COPERTINA
Scie chimiche a Cuba - 41015 -3-4
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   <<VARIE>>   POSTA 
  Cinema   |   Clonazioni   |   Cronache apocalisse   |   Curiosita   |   Diritti umani   |   Dario Fo   |   Economia   |   Espianto trapianto   |   Estrazioni del lotto   |   Guerra alle liberta   |   Globalizzazione   |   Eventi   |   Handicap 2000   |   Infanzia violata   |   Internet   |   I lettori ci scrivono   |   Libri   |   Mercati finanziari   |   Manipolazioni   |   Periodici   |   Petizioni   |   Vivisezione   |   Societa   |   Sondaggi   |   Violenze agli animali   |

Economia

La Repubblica delle Banche
Il peggio deve ancora arrivare
USA: siti di banche a rischio
Torri di Ground Zero in crisi
In arrivo il crack economico
Il sistema economico...
I sei mesi decisivi
Ultimo CONTANGO a Parigi
Verso la recessione
Economia: distorsioni in atto
Petrolio, crollo dei consumi
Il caso Société Générale
Aspettando il banco...
Il signore degli anelli
Italia, nuove regole bancarie
Fermiamo Mr. Burns
Duri e Puri
USA: ciclone credit cards
Economia canaglia
Per Far Soldi Basta Averne un Pò
Fuga da bancatraz
Il Signoraggio bancario
Euroschiavi
Economia shock
Farloccolandia...
L'Italia dovrà uscire dall'euro
Mutui, italiani sul lastrico (6)
Banche: orafi vicentini nervosi...
Finanza armata 5
Mutui, italiani sul lastrico (6)
Mutui, italiani sul lastrico (5)
Italia, allarme usura
GB, allarme carte di credito
Pagamenti elettronici
Mutui, italiani sul lastrico (4)
Banca mia fatti capanna
Mutui, italiani sul lastrico (3)
Mutui, italiani sul lastrico (2)
Bankenstein
Goldman Sucks
Caro mutuo: primo suicidio
Le obbligazioni sulla morte
Mutui, italiani sul lastrico
Italia, tasse alle stelle 2
Casa italiana: la più tassata
Italia, sempre più indebitata 2
Italia, sempre più indebitata
Italia, allarme lavoro
Italia, tasse alle stelle
La Moneta libera da...
Italia, allarme fuga capitali
Cultura politica economia
Consumatori sempre raggirati...
Consumatori contro le banche
Italia, caro mutui alle stelle
Il grande vampiro fiscale
Il signoraggio in breve
Iran contro il dollaro Usa
Italia, esecuzioni boom
La lezione del signoraggio
Che cosa fanno con l'oro ?
Il Signor Muller...
La BCE il regno dei veggenti
A Scuola di Business
Comunità e decrescita
Banca Bassotti
Investire il Svizzera
I paradisi fiscali
Allarme default mutui
Finanza armata 4
Speciale mercati finanziari
Strategia oceano blu
Azienda finanza febbraio 2007
Finanza armata 3
Perché comprare oro
1° Non entrare in banca
Le riunioni della BM e del FMI
Il caso Hospital Corporation
Microcredito, macro problemi
Sempre più poveri
Finanza armata 2
Finanza armata
P I L contro P I L
Usa, la recessione sarà marcata
Economie del Mediterraneo
Banche Americane...
Verso la moneta unica globale
Contraffazione globale (parte 2)
Contraffazione globale (parte 1)
Italia, boom Cessione del quinto
Il commercio senza anima
Il portafoglio
Come Affrontare il Crollo Economico
La lobby Parmalat
Finanza armata 4
Finanza armata 4


di: Alessio Mannucci

Proprio mentre il governo Prodi annunciava il nullaosta al raddoppio della base USA di Vicenza, ed esplodeva la protesta contro tale decisione, è arrivata in Italia, in segreto, un'altra «base» statunitense: il Bataan Expeditionary Strike Group (ESG), un gruppo navale di spedizione d'attacco la cui capacità offensiva è maggiore di quella della Squadra di combattimento di stanza a Vicenza.

