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Mutui, italiani sul lastrico (5)
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R.S. a cura della redazione ECplanet

Prezzi: bollette salate dal 2008. Mutui: aumentano le rate.
Il Sole 24 Ore

Il caro-petrolio spinge l'inflazione e le bollette della luce e del gas: dal primo gennaio 2008 le tariffe rischiano di subire una nuova impennata, registrando un +2,5% per l'elettricità ed un +4,6% per il gas. È quanto prevede Nomisma Energia per il prossimo trimestre gennaio-marzo 2008. Un nuovo rincaro, dopo quello già scattato a ottobre, che se sarà confermato dall'aggiornamento trimestrale atteso dall'Authority per l'energia entro fine dicembre, si tradurrebbe in una stangata per le famiglie italiane da 56 euro su base annua: la spesa per le bollette della luce salirebbe di 11 euro mentre quella per il gas di oltre 45 euro.

Mutui. L'Adusbef ha lanciato l'allarme liquidità per le famiglie italiane (3,2 milioni) che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Secondo l'associazione dei consumatori c'è una «grave responsabilità delle banche». Così dopo la raffica di aumenti già subiti, gli italiani che hanno scelto il mutuo variabile devono mettere in conto un ulteriore aumento della loro rata mensile: in media, secondo Adusbef, «25 euro, per un mutuo di 100mila euro, e questo indipendentemente dalle decisioni della Banca Centrale Europea».

Tesoro ottimista. L'inflazione nel 2008 potrebbe scendere, nonostante il rialzo consistente registrato a novembre e certificato ieri dall'Istat. Lo prevede il ministero dell'Economia nell'aggiornamento al programma di Stabilità per l'Italia, inviato all'Ue: secondo gli esperti di via XX Settembre, il costo della vita, salito a novembre del 2,4%, dovrebbe attestarsi il prossimo anno sotto il 2%.

«L'inflazione - si legge nel documento - risulterebbe in lieve decelerazione nel 2008. In virtù di un aumento delle pressioni inflazionistiche esterne, il deflatore dei consumi registrerebbe una crescita superiore rispetto a quella del 2007. Nel medio periodo, coerentemente con l'ipotesi assunta di una stabilizzazione del prezzo del petrolio, l'inflazione al consumo dovrebbe attestarsi in media sotto il 2%».

Mutui, mille euro all'anno in più
di: GIANLUCA PAOLUCCI - La Stampa

I consumatori: per 3,2 milioni di famiglie rate più care fino a 84 euro già in dicembre

Fino a mille euro in più all’anno, a seconda della durata e dell’ammontare del mutuo, da 32 a 84 euro in più già in dicembre. Non basta: la situazione potrebbe nacora peggiorare se, come prevedono gli analisti, la Banca centrale europea alzerà nuovamente i tassi d’interesse. È l’ultimo allarme sul caro-rate per i prestiti sulla casa e a lanciarlo questa volta è l’Adusbef, l’associazione degli utenti dei servizi bancari e finanziari. A causare l’ennesima scossa, il balzo degli ultimi giorni dell’Euribor, il tasso di riferimento interbancario che è anche il tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile. Il tasso d’interesse interbancario, che rappresenta il tasso al quale le banche si prestano il denaro tra loro, è infatti balzato al 4,82% per la scadenza a un mese, con un balzo dello 0,6% nella sola seduta di giovedì scorso. Per trovare valori analoghi è necessario risalire fino al maggio del 2001, quando però il tasso di riferimento della Bce era al 4,75% contro il 4% di oggi. È proprio questo l’effetto più pesante, e più visibile anche per le tasche dei consumatori, della crisi del credito partita nell’estate dagli Usa e che fa ancora sentire i suoi effetti sul sistema finanzario globale.

Secondo i calcoli dell’Adusbef, chi ha accesso un mutuo a tasso variabile pari a 100.000 euro della durata di 10 anni dovrà farsi carico di pagare 33 euro in più ogni mese, cioè 396 euro in più l’anno: alla fine dei dieci anni, l’esborso in più, senza contare gli aumenti della Bce, sarà di 3.960 euro. Se la durata, invece, è maggiore la situazione si complica: per un mutuo variabile l’aumento è di 38 euro già da questo mese. Il che significa 456 euro l’anno in più, mentre alla fine delle 240 rate il mutuo sarà risultato più salato di 18.144 euro. Coloro che hanno sottoscritto un mutuo da 200.000 euro a tasso variabile dovranno sborsare fino a 1.008 euro in più l’anno. Per il presidente dell’Adusbef, Elio Lannuti, ci sono delle responsabilità precise: «La corsa impazzita dei tassi Euribor, a causa della micidiale miscela esplosiva derivante dalla sfiducia reciproca delle banche che si tengono il denaro raccolto ben stretto, costerà cara ai 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche». Della crisi del credito e ei suoi riflessi in Europa si occuperà la Ue. Tra oggi e domani sono infatti previsti una serie di incontri tra i ministri europei e il commissario Almunia, con la sua collega Koes che ha lanciato l’allarme per «un paio di casi» di banche che potrebbero essere a rischio. «L’economia sta andando molto bene - aveva detto la Kroes - ma siamo consapevoli che la crisi, che è iniziata negli Usa, sta arrivando da noi e avendo effetti in Europa». Sul versante della Bce, i tassi dovrebbero restare invariati nella prossima riunione di giovedì prossimo, ma una stretta potrebbe arrivare nella prima metà del 2008.

Data articolo: dicembre 2007




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