Negli anni 90, l’ORO non era più il benvenuto nei portafogli titoli, e non giocava più un ruolo, in quello che chiamiamo "asset allocation" delle banche di investimento delle società di gestione di patrimoni (con l’eccezione di qualche piccola società in Svizzera).

I tempi sono cambiati. Timidamente qualche gestore ha messo fino all’1pc di ORO nel suo portafoglio clienti. Qualche fondo Hedge hanno addirittura iniziato a integrare l’ORO nel loro gioco speculativo. A questo ritmo, nei prossimi anni a venire, l’ORO potrebbe riconquistare il posto che si merita, come il 5-10pc di un portafoglio titoli, e che rappresenterebbe un complemento ideale per il piazzamento di obbligazioni e azioni. Ecco quindi le 10 ragioni per investire in ORO, di cui una sola sarebbe sufficiente per fare salire le quotazioni:
1 I rischi di inflazione ritornano ad apparire, e nel corso della storia, l’oro ha sempre fatto da mezzo di protezione ideale contro l’inflazione. Le ragioni della nuova fiammata dell’inflazione dei prossimi 10-15anni futuri, sono spiegati in dettaglio nel libro "Alan e le sue discipline – Dossier Greenspan" Roularta Books, Cash Trends 2005. La principale causa di questa futura inflazione risiede nella politica monetaria applicata in questi anni dalla Banca Centrale Americana, sotto l’egida di Alan Greenspan. Un deficit record della bilancia commerciale americana, sopra il 6pc del prodotto interno lordo e di un tasso di risparmio negativo per la prima volta da anni dalla grande depressione del 1932/33. sul mercato delle Obbligazioni, i tassi sono attualmente negativi, cioè abbiamo dei rendimenti offerti inferiori all’inflazione misurata a partire dai prezzi al consumo, che, secondo numerosi studi, non riflettono la reale inflazione. Quindi, nel passato avevamo una grande correlazione positiva entro i rendimenti negativi delle obbligazioni e il rialzo dell’ORO.
2 l’offerta fisica mondiale di ORO è in stagnazione, e pure in leggero ribasso. Le miniero di oro producono annualmente all’incirca 2500 tonnellate di oro, cioè all’incirca 400-500 tonnellate al mese in meno di quanto viene "consumato". La legge di mercato dice che quando il prezzo di un prodotto aumenta, la produzione segue. Ora, il prezzo dell’ORO è in aumento da oltre 4 anni del 120pc in dollari, e del 90pc in euro, ma la produzione, come dalle statistiche ufficiali, non aumenta affatto. Per dare un esempio illustre: dalla fine degli anni 90, la produzione di un grande produttore mondiale, in Africa del Sud, ha ridotto del 4pc annuo (nel 1970 la produzione era di 1.000 tnl, per calare a 342 nel 2004). Un altro grande produttore, la Russia, la sua produzione segue al ribasso, e come comunica, non sarà più in grado nei prossimi anni ad esportarlo, in quanto vorrebbe raddoppiare le sue riserve in ORO. Essa da sola assorbe quasi la totalità della produzione (166 tonnellate). Bisogna rendersi conto che la maggior parte delle miniere non sono redditizie, e che i nuovi cantieri non saranno agibili che fra 5 – 10 anni. Oltretutto, i costi della produzione salgono in ragione al rincaro dei costi energia, e in quanto bisogna scavare sempre più profondamente per estrarlo.
3 la domanda mondiale fisica di ORO è in aumento. La crescita economica mondiale rapida e il rialzo dello standard di vita nei paesi più popolosi del mondo, come la Cina e l’India, vanno a pari passo la crescita enorme e la domanda di gioielli in oro. Oltretutto la liberalizzazione del mercato dell’ORO viene giusto liberalizzata quest’anno in Cina, e da quanto questi sviluppi ci danno a sapere, il governo di Pekino incoraggia pure i Cinesi a comperare dell’ORO, visto che lo possono attuare utilizzando i dollari americani oltre che agli yuan cinesi.
4 la domanda di investimento cresce. Lo scorso anno, la crescita era del 114pc per rapporto al 2004 (610 tonnellate). Oggi, tutta una serie di strumenti sono a disposizione degli investitori, permettendo loro di essere presenti, a basso costo, sul mercato dell’ORO e di possederlo come un investimento liquido: ETF, certificati, fondi di investimento, oro a prestito, azioni minerarie. L’acquisto di lingotti e di monete d’oro resta chiaramente ancora il mezzo più conservatore e sicuro.
