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a cura di Marco Pellacani

Un medico, forse, potrebbe spiegare scientificamente queste mie sensazioni reali. Io posso solo dire che il giorno prima di andare in rianimazione, quando ero ancora nella corsia dell'ospedale dove ero stato ricoverato perché non riuscivo più ad alzarmi dal mio letto, sentii due piccole e brevi scariche elettriche: una, la mattina, che interessò la metà sinistra mio corpo, con conseguente e relativo fremito, soprattutto della mano e del piede sinistri; l'altra, la sera, che interessò la metà destra del mio corpo, con conseguente fremito, soprattutto della mano e del piede destri.

Poi mi addormentai e, come ho scritto sopra, mi svegliai cinque cinque giorni dopo. In precedenza, ho ripetuto varie volte “o quasi”, perché adesso non sono più perfettamente immobile come in rianimazione: ora il collo riesce di nuovo a sorreggere a sufficienza la testa, che posso girare a destra e a sinistra, abbassare e alzare, come prima della trombosi. Questi riacquistati movimenti volontari del capo (il resto del mio corpo continua ad essere immobile), mi permettono di usare un particolare mouse: lo Head-Mouse appunto.

Esso è una scatola metallica, bassa e non molto grande, posta sopra il monitor del mio computer; quando lo Head-Mouse è acceso, si vede una piccola spia rossa che diventa verde nel momento in cui mi mettono, al centro della fronte, un bollino argentato posto su di una sottile fascia con cui mi cingono la testa. A questo punto, sul video del computer, compare la freccia del mouse che si muove seguendo i movimenti della mia testa (ecco perché tale dispositivo si chiama Head-Mouse).

Ora, il particolare mouse per me c’è, ma come faccio a fare click con esso, visto che non ho altri movimenti volontari (al massimo produco qualche clone)? È semplice, è il classico uovo di Colombo: è l'autoclick! Mi spiego.

Fine seconda parte

A cura del notiziario Cellule staminali di ADUC:

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