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Scuole trasformate in cliniche
Scuole trasformate in cliniche


di: Antonella Marzaroli

Egregio Direttore,

ho letto con molto interesse la lettera di un'insegnante di scuola media superiore che evidenziava con chiarezza e molta efficacia ciò che oggigiorno nelle nostre scuole italiane sta succedendo: la vera, ma nascosta, trasformazione delle scuole in vere e proprie cliniche, dove a farne le spese sono gli studenti che, a causa della presenza dell'equipe psico-pedagogica, formata da psicologi, psichiatri ecc., vengono “testati” e poi etichettati ”affetti da” disturbi e malattie, che non hanno nessuna base scientifica. Risultato finale: pessimi e nulli risultati, nuovi pazienti che potrebbero andare ad incrementare gli introiti di questi “specialisti”, fallimento dell'istituzione scolastica e dell’istruzione.

Purtroppo questa grave ed allarmante situazione è presente anche nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, dove io lavoro in qualità di insegnante. In questi ultimi anni infatti programmi psichiatrici, presentati ai genitori come Progetti “in nome del successo formativo e dell’aiuto nei confronti del bambino”, hanno invaso le nostre scuole di ogni ordine e grado. Figure come “psicologi” “psichiatri” o “neuropsichiatri infantili” si sono sostituiti all'insegnante e al suo ruolo e, attraverso l'osservazione del bambino durante l'attività didattica o la compilazione di questionari e test, fatti compilare dai genitori stessi, dagli insegnanti, ne valutano i risultati e da semplici sintomi evidenziati etichettano il bambino come “malato mentale”, il tutto senza NESSUNA VALIDITÀ SCIENTIFICA.

A questo punto mi sorgono spontanee queste domande: cosa succede al bambino diagnosticato “affetto da malattie inesistenti quali l'ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) o dislessia o discalculia (disturbo del calcolo) o …” ? Quando ai genitori vengono presentati questi Progetti, viene precisato loro cosa ne farà il neuropsichiatra infantile delle informazioni raccolte nei confronti del figlio stesso ? Saranno forse permanentemente registrate in una scheda scolastica e medica ? Il genitore può vedere cosa contiene quella scheda? Il bambino verrà poi seguito dall'Asl ?

Il Progetto, in forma cartacea, che viene consegnato nelle mani dei genitori è completo di tutti le informazioni o viene dato loro con dati parziali e quindi in forma ridotta (questo è successo in una scuola elementare di Milano, nella quale ero presente) ? E un genitore, una volta firmato il modulo di consenso alla partecipazione del figlio a quel Progetto psicologico-psichiatrico, che si ritrova ad avere lo stesso poi “etichettato”, può rifiutarsi di sottoporlo a terapie psicologiche, comportamentali o addirittura farmacologiche, che hanno causato in America orami quasi 400 decessi ? Qualora si rifiutasse, pur “magari” non potendolo fare, il figlio può essere sottratto alla custodia della famiglia ? Ad incrementare e ad avvalorare questa propaganda psichiatrica si aggiungono trasmissioni televisive e radiofoniche, che altro non fanno che convincere la gente che l'agitazione sia una cosa innaturale, che la difficoltà ad apprendere il linguaggio scritto o a comprendere e produrre il linguaggio siano vere e proprie malattie; così facendo modificano il punto di vista delle persone su come deve essere un fanciullo, incentivando l'uso degli psicofarmaci, (stimolanti alcuni dei quali simili alla cocaina o di potenti antidepressivi), dietro ai quali ruotano enormi interessi economici da parte delle case farmaceutiche, alcune delle quali finanziano totalmente i Progetti nelle nostre scuole.

Tutti, secondo questi “specialisti” saremmo malati mentali ! Ogni comportamento umano, ogni emozione umana può essere una malattia mentale, basti pensare che l'essere estremamente timido è diventato “disturbo da personalità schiva”. Ma il comportamento, buono o cattivo che sia, NON È UNA MALATTIA. Ogni bambino ha il suo ritmo di apprendimento, c'è chi impara e comprende subito, chi, invece, necessita di un tempo più prolungato per raggiungere gli obiettivi didattico-educativi previsti, anche attraverso sia i laboratori di recupero e approfondimento (chiamati L.A.R.S.A.), sia mediante il recupero individualizzato. E questo è sempre successo da quando esiste un'istituzione chiamata scuola.

Aiutiamo i nostri figli: problemi scolastici, didattici, di relazione, familiari, allergie, intolleranze alimentari, casi di bambini dotati di spiccata intelligenza, malattie fisiche vere e proprie, molti sono i fattori che possono portare un bambino ad avere un comportamento non ottimale. Ripristiniamo il nostro ruolo di insegnanti e genitori e impediamo a viva voce che “la psichiatria”, continui a calpestare i nostri diritti, quelli dei nostri figli e la nostra libertà.




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