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I segreti dell'Antico Egitto


By Francesco Conti - Posted on 13 maggio 2010

cleopatraAddentriamoci un po' sull'antica civiltà degli egizi, penso, che, basandomi su quello che ho scritto in loro proposito, avessero la padronanza della matematica e della geometria a tal punto da prevedere come dopo vi svelerò, non solo il numero e di Nepero, la struttura goniometrica, pure le quattro operazioni, cioè somma divisione sottrazione e moltiplicazione come ci hanno insegnato alle elementari, i numeri primi ed ovviamente i numeri.

Gli antichi, che conoscevano le coniche, cioè le funzioni ottenute per intersezione tra un cono ed un piano, avevano questa conoscenza, celebre è il calcolo dell'area della parabola di Archimede, avevano ottenuto l'influenza della civiltà degli egizi, perché ho scoperto che se dividiamo un angolo giro di trecentosessanta gradi per sette ottengo circa l'ampiezza dell'angolo della parete della piramide di Giza, cioè 51,4285142, contro un valore stimato dell'angolo della piramide di 51,58.

La mia maniera di dedurre che conoscessero le coniche parte dal fatto che una piramide se vogliamo sia una costruzione che viaggia parallelamente al cono, con il quale abbiamo a che fare, e che poteva, la piramide essere trattata come ho pensato nell'articolo passato sulle piramidali come le coniche. Ora vi farò vedere come gli egizi conoscessero il numero e di Nepero cioè 2.71828..., prendiamo all'uopo la parabola y = (x^2)/7 e il fascio di rette passanti per il punto P = (13;13) y = mx – 13 faccio sistema (x^2)/7 = mx – q, impongo la tangenza per trovare il coefficiente angolare e annullo il delta ottengo m^2 = 364/49 = 7.42857142 da cui m = 2.725540 vicino all'enunciato numero di Nepero.

Il passaggio dal pensare che avessero un sistema come prima delle calcolatrici, cioè il regolo calcolatore, è breve, ma poi altra deduzione da rilevare è che avessero l'esigenza di comprimere nei grafici le funzioni, e per cui secondo me conoscevano il logaritmo, penso peccato a tutta questa conoscenza persa nei secoli e ripresa dai nostri “scopritori”, altra scoperta con la parabola, porta alla considerazione che probabilmente conoscessero il p, perché se prendiamo sempre la parabola y = (x^2)/7 e la retta y = mx – 11 otteniamo dopo le dovute operazioni che m^2 = 308/49 = 6.2857142 = 2p circa, mentre se vogliamo scomodare i numeri, se divido 22 per 7 ottengo 3.1428571428571, perché dico che gli egiziani conoscevano le quattro operazioni? Perché se pensiamo che per il commercio si basava su queste scambi e sequenze logiche, e partendo dalla considerazione che le più semplici tra le quattro fossero addizione e sottrazione, ma non le prime credo perché dividendo (prima operazione?) 1 per 7 ottengo 0.14285714285, il quale se diviso per 0.14 si ottiene 1.020408163265... per cui moltiplicando elegantemente per due questo numero ottengo dal numero che rappresenta il bit di informazione il valore 2.0408163265, dove il quattro è il doppio dell'identicamente posizionato due o se vogliamo è la somma di due più due, per cui stimo che abbiano introdotto contemporaneamente le quattro operazioni.

Ultima ma non meno importante è che se dividiamo per 49 il 360 ottengo con più precisione il numero di Nepero e = 360/49 = 2.710523 approssimato con una buona precisione. E va bene, alla prossima volta, vi saluto. Dimenticavo che se ci adoperiamo a snocciolare qualche caratteristica sul numero 0.14285714285, notiamo che 14 è la metà di 28, 57 incrementato del primo numero del numero doppio 112, che è 56 doppio di 28, e così via.Per informazioni:

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