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Schiave del sesso (parte 1)
Schiave del sesso (parte 1)


di: Alessio Mannucci

BABY PROSTITUTE

Il fenomeno delle “baby-prostitute” è in costante aumento e, secondo uno studio realizzato dall'Osservatorio sulla Prostituzione Minorile della Asl di Rimini, il mercato del sesso conterebbe più di duemila minori. Un quadro a dir poco inquietante: c'è chi comincia già a sette anni e se lo sfruttamento sessuale dei giovanissimi italiani avviene per lo più in casa, i loro coetanei stranieri sono costretti, spesso dagli stessi genitori, a prostituirsi in strada o in locali particolari.

Se per gli extracomunitari, nella maggior parte clandestini, la prostituzione è un modo, spesso solo un'illusione, per sfuggire alla povertà, lo studio rivela che molti giovanissimi si dicono pronti a vendere il proprio corpo in cambio di piccoli lussi: dal telefonino a vestiti e scarpe firmati. A Roma, il prefetto Achille Serra ha annunciato la decisione - dottata dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza - di installare telecamere mobili sulle strade perché, ha dichiarato il Prefetto, «la prostituzione ha ormai raggiunto livelli di guardia, offrendo di Roma un´immagine indecente. Dall'ultimo intervento della polizia, ha riferito il prefetto, è emerso che su 240 donne fermate 150 sono minorenni. Vi sono anche clienti che vanno con bambine che talvolta si vedono sulla strada con delle bambole in mano.

Uno studio realizzato grazie all'assistenza dell'associazione Terres des Hommes, inserito nella sua Campagna Internazionale contro il Traffico dei Minori, ha evidenziato come primo fondamentale dato la stragrande maggioranza di ragazzi rumeni, tra i 14 e i 18 anni, che ogni giorno, passeggiando lungo i viali e i sobborghi di Roma, sono costretti ad aspettare che qualche cliente li carichi sulle loro macchine sperando che sia almeno offerto loro un pasto caldo e un luogo dove passare la notte.

Gli assistenti sociali hanno registrato che nei soli primi mesi del 2005 il numero di ragazzi/e provenienti illegalmente dalla Romania è pari a quello registrato nell'intero 2004. La situazione in Romania è, del resto, molto difficile. Diverse sono le organizzazioni locali attive nella lotta contro il traffico degli esseri umani.

A Cartagena de Indias, in Colombia, una cittadina coloniale sull'oceano Atlantico, protetta da un'alta muraglia possente, con viuzze colorate zeppe di negozi e ristoranti alla moda, piccoli alberghi caratteristici in centro e molti residence fuori le mura, su strisce di sabbia bianca e fine, ogni anno si riversano i turisti sessuali. Duemila bambini sono coinvolti in un giro di prostituzione che porta con se chili di polvere bianca (la Colombia è il primo produttore al mondo di foglie di coca) con conseguente crescita incontrollabile di sieropositivi. Ragazzini e ragazzine fra i 6 e i 18 anni sono le attrattive per un turismo sporco e perverso che richiama frotte di uomini soli. Cartagena è il loro paradiso.

Una rete criminale gestisce questo proficuo mercato, tanto che le prestazioni ‘extra’ vengono persino allegate a pacchetti turistici ‘all inclusive’. Il turista fai da te, invece, è abbordato e aiutato da un reticolo di camerieri, addetti alle pulizie dei grandi alberghi e tassisti disponibili e ben remunerati. I più scaltri hanno brochure e album di foto da mostrare al cliente e, se si desidera condire la seratina con cocaina di prima qualità, basta un cenno e arriva direttamente in camera con la bambina.

“L'identikit del turista sessuale in cerca di minori è ormai noto: uomo, fra i 36 e i 60 anni, che viaggia solo o in compagnia di amici dello stesso sesso”, spiega Orlando Arcieri Diaz, giovane psicologo del Progetto di Attenzione verso i bambini sfruttati sessualmente a Cartagena, programma gestito dal Comitato italiano per lo sviluppo dei popoli (Cisp) e finanziato anche dal governo italiano, “è statunitense o europeo. Molto spesso italiano. È una realtà ben strutturata che coinvolge importanti settori della società: un mostro a più teste, che va aggredito da ogni lato, sociale, giuridico e psicologico. Per sconfiggerlo lavoriamo con la Ong Terres des hommes Losanna e la colombiana Renacer, che ha un centro di recupero psicologico per i minori. A Cartagena, l'Aids che si diffonde fra silenzi e paure. Nei quartieri più poveri i sieropositivi sono quasi la metà. Ed è da lì che provengono le prostitute e l'esercito dei bambini. La gente qui non vuol vedere. C'è troppa miseria, violenza, brutalità. A rendere tutto più tragico e corrotto c'è che viviamo in un paese da oltre 40 anni martoriato da una guerra. Guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) ed Esercito di liberazione nazionale (Eln) combattono contro il governo e i paramilitari che lo sostengono. Sono più di trecentomila le vittime e milioni le persone costrette a sfollare, vagando per il paese o rifugiandosi nelle squallide periferie delle città più ricche e blasonate, proprio come la bella Cartagena”.

“Mia mamma è morta quando avevo 11 anni”, racconta Mayra. “Cindy era già sola e abitava con noi. Mio padre è sparito un bel giorno, armato fino ai denti, e non è più tornato. Siamo rimaste con la nonna in un minuscolo villaggio nella selva, conteso fra guerriglia e orde di paramilitari. Morti ammazzati e brutalità erano all'ordine del giorno. Siamo fuggite 4 anni fa”. Quando sono arrivate a Cartagena avevano 13 e 10 anni. Dopo settimane di vita randagia qualche coetaneo ha insegnato loro l'unica maniera per non morire di stenti e da allora non hanno più avuto scelta. Essere sfruttate sessualmente era già un’abitudine fra le mura di casa, adesso sono pagate ed è diventato un lavoro. “Ma l'anima muore – sospira Mayra – non siamo mai felici”.

Istituzioni umanitarie citate nell'articolo:

Terre des hommes Italia - aiuto diretto all'infanzia in difficoltà

Child Trafficking

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E-mail: Alessio Mannucci




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