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La madre si vergognava...
La mia giornata tipo (13^ parte)
La mia giornata tipo (12^ parte)
La mia giornata tipo (11^ parte)
La mia giornata tipo (10^ parte)
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La mia giornata tipo (7^ parte)
La mia giornata tipo (7^ parte)


a cura di Marco Pellacani

Per fortuna c’è il satellite con RAI-NEWS 24, RAISPORTSAT, e molto altro ancora. Da segnalare particolarmente, sono due trasmissioni del canale satellitare RAIEDU2: EXPLORA, la tv delle scienze, e «LA STORIA SIAMO NOI». C’è, però, una caratteristica pecu-liare sul satellite: non vedo il tg Abruzzo !

Devo urinare: la mia vescica non è più quella di una volta, ma sento ancora un certo stimolo; quando piscio, voglio chiusa la porta della mia stanza, così mi concentro meglio per espletare questa funzione fisiologica; per richiamare l’attenzione dei miei genitori, vado indietro con la testa, fino a premere con la nuca il bottone di un campanello posto sul poggiatesta della mia sedia; sentendo il suono del campanello, viene di solito mio padre; gli faccio capire che deve chiudere la porta, perché devo fare la pipì, e lui la chiude. È la prima pisciata odierna da seduto; l’urina, per fortuna, defluisce bene e va nella sacca, da gamba ovviamente. È dal 3 gennaio scorso che la pipì va dove deve andare, cioé nella sacca. Purtroppo, non è sempre così: qualche volta, inspiegabilmente, l’urina non defluisce bene, e il cappuccio si gonfia; si gonfia fino a staccare il cerotto e la striscia dal pene; di conseguenza, la pipì va nel pannolone.

Che stupenda sensazione sentirsi bagnato a 45 anni! Suono il campanello e scrivo al computer: si è rotto il cappuccio. Mia madre legge e telefona a mia sorella; poco dopo, Gianna viene (abita vicino) e mi riporta nella stanza dove dormo; mi rimettono a letto, col solito sollevatore con cui mi tolgono dalla sedia, per cambiarmi; mamma lava il suo bambino attempato; poi, mi mettono un pannolone nuovo e mia sorella un altro cappuccio. E via, ancora dal letto alla sedia: dopo circa mezzora, ritorno al computer. L’anno scorso, mi sono bagnato così ben nove volte, tra ottobre e dicembre. Oggi invece, ancora tutto bene: la pipì è andata correttamente nella sacca. Suono di nuovo il campanello: ritorna mio padre per svuotare la sacca; da quest’ultima, l’urina la fa andare nel pappa-gallo; mi dice quanta ne ho fatta e se la porta via, per buttarla nel cesso. Com-plessivamente, ne faccio circa tre litri e più al giorno.

Ricomincio a scrivere e scrivo fin quando, dall’orologio del computer, non vedo che è quasi mezzogiorno e devo pranzare, si fa per dire: termino temporaneamente di scrivere queste righe, ma non chiudo la sessione; ennesima scampanellata per richiamare l’attenzione di mio padre. Il genitore viene e mi gira: non vedo più il mio desktop, bensì il televisore, acceso or ora, della mia stanza di lavoro; naturalmente, toglie anche la fascia col bollino che mi cinge la testa. Prima era la mamma a darmi da mangiare, dopo che mio padre padre mi faceva bere tre tazze d’acqua con la siringa grande: si, bevo l’acqua come il latte la mattina.

Fine sesta parte

A cura del notiziario Cellule staminali di ADUC:

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Ultima modifica = (17-09-2005:20:40)  EDIT ARTICLE Nr. 19670  


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