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di: Maurizio Blondet

Qualcuno ha scommesso su un grande crack

I mercati azionari crolleranno di un terzo entro il 21 settembre ?

Almeno, è questa la scommessa che ha piazzato uno speculatore - rigorosamente anonimo - acquistando nei giorni scorsi 245 mila opzioni «put» sull'indice Eurostoxx 50 del Dow Jones.

È una scommessa rischiosa: se le azioni mondiali non precipiteranno di tanto, il compratore misterioso rischia di perdere un miliardo di dollari. Ma se ha ragione lui, guadagnerà 2 miliardi ed anche più. Il personaggio deve essere sicuro del fatto suo: è certo che qualcosa di brutto accadrà tra oggi e il 21 settembre, la data in cui le opzioni spirano. (1)

Che cosa può accadere ?

I mercati stanno già cadendo, ma non nella misura imponente prevista dall'anonimo. Tuttavia alcuni analisti finanziari puntano il dito sul fatto che, nell’accresciuta volatilità e avversione al rischio di questi giorni, si è apprezzato lo yen, la valuta tanto largamente usata dalla speculazione per il «carry trade»: gli speculatori hanno contratto debiti a breve in yen (a tasso basso) ed hanno prestato a lungo termine in «investimenti» a tasso più alto. Ma ora che lo yen risale, il loro debito in yen sale e rischia di schiacciarli. Ciò profila altre bancarotte, oltre a quelle attese a danno dei demenziali compratori di titoli «subprime» (garantiti da mutui ormai inesigibili, concessi a persone senza reddito certo): un doppio crack.

Gli indebitati in yen sono infatti obbligati a sbolognare i loro crediti a lungo termine (se c'è chi li compra) per comprare gli yen con cui estinguere i loro debiti giapponesi. Ciò, come minimo, forzerà verso l'alto i tassi d'interesse a lungo termine. Di conseguenza, anche il costo dei mutui variabili aumenterà, accrescendo il numero dei mutuarati insolventi, accelerando così il crack immobiliare USA (più case invendute offerte a prezzi da liquidazione) e dunque precipitando la recessione americana.

È questo che prevede l'anonimo scommettitore nel più imponente crollo di mercato dal 1929 ? È possibile.

Ma come fa ad essere sicuro della data, entro il 21 settembre ?

C'è un'altra ipotesi, più inquietante: che l'anonimo «sappia» di un attentato tipo 11 settembre fissato per quella data o poco prima.

Come si ricorderà, anche ai primi di settembre del 2001 alcuni anonimi profeti comprarono una quantità anomala di opzioni put su United Airlines ed American Airlines, scommettendo su un clamoroso ed improvviso ribasso delle due compagnie aeree: coinvolte coi loro velivoli nel mega-attentato firmato bin Laden, le due compagnie videro precipitare le loro azioni da 30 dollari a 18 in poche ore. Gli anonimi scommettitori fecero un bel profitto, parte del quale non osarono però ritirare perché li avrebbe rivelati come «insider» della morte.

Come si sa, parte degli ordini «put» risultò partito da una banca d’affari, la AB-Brown, di cui era stato presidente esecutivo A.B. «Buzzy» Krongard, uno dei capi della CIA alla data dell'attentato. Tuttavia il profitto di quella speculazione sul terrore si valutò allora a una decina di milioni di dollari; nulla rispetto al profitto atteso dal nuovo misterioso speculatore. Si attende un evento evidentemente più catastrofico e sorprendente dell'11 settembre.

Un evento capace di produrre un crollo così rilevante sarebbe, poniamo, la svendita massiccia delle sue vaste riserve in dollari da parte della Cina, il che sembra improbabile. Il peggio è che lo speculatore misterioso ha puntato sul crollo di un indice azionario europeo: «sa» che la catastrofe attesa colpirà l'Europa, piuttosto che gli Stati Uniti ?

Ricordiamo che Sarkozy s'è accodato ai neocon di riferimento, minacciando - la prima volta di un presidente francese - un atto di forza contro l’Iran, se non rinuncerà allo sviluppo nucleare.

Può essere necessario un attentato giustificativo per un intervento che certo scuoterebbe i mercati ?

Si aggiunga che notizie dall'Iraq, riportate da Uruknet, parlano di una aumentata presenza di personale del Mossad in Iraq, presso la frontiera con la Siria. Numerosi individui, alcuni con la kippà in testa e scortati da forze americane, hanno occupato la scuola elementare Hahsa nell'abitato di Al-Qa'im, alcuni ex uffici doganali e l'ufficio di un ex ente di mantenimento di strade del regime di Saddam.

Tali individui hanno installato potenti fortificazioni attorno ai loro quartieri generali, ed installato antenne e torri di comunicazione: evidentemente posizioni per la captazione di intelligence rivolte contro la Siria, il nemico «facile» che il governo israeliano si sarebbe scelto per ricostituire la sua credibilità di deterrenza in Medio Oriente, scossa dai successi Hezbollah. Il 17 luglio la resistenza irachena avrebbe attaccato un veicolo di costoro, uccidendone i quattro occupanti: dai documenti trovati loro addosso sarebbero risultati agenti del Mossad.

Ma sono tutte ipotesi.

Il solo a sapere quale è giusta è l'anonimo speculatore.

A noi non resta che aspettare il 21 settembre.

Note

1) Renée Schultes, «Mystery trader bets market will crash by a third», Financial News, 16 agosto 2007.

2) «Zionist Mossad increasing presence in northern Iraq, tribal leader reports», Uruknet, 26 agosto 2007.

Data articolo: luglio 2008
Tratto da www.effedieffe.com




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