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Scoperte in Madagascar oltre 130 nuove specie di anfibi


By Edoardo Capuano - Posted on 08 settembre 2009

Il Madagascar 'paradiso' per le rane. Un team di zoologi tedeschi, italiani e spagnoli ha infatti scoperto che almeno altre 130-200 specie di anfibi attendono di essere scoperte e descritte, nonché adeguatamente protette. A riferirlo è il Wwf sottolineando che “la fauna anfibia del Madagascar è già molto elevata e attualmente conta circa 250 specie, tutte endemiche e introvabili altrove”. “Quest'isola, grande due volte l'Italia, -prosegue l'associazione ambientalista- è fra le aree di maggior interesse naturalistico al mondo e vanta una fauna e una flora davvero uniche”.

Lo studio sulla fauna malgascia è stato oggetto di attenzione da parte del team fino dall'inizio degli anni '90. “Negli ultimi 15 anni -afferma Frank Glaw, erpetologo della Collezione Statale di Monaco di Baviera- abbiamo scoperto oltre 100 nuove specie di rane in Madagascar, cosa che ci ha indotto a credere che l'inventario tassonomico fosse pressoché completo. Cosa che invece è stata contraddetta, in quanto le nostre ricerche mostrano che ci sono molte più specie di quanto sospettassimo”.

I recenti risultati sugli anfibi sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Usa (Pnas) e sono da considerarsi cruciali anche per gli aspetti di biologia di conservazione. Infatti, molte di queste nuove specie sono note solo per piccole e ristrette foreste del Madagascar ancora non protette da una concreta azione di conservazione.

“Negli ultimi anni ci siamo dedicati anima e corpo alla realizzazione di piani d'azione per la conservazione degli anfibi del Madagascar. È cruciale che la comunità internazionale continui con i suoi sforzi per aiutare il paese a proteggere i suoi tesori unici e introvabili altrove” sottolinea Franco Andreone, zoologo e biologo della conservazione al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e Coordinatore dell'Amphibian Specialist Group per il Madagascar e membro del Comitato Scientifico del Wwf Italia.

Il team di ricercatori ha inoltre condotto uno screening genetico di oltre 3000 esemplari di rane e di girini provenienti da tutto il Madagascar. “I risultati delle analisi genetiche -riferisce Katharina Wollenberg che conduce le ricerche biomolecolari all'Università Tecnica di Braunschweig- hanno subito evidenziato che questi animali differivano significativamente dalle specie più affini già note. Ciò ha permesso di identificare quelle che noi definiamo 'specie candidate' e che attendono di essere descritte formalmente”.

Come risultato degli screening, i ricercatori hanno identificato un incredibile numero di specie di rane di cui almeno 130 finora ignote per la scienza. Alcune di queste sono state identificate non solo geneticamente ma anche osservando molti altri caratteri fra cui morfologia, colorazione e repertorio sonoro. “Oltre a queste specie -afferma il Wwf- ve ne sono almeno altre 90 anch'esse probabilmente nuove per la scienza poiché presentano codici genetici divergenti ma per le quali non sono ancora disponibili altri caratteri diagnostici”.

“Numeri tanto elevati di specie nuove -continua il Wwf- erano sempre associati alla scoperta degli insetti e altri invertebrati, ma non si pensavano caratteristici di vertebrati come le rane, anche con una media di 100-150 specie descritte annualmente da tutto il mondo, principalmente da regioni tropicali. E, solo a titolo di comparazione, l'Italia, che è già una regione estremamente ricca di anfibi in Europa, ospita 'solo' una quarantina di specie di anfibi”.

“Generalmente -afferma Miguel Vences, capo del laboratorio di Biologia Evolutiva di Braunschweig- pensiamo di conoscere pressoché tutto sulle specie di animali e di piante del nostro pianeta. Ma il secolo delle scoperte è appena iniziato e gran parte delle forme di vita sulla Terra ancora attende di essere scoperta e descritta”.

“Sebbene il Madagascar -sottolinea Massimiliano Rocco, responsabile Specie e Traffic del WWF Italia- abbia subito una pesante deforestazione accelerata negli ultimi tre decenni, che ha provocato l'erosione dei suoli, desertificazione e cambiamenti nella struttura vegetazionale di oltre il 70 per cento della superficie originariamente ricoperta da rigogliose foreste, l'isola conserva ancora tante sorprese che invitano a sperare. Circa 30 aree protette, per un'area di 9.955 Km quadrati, sono appena sufficienti a tutelare 3,2 per cento dell'intera copertura forestale dell'isola, poco per garantire la conservazione di specie e ambienti tanto rari”.

“La Lista Rossa delle specie del Madagascar si allunga ogni anno e per il Wwf almeno 60 specie sono quasi sull'orlo dell'estinzione come l'Indri, l'Aye aye, il Fossa, le testuggini Radiata e la Inyphora e diverse specie di piccole rane del genere Mantella. È ormai improrogabile -conclude Rocco- la massima attenzione per la tutela della vera 'ricchezza' di questo paese, ovvero, la biodiversità. Occorre sviluppare programmi di cooperazione ambientale che consentano di tutelare e gestire l'ambiente e difendere le popolazioni dell'isola dalla 'rapina' delle ricchezze naturali che invece possono garantire loro un vero sviluppo sostenibile”.

Circa due milioni di specie animali sono oggi note ed etichettate con nomi scientifici, ma zoologi e ricercatori ritengono che il numero reale di specie viventi sul nostro pianeta sia assai superiore e, dunque, ancora totalmente ignoto per la scienza. E c'è il rischio, secondo gli ambientalisti, che specie ancora non descritte siano già in pericolo di estinzione.

Fonte: www.adnkronos.com

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