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D’alia lo Zdanov italiano che vuole imbavagliare Internet


By Edoardo Capuano - Posted on 25 luglio 2010

Zdanov, Andrej AleksandrovicZdanov, Andrej Aleksandrovic (Mariupol 1896 – Mosca 1948), uomo politico sovietico, partecipò alla rivoluzione del 1917, quindi assunse l'incarico di segretario del Partito comunista a Leningrado. Fu protagonista della feroce repressione scatenata da Stalin contro gli oppositori politici e sostenitore acceso delle epurazioni di massa nel partito. Teorizzò e praticò una linea di politica culturale di tipo dogmatico, che da lui prese nome (zdanovismo), che negava le libertà di ricerca e di pensiero e asserviva la cultura alle esigenze propagandistiche del regime comunista.
(Tratto da Encarta)

D'alia, GiampieroD’alia, Giampiero (Messina 1966 – ???? 20xx), uomo politico italiano, Presidente del gruppo UDC-SVP-Aut, Membro della Giunta per il Regolamento, Membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, Membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

Sostenitore acceso delle epurazioni di massa in internet. Teorizza e pratica una linea di politica culturale di tipo dogmatico, che da lui prende nome (zdaliavismo), che nega le libertà di ricerca e di pensiero e asserve la cultura alle esigenze propagandistiche del regime berlusconiano.

"Stessa faccia stessa razza" dicono i greci ai turisti italiani in vacanza. A guardare le foto qui sopra comincio a credere nella psicosomatica e persino nelle teorie lombrosiane.

Egli è promotore di un emendamento al DDL 773, che si propone di oscurare e censurare i siti e le reti di social network che non si adeguano alle richieste di cancellazione di utenti o messaggi supposti illegali sulla base della semplice ipotesi di reato, a prescindere da qualsiasi giudizio e/o processo che lo dimostri. E lascia questo potere a discrezione del Ministero degli Interni, e non della magistratura. Proseguendo la linea Berlusconiana di attacco al principio della suddivisione dei poteri a vantaggio del governo.

Ascoltate questa intervista del sen. avvocato (c'è da non crederci) D'alia :

Questi non si vergognano più di niente.

Denunciano i cinesi per le mancate garanzie dei diritti umani e di libertà di espressione, ma una proposta così illiberale e giuridicamente mostruosa è difficile pensarla.

Restringono le possibilita di indagine riducendo le possibilità di intercettazione, perchè, dicono, devono garantire la privacy (loro).

Mantengono nel loro seggio parlamentari condannati con sentenze passate in giudicato, semplicemente non facendo il loro lavoro nella apposita commissione (di cui per altro il senatore fa parte) che altrimenti dovrebbe semplicemente formalizzarne la decadenza; si ergono al di sopra della legge inventandosi tutte le salvaguardie e le norme "garantiste" possibili.

Però, diventano giustizialisti e massimalisti quando intravedono la possibilità di mettere il bavaglio a quel poco di libertà che è rimasta.
Sono peggio degli stalinisti, e dei fascisti. Che di quelli qualcuno, giustificato dalla fede, se ne potrebbe salvare. Questi sono ipocriti, privi di alcuna coerenza ideologica e totalitaristi, ma per istinto, per interesse. E i peggio sono i lacchè, i peones. Come accade sempre i lacchè sono più realisti del re, perchè devono ingraziarselo. Era così per Zdanov. D'alia sembra seguire le sue orme.

Complimenti a lui per aver legato il suo nome ad imperitura memoria a questa immagine. Qui in italia e in giro per il mondo.

In Cina gli daranno una onorificenza o gli faranno un monumento.

Dia retta, senatore, ci si trasferisca. Vedrà, si troverà benissimo. Lì vogliono e fanno esattamente la stessa cosa che vuole lei.

Nota della redazione di ECplanet: non è un caso che recentemente Global prosperity index abbia dichiarato l'Italia un paese non più libero.

Fonte: pinostrano.it/blog/

 

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