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La scure della censura sulla programmazione Rai
La televisione, quella pubblica, viene spenta quasi per decreto. La scure della censura sulla programmazione Rai decapita indistintamente tutta l’informazione televisiva: da quella più fedele al governo, di Porta a Porta, andando giù fino alle voci critiche di Annozero, passando per Ballarò e per L’Ultima parola del berlusconiano di ferro, Gianluigi Paragone.
In tempi di Minculpop, anche i giornalisti “amici” diventano dei potenziali “nemici”. Non fosse altro perché lasciano aperti i microfoni al dibattito, ancorché fittizio e parziale. E tra la discussione opportunamente “filtrata” e il silenzio, si sa, il regime opta sempre per quest’ultima soluzione.
Contro la “normalizzazione” della tv di Stato, oggi giustificata dal regolamento sulla Par Condicio, domani da chissà cos’altro, il mondo dell’informazione scende in piazza.
Lo fa con un presidio organizzato martedì sera - alle 20 - dalla Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e dall’Usigrai, di fronte agli studi Rai di via Teulada a Roma, per protestare contro la delibera del Cda di viale Mazzini che ferma per un mese tutti i talk show della televisione pubblica.
Un appuntamento cui prenderanno parte, tra gli altri, Michele Santoro e Giovanni Floris e che ha visto, nel giro di poco più di ventiquattro ore, comparire le adesioni di sindacati, associazioni, partiti, movimenti, e della stampa libera che non si rassegna al bavaglio. Un’iniziativa a cui noi di Dazebao partecipiamo con convinzione, in difesa del diritto ad informare e di quello ad essere informati. Tanto più durante una campagna elettorale.
Scendono in piazza i rappresentanti del Pd, dell’Idv, della Federazione della Sinistra, della Cgil, di Federconsumatori, dell’associazione Articolo 21 e quel ‘popolo viola’ reduce dal gran successo della manifestazione di sabato scorso.
Intanto stasera su RaiTre, in prima serata, la puntata di Ballarò sarà rimpiazzata da un documentario della Grande storia sulla “Dittatura”. Immagini e video dell’ascesa al potere di Benito Mussolini, così presentati nella pagina web del programma: “ ‘Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli’ dichiara Mussolini nel discorso di insediamento alla Camera, il 16 novembre del 1922, fra lo stupore dei deputati antifascisti, allibiti da parole che suonano un esplicito annuncio di regime. Poche settimane dopo l’amnistia: una pietra tombale sulle violenze compiute dagli squadristi prima della presa del potere. Ma aggressioni, delitti e incendi contro cooperative, sindacati, giornali e militanti liberali e di sinistra non terminano qui. La Grande Storia presenta Dittatura, un lungo racconto che abbraccia la storia italiana dalla nascita del fascismo il 23 marzo 1919 alla caduta del regime il 25 luglio 1943. Ben più di due decenni di tragedie”.
Autore: Tommaso Vaccaro / Fonte: dazebao.org
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Ma cari signori non ditemi che vi meravigliate di questo. Mica mi verrete a dire che non poteva andare finire così... Non facciamo più gli ingenui e cerchiamo di svegliarci e capire chi veramente comanda in Italia. Aldo