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Economia

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Le obbligazioni sulla morte
Le obbligazioni sulla morte


di: Maurizio Blondet

STATI UNITI - Appena finito in bancarotta il gran mercato dei «mutui agli insolventi» (sub-prime borrowers) e rovinate migliaia di famiglie che si stanno vedendo sequestrare la casa, le grandi banche d'affari sono pronte a vendervi l'ultimissimo soggetto inventato dalla finanza creativa: i «death bonds», le obbligazioni sulla morte.

La vostra, naturalmente.

Di che si tratta ?

Semplice.

Almeno 90 milioni di americani, in mancanza di una previdenza sociale vera e propria, hanno stipulato un'assicurazione sulla vita. Molti di loro non riescono più a pagare il premio, troppo costoso. Altri vorrebbero incassare prima.

Le banche d'affari sono dunque pronti ad offrirvi un contratto di «life settlement» (accordo sulla vita) che consiste in questo: le banche vi comprano la vostra assicurazione, da quel momento pagano il premio al vostro posto fino al giorno della vostra morte, e poi incassano loro al posto vostro o dei vostri parenti sopravvissuti la somma finale.

Di fatto, offrono agli americani, che non sanno più cosa impegnarsi (le case essendo gravate da ipoteche plurime), una ipoteca sulla morte. (1) Quanto più presto morite, tanto più loro guadagnano: è questo il loro rischio imprenditoriale.

Fino ad oggi, ad ipotecare la morte erano piccole finanziarie locali di dubbia legalità, che poi rivendevano le polizze agli hedge funds. Ma ora, nel gioco stanno entrando in massa le grandi firme di Wall Street: seicento operatori di Merrill Lynch, Lehman Brothers, Wells Fargo, UBS, Deutsche Bank e Bear Stearns (la ditta che ha appena bruciato 20 miliardi di dollari nel crack dei suoi fondi sui mutui-insolventi) allo Sheraton Hotel & Towers di New York ad una conferenza sull'uso, i metodi, i rischi legali e finanziari del nuovo business della tomba. Perché sono interessate le grandi firme bancarie ?

Perché da una parte devono rifarsi del crack del mercato speculativo precedente, una torre di 1,4 trilioni di dollari che pende sulle loro teste. Dall'altra, perché contano di trarre grassi profitti «confezionando» le assicurazioni sulla vita che acquisteranno esattamente allo stesso modo in cui hanno confezionato i mutui: le metteranno tutti insieme in un «pool», frazioneranno il pool in «coriandoli» ciascuno dei quali contiene pezzetti di decine di assicurazioni, e venderanno questi coriandoli, ribattezzati «obbligazioni» (bonds), a fondi pensione, gestori di patrimoni di università e simili.

Insomma alla gente che vuole ricavare un buon interesse dalla speculazione. A questi investitori i banchieri d'affari promettono un ritorno dell'8 per cento sicuro, dato che i vecchi muoiono ad un ritmo costante e il numero dei vecchi è in aumento.

Niente male: l'8 per cento è più di quanto offrono i Buoni del Tesoro, e poco meno di quel che ci si può aspettare realisticamente dal più rischioso mercato azionario. Ma soprattutto - dicono ai loro clienti istituzionali, scottati dalle promesse precedenti sui «bond» fatti di mutui di insolventi - i bond-morte sono «uncorrelated assets», ossia attivi (assets) il cui rendimento non è influenzato da ciò che accade sugli altri mercati finanziari: salgano o crollino le azioni, rincarino le materie prime, entri in crisi la Cina o faccia crack la Borsa di Londra, il tasso di mortalità è felicemente costante. Anzi, in caso di crack generalizzato con disoccupazione e mal di vivere di massa, può solo aumentare, rendendo il business più prospero. La morte è la «materia prima» più sicura per l'investimento in un mondo globalizzato e instabile.

Così le grandi banche d'affari entrano in un business che prima avevano colpevolmente abbandonato in mano a piccoli truffatori. Diverse piccole agenzie locali specializzate in ipoteche sulla morte sono nei guai con la giustizia, in quanto convincevano i vecchietti, specie quelli un po' fuori di testa, a vendere le loro assicurazioni invitando a finte feste o viaggi turistici al termine dei quali gli imbonitori specializzati, anziché vendere pentole o altri oggetti (come accade anche in Italia), facevano balenare mirabolanti introiti. Contro queste pratiche l'associazione nazionale degli assicuratori USA ha lanciato un allarme pubblico. Ci sono stati casi in cui gli imbonitori hanno attratto gente poverissima (come tutti gli abitanti di St.Kitts, villaggio dei Caraibi) che nemmeno avevano un'assicurazione.

Essi hanno convinto i poveracci più anziani a stipulare a loro nome un'assicurazione, che poi immediatamente hanno comprato a un decimo del suo prezzo, pagando poi i premi rateali in attesa del trapasso del cliente. In un altro caso, due individui hanno identificato il segmento di popolazione più promettente, assicurando e poi comprando le assicurazioni dei fedeli di un'intera chiesa negra di Los Angeles: i negri in USA sono più malati e muoiono prima degli altri gruppi etnici, sicché i due promettevano agli investitori un ritorno non dell'8, bensì del 25 per cento. Ora i due individui sono in attesa di processo in California, non per aver fregato le vecchiette negre, ma gli investitori: il 25 per cento è una promessa che i giudici ritengono eccessiva, dopotutto. I negri non muoiono poi a quel ritmo.

D'altra parte, questo business nasce direttamente da un'altra invenzione creativa, sorta una decina d'anni fa: il cosiddetto «viatical business». Gli speculatori selezionavano ancor meglio il loro gregge in modo da diminuire il loro rischio finanziario: andavano a trovare malati di Aids e altri terminali - bisognosi di denaro liquido per pagarsi le cure, non esistendo un servizio sanitario nazionale - e offrivano di «realizzare» immediatamente le loro polizze-vita. Purtroppo, i progressi della medicina hanno prolungato la vita dei malati di Aids, rendendo meno profittevoli i morenti per la finanza. In più, i tribunali hanno cominciato ad interessarsi della cosa. Ciò ha ucciso il mercato del «viatical».

Ma il business della morte, in compenso, ha attrattive irresistibili. È il meno regolato dei «mercati»: solo in 26 stati è richiesta una licenza per questo tipo di affari, negli altri chiunque può acquistare la polizza di un vecchio, e di fatto lo fanno un numero crescente di avvocati, ex agenti di borsa falliti, ex assicuratori.

Come si difendono questi delinquenti ?

Data articolo: ottobre 2007
Fonte: www.effedieffe.com




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