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Come nuota il plancton


By Edoardo Capuano - Posted on 09 ottobre 2009

Da quasi un secolo, gli scienziati oceanici sospettavano che gli ammassi e gli aggregati di zooplancton trasportati dalle correnti dell'oceano - dai quali può dipendere la sopravvivenza di molti predatori, dagli invertebrati alle balene, e il successo dei pescatori - si formassero perché il plancton nuotava contro corrente. Finora, tuttavia, non erano riusciti a comprendere la risposta natatoria dello zooplancton alle correnti oceaniche, soprattutto per la mancanza della tecnologia necessaria a studiare in mare il moto di questi minuscoli animali.

Ora un gruppo internazionale di scienziati provenienti da Israele, Stati Uniti e Germania, guidato da Amatzia Genin dell'Hebrew University di Gerusalemme, ha osservato per la prima volte le notevoli dinamiche responsabili della formazione degli aggregati di zooplancton. I risultati mostrano che lo zooplancton si lascia trascinare passivamente dalla corrente, proprio come implica il suo nome (che in greco significa "vagabondo, errante"), ma soltanto in direzione orizzontale, non in verticale.

Il recente sviluppo, da parte di Jules Jaffe dello Scripps Institution of Oceanography dell’Università di California di San Diego, di un sistema di imaging acustico in 3-D ha dato la possibilità ai ricercatori di seguire i movimenti di diverse centinaia di migliaia di singoli zooplancton presso due siti costieri nel Mar Rosso. Le scoperte mostrano che questi piccoli animali riescono a mantenere la propria profondità "mulinando" contro le correnti verticali a velocità che raggiungono anche decine di volte la loro lunghezza corporea al secondo.

Autore: Enrico Loi / Fonti: Hebrew University / Scripps Institution of Oceanography

 

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