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Sfruttamento sessuale dei bambini
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Rapporto pedofilia 3
Rapporto pedofilia 3


redazione ECplanet

Pensionato, benestante, di buona cultura. Un lavoro da ex impiegato in una azienda privata, una vita apparentemente irreprensibile, una passione per i viaggi ed un segreto inconfessabile. Un segreto sul quale i carabinieri della capitale hanno alzato il velo scoprendo dieci anni di vita da 'mostro'. Dieci anni raccontati, filmati, catalogati con date e nomi dei luoghi esotici visitati, in decine e decine di Dvd, cassette e cd rom, trovati in una sorta di cineteca dell'orrore, dove bambini di quattro-cinque anni venivano ritratti mentre erano violentati, seviziati o torturati. Lui, l'insospettabile pensionato, aveva ripreso le immagini durante i suoi viaggi nel sud-est asiatico e in Madagascar. Immagini che, insieme a quelle immesse nel sito sequestrato dai carabinieri del nucleo operativo, sono state definite, senza nessuna esitazione, “raccapriccianti ed estreme”, proprio per la loro violenza.

L'orrore era tutto racchiuso nei 1.362 dvd e cd-rom sequestrati e delle oltre 330 cassette acquisite dagli investigatori del nucleo operativo di Roma nel corso delle perquisizioni effettuate in Italia. Cinquanta i computer sequestrati e 25 gli italiani indagati, su un totale di 40 persone in tutta Europa. Tra i 25 indagati italiani sette sono di Roma. Un microcosmo al quale appartengono professionisti, ma anche pensionati, tutti con buone conoscenze di informatica e benestanti che si erano collegati al sito sequestrato in Veneto. Un sito che non si individuava sui motori di ricerca, ha spiegato il colonnello Fernando Nazzaro, ma al quale si accedeva solo presentati, con un passaparola telematico. E una volta entrati nel sito, hanno spiegato ancora gli investigatori di Roma, coordinati dal colonnello Roberto Massi, i pedofili condividevano e si scambiavano il materiale pedopornografico, ma anche consigli su come navigare in modo sicuro senza essere “inseguiti” da chi fa questo tipo di indagini.

I carabinieri del nucleo operativo hanno monitorato la rete fino ad arrivare ad immagini di bambini non solo asiatici ma anche europei, scaricati su un sito a pagamento. Da quel momento sono riusciti a ripercorrere la strada telematica e rintracciare le 40 persone indagate in tutta Europa. Poi all'alba sono scattate le perquisizioni in mezza Italia e in Romania, Slovenia, Svizzera. Quasi tremila i 'contatti' rintracciati sulla rete dagli esperti informatici di Via In Selci. Una caccia all'orco, fa capire un investigatore, non ancora conclusa.

Durante le giornate per l'apertura dell'anno giudiziario, sono emersi i numeri riguardanti i crimini commessi durante tutto il 2006. Da una analisi comparata con i dati forniti dal Ministero di Giustizia e dal Dipartimento Anticrimine si è potuto constatare che in Italia c'è stato un aumento esponenziale di atti di violenza nei confronti delle donne e che si sono registrati ben il 30% in più dei casi di abuso sessuale sui bambini rispetto agli anni precedenti. Inoltre, si è mantenuta drammaticamente bassa l'età media delle vittime di abuso, che va dagli zero ai cinque anni. Tra le Regioni più colpite la Lombardia, il Veneto, il Lazio e la Campania.

Altri dati agghiaccianti sono quelli riferiti ai bambini scomparsi, il 20% dei quali non viene più ritrovato (si sospetta che finiscano nei giri delle reti pedopornografiche). Nel complesso, lo scorso anno sono state aperte circa 3.000 pratiche legate a minori scomparsi. Solo nel primo semestre del 2006, i siti, collettivi o individuali, pro-pedofilia hanno avuto un incremento del 300%. “Un altro dato a dir poco agghiacciante”, ha detto Massimiliano Frassi, presidente dell'Associazione Prometeo, commentando i dati, “è quello che emerge da uno studio fatto sui pedofili: su un campione scelto di ben 443 pedofili accertati, allo stato delle cose pare che il 67% pari quindi a 299 abusanti, sia rimasto in stato di libertà con l'aggravante di continuare a rimanere nella maggior parte dei casi a contatto diretto con i bambini”.

