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a cura di Marco Pellacani

Diario di un locked-in come il sottoscritto il TNSA e le cellule staminali, anche embrionali

Dormo poco la notte, alle cinque sono di solito già sveglio e penso alla mia vita divenuta un inferno grazie alla mia malattia: trombosi all'ar-teria basilare destra. Non pensavo che una patologia del genere potesse colpire proprio me e che provocasse danni fisici così ingenti.


Non esagero affatto. Il 28 ottobre del 1995, mi svegliai, nella rianimazione dell'ospedale di Chieti, perfet-tamente immobile e muto, dopo cinque giorni di sonno profondo; i medici lo chiamano pre-coma, ma io non mi ricordo niente di quei giorni. Eppure, all'inizio di quel breve lasso di tempo, mi praticarono la tracheotomia, mi misero il sondino nasogastrico e il catetere urinario.

Appena desto, muovevo e controllavo unicamente la palpebra destra. E l'allora responsabile della rianimazione dell'ospedale di Chieti, il dottor Tombari, mi fece delle domande. Non ricordo cosa mi chiese, ma rammento bene come mi disse di rispondere: «Severino, abbassa una volta la palpebra per il si, due volte per il no». Così feci e risposi correttamente alle sue domande. Più tardi, il suddetto medico incontrò i miei familiari e mia madre, molto tempo dopo, mi riferì di quell'incontro. Il dottor Tombari disse loro: «Nonostante vi avessi detto di prepararvi a tutto, anche alla sua morte, Severino oggi si è svegliato ed è pure lucido.

Tuttavia non so se ciò sia un bene o meno». Ebbene adesso, svegliandomi la mattina, mi sento come quando in rianima-zione aprii gli occhi: sono perfettamente immobile, o quasi, e muto; sto sempre in posizione supina perché, da quel 28 ottobre 1995, non ho più la forza di girarmi. Si, sono letteralmente senza più nerbo, o quasi, e non ho la forza di fare niente: non sono in grado di fare un bel respiro; non riesco nemmeno ad abbas-sare la palpebra sinistra e a muovere gli occhi (per giunta storti)! Mi sento schiacciato sul letto, percepisco tutto il peso del mio corpo: insomma, sono schiavo inerme della forza di gravità ter-restre.

La sensazione più brutta, tuttavia, è la seguente: il mio corpo sembra costituito da due diverse metà in senso longitudi-nale; la metà destra, dopo la trombosi, è diventata poco sensibile e sembra più pesante di quella sinistra, soprattutto la mano destra e il piede destro; eccetto la palpebra, da questa parte non riesco più a muovere niente volontariamente, o quasi. La mia metà sinistra, invece, è sensibile come prima della trombosi, ma anche da questa parte non riesco a muo-vere niente volontariamente, o quasi. Tutto il mio pene, però, sembra dipen-dere da questa metà sinistra, perché è totalmente sensibile, anche se ora mi serve solo per pisciare. Infine, quando ho la cosiddetta pelle d’oca, essa si manifesta unicamente nella metà destra del mio corpo.

Fine prima parte

A cura del notiziario Cellule staminali di ADUC:

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