COPERTINA
NO ALLE IMPRONTE DIGITALI ! - 41180 -1-3
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   <<VARIE>>   POSTA 
  Cinema   |   Clonazioni   |   Cronache apocalisse   |   Curiosita   |   Diritti umani   |   Dario Fo   |   Economia   |   Espianto trapianto   |   Estrazioni del lotto   |   Guerra alle liberta   |   Globalizzazione   |   Eventi   |   Handicap 2000   |   Infanzia violata   |   Internet   |   I lettori ci scrivono   |   Libri   |   Mercati finanziari   |   Manipolazioni   |   Periodici   |   Petizioni   |   Vivisezione   |   Societa   |   Sondaggi   |   Violenze agli animali   |

Economia

Il Falò delle Banalità
O la Banca o la Vita
Come Affrontare il Crollo Economico
ONCE WE WERE BANKERS
Mutui, italiani sul lastrico (8)
Obbligazioni e vasellina
Brontolo, Pisolo E Jesolo
La Repubblica delle Banche
Il peggio deve ancora arrivare
USA: siti di banche a rischio
Torri di Ground Zero in crisi
In arrivo il crack economico
Il sistema economico...
I sei mesi decisivi
Ultimo CONTANGO a Parigi
Verso la recessione
Economia: distorsioni in atto
Petrolio, crollo dei consumi
Il caso Société Générale
Aspettando il banco...
Il signore degli anelli
Italia, nuove regole bancarie
Fermiamo Mr. Burns
Duri e Puri
USA: ciclone credit cards
Economia canaglia
Per Far Soldi Basta Averne un Pò
Fuga da bancatraz
Il Signoraggio bancario
Euroschiavi
Economia shock
Farloccolandia...
L'Italia dovrà uscire dall'euro
Mutui, italiani sul lastrico (7)
Banche: orafi vicentini nervosi...
Finanza armata 5
Mutui, italiani sul lastrico (6)
Mutui, italiani sul lastrico (5)
Italia, allarme usura
GB, allarme carte di credito
Pagamenti elettronici
Mutui, italiani sul lastrico (4)
Banca mia fatti capanna
Mutui, italiani sul lastrico (3)
Mutui, italiani sul lastrico (2)
Bankenstein
Goldman Sucks
Caro mutuo: primo suicidio
Le obbligazioni sulla morte
Mutui, italiani sul lastrico
Italia, tasse alle stelle 2
Casa italiana: la più tassata
Italia, sempre più indebitata 2
Italia, sempre più indebitata
Italia, allarme lavoro
Italia, tasse alle stelle
La Moneta libera da...
Italia, allarme fuga capitali
Cultura politica economia
Consumatori sempre raggirati...
Consumatori contro le banche
Italia, caro mutui alle stelle
Il grande vampiro fiscale
Il signoraggio in breve
Iran contro il dollaro Usa
Italia, esecuzioni boom
La lezione del signoraggio
Che cosa fanno con l'oro ?
Il Signor Muller...
La BCE il regno dei veggenti
A Scuola di Business
Comunità e decrescita
Banca Bassotti
Investire il Svizzera
I paradisi fiscali
Allarme default mutui
Finanza armata 4
Speciale mercati finanziari
Strategia oceano blu
Azienda finanza febbraio 2007
Finanza armata 3
Perché comprare oro
1° Non entrare in banca
Le riunioni della BM e del FMI
Il caso Hospital Corporation
Microcredito, macro problemi
Sempre più poveri
Finanza armata 2
Finanza armata
P I L contro P I L
Usa, la recessione sarà marcata
Economie del Mediterraneo
Banche Americane...
Verso la moneta unica globale
Contraffazione globale (parte 2)
Contraffazione globale (parte 1)
Italia, boom Cessione del quinto
Il commercio senza anima
Il portafoglio
La lobby Parmalat
Aspettando il banco...
Aspettando il banco...


di: Eugenio Benetazzo

...delle giovani marmotte

Con il termine inglese bank runs si identifica una richiesta contemporanea e massiva di rimborso dei depositi presenti presso un determinato istituto di credito. Le scene che abbiamo visto l'estate scorsa innanzi alle filiali della Banca Northern Rock rappresentano un tipico esempio di bank runs ovvero traducendo letteralmente una corsa alla banca per prelevare il contante ivi depositato. L'attuale congiuntura che stanno vivendo i mercati finanziari del pianeta (innanzi alla peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi, secondo Alan Greenspan) sollevano non poche considerazioni e perplessità in merito ai sistemi di tutela dei depositi attualmente in essere per contrastare e gestire gli effetti di una crisi strutturale dell'intero sistema creditizio. Consideriamo a riguardo che alcune delle più grandi banche del mondo (ed in teoria anche le più solide e sicure) sono state recentemente in prossimità di un default finanziario, prospettiva impensabile fino a cinque anni fa.