In aumento anche i crimini legati alla pedofilia in internet, dove un sito pedopornografico se ritenuto “di buona qualità” produce un introito giornaliero di almeno 90mila euro, secondo una cifra fornita durante un recente convegno tenutosi a Cuneo presso l'ordine dei medici, dal dott. Tommaso Pastore, dirigente responsabile della Squadra Mobile di Cuneo. Il costo medio di una foto pedopornografica spazia invece tra 30 e 100 euro. “Oggi i pedofili”, continua Frassi, “cercano fotografie sempre più raccapriccianti, chiedendo ai produttori di tale materiale un aumento delle violenze ed un abbassamento delle età delle vittime. Per questo non è più raro che si trovino anche dei neonati, tra le giovani vittime”. Oggi i bambini iniziano a navigare in internet fin dall'età di 7 anni. Sette bambini su dieci navigano da soli senza alcun controllo da parte di adulti ed il 70% degli “agganci” da parte di pedofili avviene nelle chat. Spesso, dopo i primi messaggi segue anche un contatto diretto da parte del pedofilo che riesce a risalire all'abitazione del giovane, ad ottenere un incontro e a far scattare l'abuso.

Negli ultimi mesi, c'è stato anche un incremento della vendita di videogames con contenuti non adatti ai più piccoli, dove “l'empatia nei confronti del prossimo viene spazzata via a favore di un pericoloso nichilismo”, ha detto ancora Frassi. Videogiochi dove si invita a “uccidere i poliziotti, pestare i compagni di classe, far violenza agli animali, seviziare le ragazzine”, sono normalmente acquistabili anche nel nostro paese. Nel mondo, secondo un report dell'ONU, ogni anno si stima essere violentate 150 milioni di bambine. Particolarmente shockante il fatto che in molti paesi l'abuso “sia socialmente accettato o persino legale”. Per questo il segretario generale Kofi Annan ha suggerito ad ogni paese di adottare “drastiche misure di contrasto a tale turpe fenomeno”.

A tal riguardo l'Italia persiste ad essere uno dei paesi a “massima esportazione” di turisti sessuali. Al fianco delle mete oramai consolidate in tal senso, in primis Romania e Thailandia, oggi si presentano nuovi territori dove andare a “caccia di bambini”. Tra questi l'Ungheria, che ha nel 2006 ha visto triplicati i reati di abusi a danno di minori o il Kenya dove esistono circa 15mila bimbi di strada vittima di violenza e per i quali è sceso in campo il presidente dell'Unicef Italia Antonio Sclavi che ha denunciato i crimini disgustosi consumati impunemente sulla pelle di questi bimbi “da parte di un numero sempre maggiore di italiani”.

Nell'Europa orientale ancora oggi ci sono 1.500.000 bambini che vivono fuori dalla famiglia, 900mila dei quali sono rinchiusi in istituti, spesso in condizioni ai limiti della sopravvivenza. Solamente lo scorso anno, in Romania sono stati abbandonati in strada circa 9.000 bambini. Molti sono stati poi arrestati dalla polizia e rinchiusi in manicomi, facendo loro condividere gli spazi insieme a malati di mente adulti. C'è poi l'ignobile traffico di esseri umani finalizzato alla prostituzione. Solo a Milano, in una zona tristemente nota, sono almeno 500 i baby prostituti della Romania, sfruttati a tale fine.

