Ti trovi qui113 basi Usa e 90 bombe atomi costano al contribuente italiano Mezzo miliardo di dollari all’anno

113 basi Usa e 90 bombe atomi costano al contribuente italiano Mezzo miliardo di dollari all’anno


By Edoardo Capuano - Posted on 11 agosto 2010

Missile atomicoIl presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, durante il suo intervento alla conferenza per la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare in corso al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York, ha chiesto lo smantellamento delle armi nucleari americane in Europa e in particolare in Italia. Dal momento che “l’utilizzo di armi nucleari da parte degli Usa ha scatenato una corsa al nucleare”, gli Stati Uniti “usano la minaccia nucleare contro altri Paesi, compreso l’Iran”.

Una richiesta che “mette il dito nella piaga” costituita dalla paradossale situazione esistente ancora oggi, a oltre 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, in stati come Italia, Germania e Giappone, deprivati della propria sovranità e ridotti al ruolo di colonie degli Stati Uniti. Colonie deputate a ospitare basi militari di varia natura ed armamenti di ogni tipo fra cui una considerevole quantità di testate nucleari.

Basti pensare che gli Usa mantengono nel mondo circa 850 basi, 500 delle quali in Europa e 113 in Italia, escludendo quelle segrete di cui non è nota l’ubicazione. Proprio in Europa sono allocate 480 bombe nucleari, di cui 90 sul suolo italiano. L’Italia versa ogni anno nelle casse statunitensi una cifra nell’ordine del mezzo miliardo di dollari, per coprire il 41% dei costi delle basi Usa e delle truppe americane presenti nel nostro paese.

Posti di fronte alla richiesta di Ahmadinejad e incapaci di produrre una qualsiasi riflessione di un qualche spessore, i componenti della delegazione italiana e delle altre delegazioni europee hanno scelto la via della fuga (che sempre si confà ai pavidi e agli impostori) abbandonando l’aula in segno di protesta.

Protesta per cosa? Solamente per qualcuno che ha avuto il coraggio di dire la verità, quella verità che da 65 anni una classe politica servile al proprio padrone a stelle e strisce continua a sottacere a tutti gli italiani.

Autore: Marco Cedolin (scrittore, collabora a vari siti web, appartiene al Movimento No Tav, vive in Val di Susa) / Fonte: Comunicazioni Arcoiris TV

Un appunto va però fatto! Il numero relativo alle basi USA sul suolo italiano (113) è una buffala che circola su internet da vari anni. Quel conteggio è il frutto di tutta una serie di inesatezze. Vengono infatti considerate basi esclusivamente italiane e installazioni chiuse da tempo. A conferma di questo elenco viene spesso citato il Base Structure Report del dipartimento della difesa degli Stati Uniti, che sembrerebbe in effetti confermare un numero di basi simile. In realtà in questo report le installazioni vengono classificate secondo criteri amministrativi interni. Ne consegue che, per esempio, la base di Aviano, che fisicamente è UNA, viene conteggiata almeno 8 volte, perchè amministrattivamente al suo interno ci sono realtà diverse che il pentagono classifica come installazioni indipendenti. Giulio

 

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