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ADHD, malattia o invenzione ?
ADHD, malattia o invenzione ?


di: Marco Guidetti

Ho partecipato alla conferenza “ADHD, disturbo da deficit d´attenzione e iperattività - Malattia o invenzione ?” tenutasi giovedì 14 c.m. presso la Sala Consiliare del comune di Gassino (TO). I relatori erano sia Consiglieri comunali che dottori (medico, psichiatra e neuropsichiatra infantile).

A fine conferenza si è aperto un dibattito a volte anche acceso sulla questione ADHD e bambini e la proposta di legge regionale per “le norme in materia di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti (N. 405 presentata in regione Piemonte il 20/2/2007)”.

Sia il medico che lo psichiatra hanno affermato che non esiste a tutt'oggi un test biologico che dimostri uno squilibrio di qualche tipo riconducibile a qualsiasi malattia mentale, mentre nella sua presentazione il neuropsichiatra infantile ha menzionato “disturbi psichici in età evolutiva di componente biologica, disturbi psichici genetici e biologici, ecc.”.

A mia domanda diretta nella quale esprimevo di essere confuso visto le due opposte affermazioni e dove chiedevo chiarimenti se l´ADHD fosse o no una malattia, mi sono sentito rispondere dal neuropsichiatria infantile che non è una malattia ma un “disturbo”.

È una vergogna che si giochi sulla vita di bambini e persone con termini come “non è una malattia ma un disturbo” così da poterlo “curare” con psicofarmaci anfetaminici (è stato detto che il Ritalin e altri hanno già causato la morte di 400 persone nel mondo) da dare a bambini di 8 anni quando d'altro canto non si vorrebbero avere neanche gli spinelli nella scuola !

È uno scandalo ed è incredibile che la “base scientifica” per fare la diagnosi di ADHD sia composta da banali domandine (come esempio: “Spara” le risposte prima che sia terminata la domanda ?”) simili a quelle che si possono trovare nei giornali per ragazzi per “capire” se il “lui” o la “lei” andranno bene come coppia o come amici a seconda del punteggio risultante dal test.

Non scherzo, purtroppo. È un sistema simile che produce un punteggio in base al criterio di osservazione di chi esamina il comportamento del bambino, l´ insegnante della scuola (non una macchina, come un elettrocardiografo, che misura in maniera invariabile, ma una persona che “valuta” il bimbo, e quindi estremamente variabile - ogni persona è diversa dalle altre).

La cosa tragica è che psichiatri e neuropsichiatri infantili ci credono davvero ! Ma dov'è la Scienza ?

Ho il forte sospetto che tutto questo sia spinto da enormi interessi commerciali delle case farmaceutiche produttrici di psicofarmaci.

Avremo quindi una Società di persone con le varie pillole per “risolvere” i loro problemi o per non farglieli vedere o percepire tramite un velo chimico di incoscienza? O sarebbe meglio andare a monte e capire e aiutare loro a risolvere davvero i loro problemi.

Ovviamente è più semplice e sbrigativo usare una pillola, oltre che enormemente vantaggioso per le case farmaceutiche.

Dice un proverbio orientale: “se viene da te qualcuno che ha fame, non dargli un pesce per sfamarlo, dagli la canna e insegnagli a pescare”.

A buon intenditore...

Data articolo: giugno 2007




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