5 le vendite da parte delle banche centrali europee stanno diminuendo. La vendita da parte della Banca d’Inghilterra, ad esempio, ha già raggiunto più della metà delle sue riserve di oro (395tonnellate), e questo ad un prezzo medio di 275 dol/oncia, contro il valore attuale di 580. Il contribuente britannico ha quindi regalato, tramite la sua Banca Centrale, ai speculatori e investitori in ORO, più di 2 miliardi di lire sterline. Quindi potrebbe accadere che d’ora innanzi, i cittadini europei possano rivoltarsi contro queste dilapidazioni dei loro beni, e anche mettere un freno alle vendite di ORO da parte delle Banche Centrali Europee, come d’altro canto anche la Banca Nazionale Svizzera ne fa parte. È interessante notare come la FED (Banca centrale americana) non abbia venduto un solo grammo di ORO. A tutt’oggi le banche centrali giustificano la vendita di oro come assenza di rendimento dell’investimento, comparato al 3 o 4pc annuo offerto dalle obbligazioni. Il cittadino medio chiede il perché queste Banche Centrali Europee non abbiano venduto il loro ORO agli inizi degli anni 80, quando le quotazioni erano attorno agli 800 doll/oncia, e che il rendimento in titoli di stato USA offrivano rendimenti superiori al 15pc.
6 attualmente l’ORO continua ad essere a buon mercato. nel 1980 i prezzi dell’ORO flirtavano brevemente a 850 doll/oncia. Se viene tenuta in considerazione l’inflazione dei prezzi al consumo, i prezzi corrisponderebbero ad oggi una quotazione di 2.200 doll/oncia, espresso al valore del potere di acquisto attuale. Se, per contro, ci basiamo sull’aumento della base monetaria nella zona dollaro, l’unica misura veritiera di inflazione, arriviamo a oltre 3.750 dollari / oncia.
6 Argomenti tecnici: grandi posizioni in scoperto e di sotto investito. Dagli studi effettuati dagli esperti delle Banche Centrali, ci sarebbe esposizioni per "prestiti" (leasing) di almeno il 5pc delle loro riserve in ORO, effettuate al settore bancario privato. Se, a qualche Banca Centrale venisse l’idea, per qualsiasi ragione, di reclamare questo ORO fisicamente, la situazione sarebbe catastrofica per alcune Banche Private.
7 La proliferazione drammatica dei prodotti finanziari dei derivati. La più celebre e la più ricca degli investitori occidentali, Warren Buffet, ha qualificato i prodotti finanziari derivati "un’arma di distruzione finanziaria di massa". Il presidente della Federal Riserve a New York, Timothy F.Geithner, ha lanciato degli avvertimenti verso gli attori di questi mercati dei prodotti derivati: "non hanno eliminato il rischio, nemmeno la tendenza dei mercati a dei periodici occasionali "mania e panico". Nessuna società non puo’ essere sicura di possedere che cosa." In ogni modo, un risparmiatore svizzero, che possiede qualche pezzo in ORO da qualche parte, in cassaforte presso la Banca, sa esattamente quello che possiede e dove.
8 Gli acquisti di molte Banche Centrali. la Banca Centrale Russa e qualche altra in Medio Oriente, hanno già rivisto pubblicamente al rialzo, il loro stock di ORO, o annunciato le loro intenzioni di raddoppiare le loro riserve negli anni a venire. Conviene pure menzionare il tentativo delle nazioni islamiche che miravano ad una valuta legata al valore dell’ORO, indipendente dal dollaro ( il dinaro d’oro ). Oltretutto, la Banca Nazionale Cinese ne possiede 600 tonnellate, ma ha pure accumulato oltre 900 miliardi di dollari in prestiti degli Stati Uniti.
9 L’aumento della sfiducia dei cittadini riguardo alla carta moneta (Fiat money). I cittadini occidentali diventano sempre più coscienti che tutti gli Stati hanno accumulato dei debiti colossali, espressi in obbligazioni, e che la contropartita ha preso la forma di carta stampata, il cui costo di produzione è minimo.
E questo è il punto, come un comandamento: tutti quelli che desiderano proteggere il proprio patrimonio contro l’inflazione, rischi geopolitica, crollo mercati, dovrebbero consacrare una parte dei loro attivi in ORO. Personalmente raccomando almeno un 10pc del totale, poiché in caso di turbolenze gravi e terribili sui mercati finanziari internazionali, avrebbero pur sempre un qualcosa di sicuro con cui ricominciare da capo.

ARGENTO doll/oncia
queste sono opinioni personali di :
Bruno Chastonay
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