà postindustriale e globale


By Cristina Bassi - Posted on 07 febbraio 2012

Clicca per ingrandire(…) Ha un senso che il collasso della Civiltà Occidentale stia iniziando nella sua antica culla:la Grecia. Questa grande nazione è caduta nelle mani dei banksters, che sono dietro il dispotico Nuovo Ordine Mondiale.

Nell’articolo “Art Cashin: Beware The Ides Of March–Or Maybe A Few Days Later,” il giornalista Gus Lubin dice che gli investitori globali si attendono che in Grecia avvenga un default strutturato, il 20 marzo 2012.

Alcuni credono che un default Greco e un crollo della economia globale siano un buon e benefico sviluppo per il pianeta, lo dicono soprattutto i radicali della decrescita nell’élite e i circoli new age che amano la versione che considera il pianeta sotto attacco da parte della industrializzazione moderna e dello sviluppo.

A loro non importa vedere affondare nazioni come la Grecia. Giustificano la loro guerra economica dicendo che la distruzione delle economie delle nazioni viene fatta per il bene dell’ambiente.

Ma la vera ragione per mandare in bancarotta nazioni come la Grecia e l’America, è di consolidare il potere politico e creare uno stato di polizia autoritario e globale. Le nazioni che non sono nella sfera dei “Banksters” per quanto riguarda l’influenza politica ed economica, come la Libia per esempio, vengono sovvertite e bombardate e le nazioni che sono come l’America vengono bruciate fino al punto del collasso.

Le élites occidentali della “decrescita” vogliono che una terza Guerra mondiale scoppi in Medio Oriente, con Israele e le forze Occidentali da un lato e l’Iran e le forze dell’Islam dall’altro. Credono che l’economia mondiale sia una minaccia all’ambiente globale e che creare uno “scontro divino di civiltà” sia una soluzione a questo mega problema, poiché ciò porterà ad una catastrofica Guerra mondiale e alla distruzione della economica mondiale.

Questo “scontro di civiltà” è stato messo in piedi tra l’Occidente e l’Islam in modo tale che alla fine entrambe le civiltà saranno distrutte in un’epica battaglia ed apriranno così la strada perché una nuova globale civiltà post-industriale emerga dalle ombre e dalle rovine.

Ma perché ci sia un “Mitico scontro di Civiltà”, i globalisti di Washington devono prima creare l’islamico Ummah, con fondamentalisti islamici al potere in tutto il Medio Oriente, l’Asia Centrale, il Nord Africa, dall’Egitto all’Iran, dalla Libia all’Afghanitan.

Il processo di islamizzazione non è spontaneo, ma generato dalle Intelligence (servizi segreti ndt) americane e britanniche. Il loro scopo è di mettere al comando in società musulmane, dei ritardati culturali e ladri teocratici affamati di potere, piuttosto che consentire che democrazie nazionali e secolari si sviluppino e modernizzino il mondo islamico.

Ogni leader musulmano prominente nel Medio Oriente, che sia contro le forze del fondamentalismo islamico e che abbia il potere di spostare le percezioni popolari che l’Occidente ha sull’Oriente, viene spinto fuori dal gioco dalla CIA e MI6 .

(…) Quel che occupa le menti della élite degli Illuminati in America, Inghilterra, Israele e Iran è di creare una dittatura globale che emerga dai fuochi del grande scontro tra i due mondi, non la sopravvivenza dei paesi che governano.

(…) Quando il tempo dello Scià giunse alla fine, nel 1979, i manipolatori della CIA e MI6 introdussero gli stessi fondamentalisti islamici perché governassero l’Iran per loro, mentre davanti al mondo facevano finta che fossero antagonisti e rivali ideologici. L’ascesa di Khomeini al potere come supremo Leader dell’Iran, assicurò il successo della agenda degli Illuminati/Globalisti.

I maghi dell’élite dell’Occidente, hanno una lunga visione della storia. Sapevano che l’Unione Sovietica sarebbe crollata un giorno, cosi fecero i preparativi per quell’evento, nel terreno ideologico e geopolitico. Non a caso, dopo il crollo della Unione Sovietica, il fondamentalismo islamico rappresentato dall’Iran, e il terrorismo internazionale rappresentato da vari gruppi islamici arrivò a sostituire l’Unione Sovietica in qualità di “nemico”.

Il 3 febbraio 2012, il Washington’s Blog wha scritto in un titolo: “Meno di un quinto di tutti gli americani è in favore di una azione militare contro l’Iran” Meno della metà degli Israeliani vuole attaccare l’Iran, e il 65% vuole che tutto il Medio Oriente, inclusa Israele, sia una zona denuclearizzata”.

I popoli d’America, Israele e Iran non ne possono più e sono stanchi delle guerre. Senza attacchi false flag come quello del 9/11 e canti ritualistici come “Morte all’America”, la febbre della guerra non esisterebbe.

Allo stato attuale di come vanno le cose nel mondo, i medici totalitari dello Stato di Guerra Totale, hanno prima diffuso la febbre della guerra attraverso la società e poi hanno venduto la medicina. È una pratica barbarica, malvagia e psicopatica.

(…) La guerra significa caos e il caos porta al controllo.(…) Come i guardiani totalitari del destino dell’Iran, i Mullahs, hanno impregnato l’Iran di un senso di missione storica e di “grande scopo”. Non hanno fatto questo per il bene dell’Iran, ma per il bene dei loro maestri globalisti e massonici. I Mullahs del vertice non hanno interesse nel preservare la sicurezza e la sopravvivenza dell’Iran, piuttosto nell’adempiere ai desideri degli uomini che li hanno messi in primo luogo al potere.

L’Iran, come Israele, nella sua mente nazionale è stato scelto per essere una nazione di sacrificio di Guerra e con l’odio come un piercing nel cuore, come un tattoo spiritual. Non c’è una cultura politica autentica e libera in Iran ed Israele, perché i loro governanti sono fautori di mito totalitario e criminali sociopatici, che non separano i confine tra società e stato.

“La cultura per il nuovo stato moderno totalitario, scrisse lo storico Georg G. Iggers nel suo libro del 1958, The Cult of Authority, “è una questione di controllo politico. I governi nelle civiltà d’Occidente hanno sempre sovvenzionato l’apprendimento di arti e scienze e gli stati autoritari hanno spesso proscritto idee religiose o politiche eterodosse. Ma il concetto di arti e scienze, come mezzi per lo stato, soggetto a stretta guida politica, è un prodotto del nostro secolo.”
(Iggers, The Cult of Authority. Martinus Nijhoff: The Hague, Netherlands. 1958. pg. 158).

L’Iran e Israele sono ampie fabbriche mitiche e totalitarie, che producono martiri con il lavaggio del cervello e combattenti per una Guerra cosmica e divina. Non sono paesi con un futuro, ma tombe in divenire.

(…) ma non è solo l’Iran che è stato dirottato e tradito da totalitari e malvagi fautori di un mito totalitario. Anche l’America e Israele lo sono state. I popoli e i soldati d’America, d’Israele, Iran ed altre nazioni che sono considerati per partecipare in questa Guerra mondiale inscenata, sono vittime del controllo mentale di massa ed agnelli sacrificali.

George Washington la disse giusta: “Se la libertà di parole viene portata via, possiamo essere guidati in silenzio e muti, come pecore verso il macello”

Autore: Saman Mohammadi, scrittore ed editore de The Excavator Blog / Fonte originale: prisonplanet.com / Traduzione e sintesi a cura di: Cristina Bassi / Fonte: cafedehumanite.blogspot.com

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