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Bavaglio a Internet: la NUOVA ZELANDA lo INAUGURA..


By Cristina Bassi - Posted on 13 marzo 2010

Bavaglio a InternetI siti Infowars e Prisonplanet sono stati misteriosamente bloccati nello stesso momento in cui i filtri governativi sono stati attivati

Il governo della Nuova Zelanda ha implementato in tutta calma un filtro internet e sta spronando nel paese la ISP perché adotti la misura in una mossa che darebbe alle autorità il potere di limitare qualsiasi sito che ritengano opportuno.

Viene riportato che Il Dipartimento degli Affari Interni della Nuova Zelanda (DIA) ha attivato il filtro internet l'1 febbraio senza fare alcun annuncio,spingendo cosi i critici ad pensare che la misura sia stata attivata in segretezza.

“È un giorno triste per l'internet della Nuova Zelanda” cosi ha detto un rappresentante della lobby Tech Liberty per la libertà online, al sito tecnologico leader in Nuova Zelanda: Computerworld.

“Sancisce il principio che il governo può scegliere d'arbitrio di stabilire un nuovo schema di censura e scegliere quali materiali bloccare senza riferimento alla legge esistente,” ha detto il gruppo.

Il filtro è già stato usato dall'importante provider internet Maxnet and Watchdog, con il governo che si è rifiutato di commentare su quali altri providers siano attivati per assumere la tecnologia simile a quella usata dal partito comunista cinese ed il regime iraniano.

Tech Liberty dice che ha ricevuto informazioni dall'interno che altre aziende incluso Telstra Clear, Telecom and Vodafone hanno in progetto di implementare il filtro. Altre aziende incluso Orcon, Slingshot e Natcom hanno riferito che non installeranno il filtro, tuttavia Orcon, CEO Scott Bartlett, ha detto che non è precisamente cosi, ossia che Orconnon vi prenderà parte.

(...) Intorno allo stesso tempo in cui si sono attivati i filtri governativi, Infowars ha cominciato a ricevere notifiche da lettori della Nuova Zelanda sul fatto che il loro accesso ai siti di Alex Jones, Infowars.com e Prisonplanet.com, venivano improvvisamente bloccati.

(..) La segretezza che circonda le restrizioni rispecchia la politica governativa nella vicina Australia dove è stato implementato un filtro internet simile, tuttavia obbligatorio e ad ampio spettro.

All'inizio di questo anno, il sito Wikileaks pubblicò una lista segreta di siti severamente criticati perché venissero bloccati dal filtro-genitori sponsorizzato dallo stato australiano.

L'elenco ha rivelato che sulla lista nera c'erano siti di poker online, links YouTube, siti gay e porno, entrate in Wikipedia, siti di eutanasia, siti di religioni marginali come siti satanici, feticisti, cristiani, ma anche di un tour operator e persino di un dentista di Queensland”

Il ministro per le comunicazioni australiano, Stephen Conroy ha detto che il governo sarà l'arbitro finale in merito a quale tipo di siti saranno messi in lista nera con la definizione di “classificazione rifiutata”

Simili filtri stanno per essere sviluppati sia in UK che in USA – abbiamo scoperto dei movimenti per regolare internet in entrambi i paesi.

La giustificazione ufficiale è che i filtri sono per bloccare la pornografia infantile, tuttavia, il gruppo di osservazione come Electronic Frontiers Australia ha evidenziato che la legge autorizzerà anche che il governo blocchi qualsiasi sito desideri, mentre i pornografi potranno scansare i filtri in modo relativamente facile.

L'inquietante spettacolo di oscuramento di siti liberi in cosiddetti paesi democratici è un presagio scioccante di ciò che l'establishment vuole imporre su larga scala. Solo urlando in difesa dell'ultimo vero avamposto della libertà di parola – internet - e minacciando boicottaggi e campagne aggressive di relazioni pubbliche possiamo contrapporre la mossa insidiosa che vuole imporre il silenzio al solo forum rimasto aperto per dissenso legale.

Autore: Steve Watson / Traduzione: Cristina Bassi / Fonte originale: prisonplanet.com / Fonte: cafedehumanite.blogspot.com

 

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