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di: Alessio Mannucci

«Hai infangato il nostro nome. Ucciditi e pulisci la tua vergogna, o noi ti uccideremo per primi».

Questo testo è solo uno dei tanti spediti via sms alla 17enne turca Derya, che non ha rispettato la rigida «etichetta» coranica. I mittenti sono gli stessi parenti della povera fanciulla, colpevole solo di aver baciato il compagno di scuola. Molti anni fa, già sua zia era stata uccisa dal nonno per aver solo guardato un ragazzo.

I diabolici messaggini, che le arrivavano anche 15 volte al giorno, hanno spinto Derya a tentare di annegarsi nel Fiume Tigri e perfino di impiccarsi. Fortunatamente, si è salvata. È sopravvissuta ed è riuscita a trovare rifugio presso la sede di un'associazione per i diritti delle donne, raccontando la sua storia e facendo conoscere al mondo la piaga delle «vergini suicide» turche (un'approfondita inchiesta è uscita di recente sulle pagine del prestigioso International Herald Tribune).

Il fenomeno dilaga da tempo nella profonda Anatolia rurale, fra le città di Batman, Diyarbakir, Bitlis e Kars. Fra le valli bruciate dal sole, se una ragazza si azzarda anche solo a vestirsi all'occidentale o a voler andare al cinema (imitando magari le connazionali che abitano nella grande Istanbul), il marchio del disonore le cade addosso come un macigno. Se POI scambia effusioni col suo ragazzo senza essere sposata...

Per aggirare il codice penale (per entrare nell'Unione Europea, il governo di Ankara si è visto costretto ad abolire il delitto d'onore, ndr), i familiari maschi della malcapitata cominciano a tormentarla in tutti i modi, con frasi alla Stephen King, per spingerla ad autocolpevolizzarsi e a togliersi la vita. C'è addirittura che le chiude in una stanza, insieme ad una pistola, del veleno per topi e una fune per impiccarsi, per poi urlarle orrendi incitamenti a farla finita.

In tal modo, o forse anche in maniera più atroce, si sono date la morte centinaia di giovani donne negli ultimi anni. I dati non sono certo univoci, ma nella sola provincia di Batman, su 165 suicidi e tentati suicidi dal 2000 a oggi, ben 102 sono di donne. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza alle donne, inoltre, nella stessa zona della Turchia si sono registrati 36 casi soltanto a partire dal 1° gennaio 2006.

Le Nazioni Unite cercano di impegnarsi come possono per arginare il fenomeno e sostengono numerose associazioni locali. A Batman esiste ad esempio un centro di prevenzione dei suicidi, diretto dalla signora Mehtap Ceyan, che esaminando vari casi ha anche sospettato abusi in famiglia. Ad esempio, indagando sul suicidio di una 16enne a cui la famiglia aveva proibito di indossare i blue-jeans, la Ceyan si è detta convinta che i pantaloni negati non possono essere il solo movente e che appariva probabile un incesto, anche solo tentato. Nella zona c’è poi l'associazione femminile Ka-Mer, che ha istituito una linea telefonica a cui possono chiamare le ragazze perseguitate. Una cosa è sicura: nella vicenda gioca un ruolo basilare l'ignoranza delle famiglie: Una delle addette del gruppo Ka-Mer, la signora Ayten Tekay, ha infatti notato che delle 104 donne che quest'anno hanno denunciato istigazioni al suicidio, oltre metà erano analfabete.

Fonte: La Padania / 15 luglio 2006

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E-mail: Alessio Mannucci




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