Restando in Italia, sono oramai ridotti ad una percentuale bassissima i casi di cosiddetti “falsi abusi”, che oggi si avvicinano intorno allo 0,5 %. Percentuale riferita specialmente a quei casi in cui adolescenti, o pre-adolescenti affermano di aver subito attenzione da parte di adulti, salvo poi in sede di colloquio venire smentite dai fatti. Lo stesso non avviene per casi di bimbi piccoli, la cui credibilità è confermata dal fatto che si trovano a raccontare, con vissuti drammatici e per loro sempre dolorosi, attenzioni o violenze sconosciute alla loro giovanissima età. In realtà, il più delle volte il pedofilo tende a farla franca in Tribunale per insufficienza di prove ed a far così passare la vittima per quello che non è. Un'indagine svolta dall'Asl di Varese, insieme alla Provincia, su un campione di 561 studenti ha rilevato che il 12,5% degli stessi aveva subito abusi sessuali durante l'infanzia, facendo così parlare di “epidemia silenziosa”: tali dati potrebbero essere in difetto dato che il 3% dei ragazzi intervistati tramite questionari anonimi, a tale domanda ha siglato la risposta “preferisco non rispondere”.

“Solo lo scorso anno sono state raccolte al nostro sportello di ascolto 46 nuove storie di giovani e di adulti che da bambini hanno subito abusi da parte di genitori, insegnanti e sacerdoti, nessuno dei quali è stato creduto da chi stava vicino e oggi, oltre a dover far fronte al peso dell'abuso, devono fare i conti con disturbi alimentari e di dipendenza da sostanze”, ha dichiarato Marco Marchese, psicologo e presidente dell'AMS di Palermo, aggiungendo che “purtroppo sono ancora molti i pedofili che riescono a vincere i processi a causa della vecchia formula dell'insufficienza di prove, formula che va ricordato non equivale al fatto che non si accaduto nulla ma che le prove, appunto non siano state sufficienti”.

C'è poi anche da considerare che, come riportato da dati nazionali, il 50% degli adulti che hanno problemi di disturbi alimentari, soprattutto di anoressia, hanno subito abusi sessuali durante l'infanzia senza ricevere il necessario aiuto. Lo stesso dicasi per i casi di suicidi tra i giovani, dei quali raramente si ha notizia, ma che spesso hanno una comune matrice legata all'abuso, laddove la morte diventa una drastica via di fuga da una situazione non più gestibile dalla vittima.

Tra gli elementi di novità, se così si può dire, l'aumento di casi legati a scuole materne dove interi gruppi di bimbi sono stati sottoposti ad abusi rituali, casi per i quali, dopo aver analizzato le carte processuali e seguito alcune vittime da vicino, l'Associazione Prometeo ha parlato dell'esistenza di una rete che agisce nel nostro paese. Ultimo dato, in questo quadro sconvolgente, l'aumento di sette pseudo-religiose o di tipo satanico, che rivolgono sempre di più la propria attenzione ai giovani. Giovani come partecipanti delle stesse, o giovanissimi come vittime per i propri rituali.

“Dobbiamo combattere contro la nostra immagine negativa rappresentata nei media”. E ancora: “Chi ama una bambina non è un uomo pervertito che vuole fare della pornografia minorile, ma un uomo che tiene una bimba tra le sue braccia e la fa sentire felice e speciale”. Sono queste alcune delle deliranti frasi pubblicate su PIT (Paedophilic Ideological Terrorism), un blog aperto da un pedofilo, Nihil_Aeturnius, che sulla Rete si presenta come “uno che si sente a Cheng Du, anche se vivo in America. Perché ? Semplice: il mio corpo è in America – scrive -, nell'età contemporanea, ma il mio cuore si trova nella gloria antica e la grandezza di Shu Han”. E spiega: “Ho dato al blog il nome di terrorismo per combattere i tabù della società”. Poi aggiunge: “Ho pensato fosse provocatorio collegare i due grandi mali della nostra società - pedofilia e terrorismo. Ho uno strano senso dell’umorismo”.

Data articolo: marzo 2007

Link correlati all'articolo:

Associazione Prometeo Onlus

PEDOFILIA il blog di Massimiliano Frassi

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