Tralasciando l'analisi macroeconomica già trattata in altre occasioni ritengo interessante soffermarmi sui modi e tempi messi in essere dal nostro paese nell'eventualità che si verifichi un caso Northern Rock anche in Italia. A riguardo infatti il nostro paese prevede per legge la presenza di un organismo di garanzia che possa contribuire al mantenimento della stabilità finanziaria evitando appunto comportamenti di bank running, il nome di questo organismo viene riportato solitamente sull'intestazione di ogni estratto di conto bancario: a proteggere i depositi dei risparmiatori e correntisti italiani ci pensa il cosidetto FITD ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Il nome in sè dovrebbe già rassicurare chi sta leggendo. In teoria dovrebbe essere così. Ma siamo certi che anche una sua estrema applicazione pratica non consenta il salvataggio di quanto depositato ?

Cominciamo con una buona notizia. L'unica, purtroppo, a mio giudizio. L'Italia detiene l'assicurazione con l'importo maggiore (103.000 euro) all'interno dell'Unione Europea a copertura dei depositi presenti presso i suoi istituti di credito. Altri paesi europei sono molto meno virtuosi di noi, in Francia, per esempio, la copertura è di 70.000 euro, in Germania di 20.000 euro e nel Regno Unito circa 45.000 euro. Per una volta tanto l'Italia eccelle sugli altri. Quello che dovremmo conoscere non è tanto il massimale assicurato dall'organismo di garanzia (che non ha fatto altro che recepire una direttiva comunitaria la quale imponeva un minimo di garanzia di almeno 20.000 euro), ma le modalità di intervento del fondo di garanzia per far fronte alla stabilità e solidità del sistema bancario italiano. Tanto per iniziare, sappiate che questo fondo non è un contenitore di liquidità e risorse finanziarie o meglio ancora non è una cassaforte che detiene oro, euro, immobili e preziosi, come nell'immaginario collettivo si pensa tutt'oggi. Niente di tutto questo. Nella fattispecie infatti il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è un consorzio obbligatorio di diritto privato a cui aderiscono le circa 300 banche presenti nel territorio italiano (tranne le banche di credito cooperativo che hanno a loro volta un proprio fondo di tutela dei depositi).

Un eventuale intervento di questo fondo a copertura di un default finanziario di un istituto di credito italiano si configura pertanto come un intervento congiunto in comune partecipazione da parte di tutte le altre banche che aderiscono al fondo attraverso l'immissione di liquidità e/o fondi nel sistema o nella banca sventurata ormai in crisi o insolvenza manifesta. In buona sostanza questo fondo è privo di risorse proprie. Il fondo, che dovrebbe chiamarsi consorzio e non fondo a mio modesto parere, si preoccupa di coordinare, a livello di tesoreria, gli accantonamenti contributivi di cui ogni banca deve rispondere in base al volume dei suoi depositi e ad uno specifico livello di rischio. Questo tipo di approccio presuppone una lentezza di intervento nell'effettuare eventuali rimborsi nel caso del fallimento di un soggetto bancario, a causa della necessità di raccogliere i conferimenti da parte delle varie controparti bancarie, sottolineando invece una preoccupante inefficacia in caso di crisi strutturale dell'intero sistema bancario.

Questa considerazione infatti permette di intuire come agisce il fondo a livello pratico: se una banca fallisce, tutte le altre intervengono per sorreggerla attraverso il ricorso a fondi propri appositamente accantonati (o almeno che dovrebbero essere stati prudentemente accantonati). Mentre nel caso di una crisi strutturale del sistema (quella menzionata da Alan Greenspan), quindi per esempio due grandi gruppi bancari che si trovassero in situazioni analoghe a quelle della Northern Rock, il fondo risulterebbe sostanzialmente incapace di intervenire. Questa incapacità deriverebbe da uno stato di insolvenza che colpirebbe con effetto domino una moltitudine significativa di banche aderenti al fondo incapaci a loro volta di sostenere le prime in default.

In questa eventualità solamente un intervento pubblico potrebbe essere in grado di salvare l'intero sistema bancario. Per l'ennesima volta compare lo spettro del prestatore di ultima istanza che attualmente in Italia ed in Europa non è ancora molto ben identificato ovvero il soggetto che per ultimo dovrebbe essere in grado di mettere una pezza finale al buco che si è venuto a formare. A riguardo allora ognuno di voi tragga le dovute considerazioni sulla base di quanto proposto recentemente in occasione del meeting Ecofin svoltosi in Slovenia, all'interno del quale i banchieri centrali dell'Unione Europea hanno proposto un memorandum of understanding dal quale si evince la totale assenza di interventi con denaro pubblico a sostegno dell'azionariato di banche in eventuali difficoltà. Pertanto consiglio a tutti di aprire il prima possibile un conto di deposito presso il Banco delle Giovani Marmotte in quanto grazie alle fideiussioni di Zio Paperone potremmo contare su una banca solida ed in grado di resistere anche ai take over ostili da parte di Rockerduck: grazie alle competenze di Qui, Quo e Qua, finalmente saremo in grado di costruire un innovativo ed inattacabile sistema bancario.

Data articolo: aprile 2008
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com

Link correlati a Eugenio Benetazzo:

Eugenio Benetazzo

youtube - Eugenio Benetazzo




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (11-04-2008:22:24)  EDIT ARTICLE Nr. 38295  



Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.4452)