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Il sogno di Alessio
Il sogno di Alessio


a cura di Marco Pellacani

«Faccio un ospedale per aiutare i ragazzi paralizzati come me»
Il Comune di Monza ha già donato il terreno


MONZA — Alessio non dimenticherà mai i giorni passati in un centro di riabilitazione per ragazzi come lui, finiti su una sedia a rotelle, oppure completamente paralizzati, dopo incidenti in moto, in auto, in piscina. Alessio finì in una struttura di recupero dopo lo schianto in moto, il coma, il risveglio, la notizia («Non camminerai mai più»), il terrore. Aveva 23 anni. Era il più «vecchio» dei ricoverati. Il suo vicino di letto, 16 anni appena, nascondeva le pastiglie per dormire che l'infermiera gli dava ogni sera: voleva mandarle giù tutte insieme. E morire. Altri due giovanissimi paraplegici, nella stessa stanza, volevano arrivare alla finestra. Per buttarsi giù. «Anch'io ho pensato di farla finita — confessa Alessio —, è impossibile per un ragazzo di 23 anni immaginare la propria vita da seduto, tutti i miei sogni erano spezzati».

Per colpa di una buca non segnalata in mezzo alla strada: Alessio ci finì dentro, fu sbalzato di sella e finì contro il guardrail che gli spezzò la colona vertebrale. «All'inizio è stato terrificante, poi però qualcosa mi ha dato la forza di reagire», spiega. E quella stessa forza da quattro anni lo sostiene in un progetto: «Voglio aprire a Monza un centro di riabilitazione completo, unico in Italia dove ci si preoccupi del recupero fisico e soprattutto psicologico dei pazienti e delle loro famiglie, perché gli altri non debbano passare quello che ho passato io».

Rappresentazione del progetto

Racconta: «Medici e infermieri ci trattavamo come pezzi di carne: gambe da muovere, corpi da massaggiare. Ma alla nostra mente e al nostro cuore, devastati, non pensava nessuno». Alessio ha creato la «Fondazione Alessio Tavecchio Onlus», ha trovato sostenitori, ha preparato il progetto. Il Comune ha messo a disposizione un'area di circa 8.000 metri quadrati, mentre l'Asl 3 ha costituito una commissione per definire le procedure da seguire e la scorsa settimana ha donato alla Fondazione 30 mila euro. Servono quasi 7 milioni di euro per realizzare il sogno. «Abbiamo già predisposto i progetti e raccolto una parte dei fondi con l'approvazione di Asl e Regione — dice Alessio —: ce la faremo. Forse la prima pietra potrà esser posata già alla fine del 2004, poi nel giro di due anni la struttura sarà pronta: avrà trenta posti letto, piscine, palestre, reparti per il recupero psicologico e sociale».

Rappresentazione del progetto (dall'alto)

L'area dovrebbe essere assegnata entro la fine dell'anno. «La proposta — spiega Alfredo Viganò, assessore all'Urbanistica — verrà presentata in commissione e in giunta alla fine di luglio. In autunno verrà presentata anche nelle circoscrizioni e in consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Ci sembra un'iniziativa utile per tutto il territorio». «È un progetto valido — conferma il direttore dell'Asl Palmiro Boni —: aiuterà tanti pazienti che necessitano di cure continue dopo il ricovero in ospedale e che attualmente ogni anno vengono mandati fuori dalla nostra Asl per mancanza di posti. La Fondazione deve trovare però adeguati strumenti per finanziarsi».

In questo senso la Fondazione già organizza feste, spettacoli, cene per la raccolta fondi e in quattro anni ha incassato più di 400.000 euro. Altri soldi arriveranno dalla vendita del libro scritto da Tavecchio (Cronaca di una guarigione impossibile, ed. Mediterranee, in tutte le librerie e via internet, www.alessio.org).

Leila Codecasa
IL PROGETTO DEL CENTRO
LA STRUTTURA

Quattro aree

Il centro riabilitativo avrà 35-40 posti letto e sarà suddiviso in quattro aree: per la riabilitazione (con piscine, saune e palestre), per uffici, e due per il recupero psicologico, sociale e lavorativo TEMPO LIBERO

Cultura e concerti

Nel centro saranno inoltre costruite sale riunioni e un auditorium da 350-400 posti per conferenze e congressi medico-scientifici, ma anche per spettacoli, concerti e altre manifestazioni culturali. Saranno anche attivati corsi di preparazione pre-lavorativa per i disabili.




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