L'ESG è composto di sette navi da guerra, con a bordo 6 mila marinai e marines, guidato dalla USS Bataan (Lhd 5), una nave da assalto anfibio della classe Wasp che, arrivata da Norfolk (Virginia), ha fatto scalo a Palermo. Dal suo ponte di volo, lungo 250 metri e largo 30, possono partire circa 30 elicotteri da assalto e caccia Harrier a decollo verticale. I suoi enormi mezzi da sbarco a cuscino d'aria sono in grado di trasportare a una velocità di oltre 30 nodi, fin sopra la riva, carichi di 60 tonnellate. Possono così rapidamente sbarcare 2 mila marines, dotati di artiglieria di grosso calibro, carri armati e veicoli militari. L'ammiraglia è affiancata da altre due navi da assalto anfibio, la Shreveport e la Oak Hill; da tre unità lanciamissili - l'incrociatore Vella Gulf, il cacciatorpediniere Nitze e la fregata Underwood - e dal sottomarino da attacco rapido Scranton della classe Los Angeles, armato di missili Tomahawk, che serve anche da piattaforma per incursioni di forze speciali in territorio nemico.

Questo possente gruppo navale da attacco - specificano i comunicati ufficiali - opererà nel Mediterraneo non nel quadro della Nato ma «quale forza da sbarco della Sesta flotta sotto il Comando europeo degli Stati uniti»: dipenderà quindi dal quartier generale delle forze navali USA in Europa, situato a Napoli. Allo stesso tempo, attraverso «esercitazioni bilaterali», contribuirà a «rafforzare la partnership con le forze armate» di Italia e altri paesi mediterranei ed effettuerà una serie di visite ai porti. Il gruppo navale da attacco, quindi, «opererà sia nell'area della Sesta flotta che in quella del Comando centrale», ossia nel Golfo, dove l'Iran «sta tentando di diventare una potenza nucleare» e «fornirà appoggio ai ribelli che combattono in Iraq». Non è neppure escluso che il gruppo navale sia inviato a sostenere la task force congiunta del Corno d'Africa che, ultimata la fase di addestramento, opererà con circa 2 mila uomini dalla base di Gibuti, in una «regione di vitale importanza per la guerra globale al terrorismo».

L'Italia verrà quindi sempre più usata quale trampolino della «proiezione di potenza» statunitense verso sud e verso est. Non è un caso che il gruppo navale da attacco giunga in Italia nel momento in cui si decide l'ampliamento della base di Vicenza, così che la Squadra di combattimento 173a brigata aviotrasportata possa più efficacemente operare in Iraq e Afghanistan e partecipare ai preparativi di guerra contro l'Iran. Non è dato sapere chi nel governo e in parlamento era informato dell'arrivo in Italia di una forza navale di tali dimensioni e chi ha dato il nullaosta. E nemmeno quali esercitazioni condurrà con le forze armate italiane e quali porti visiterà.

Il progetto Dal Molin, il raddoppio della base USA di Vicenza, come consumi è pari a 30 mila vicentini per l'acqua, 5.500 per il gas naturale e 26 mila per l'energia elettrica. Per Vicenza, la nuova base militare americana che il governo Prodi ha liquidato come un «problema urbanistico» rappresenterebbe un colpo assai pesante in termini di impatto ambientale e utilizzo delle risorse. La società Aim fornisce il servizio idrico a circa 26 comuni vicentini, per un totale di 28 milioni di metri cubi l'anno e 270 mila abitanti. Il consumo è di 280 litri al giorno per abitante. Ma i funzionari della Ederle hanno chiesto, nel giugno dell'anno scorso, una fornitura di acqua da un minimo di 60 litri al secondo a un massimo di 260. «La città - dice l'ingegnere Vivian - consuma 11,5 milioni di metri cubi l'anno. Pertanto, in relazione ai consumi idrici ipotizzati, è come se ci fosse un incremento di oltre 30 mila abitanti, e relative attività economiche, posti nel quadrante nord della stessa».

Per quello che riguarda l'energia e il gas, l'ingegner Vivian ha fatto i suoi calcoli basandosi sui dati forniti dagli stessi americani. I risultati sono un aumento di consumi pari a un improvviso aumento demografico di quasi seimila abitanti per il gas e di ben 26 mila per l'energia. «Fin da principio - dice ancora l'ingegner Vivian - si pensava che il grande interesse fosse solo per la struttura aeroportuale». Invece, l'ingegnere ha scoperto che ci sono almeno altre quattro motivazioni. «Dal primo gennaio 2008 - dice - l'Aeronautica militare dismetterà il Dal Molin, per cui c'è da ritenere che l'area di 770 mila metri quadri diverrà anch'essa parte integrante della base». E ancora, c'è «un importante oleodotto che parte dalla raffineria di Genova, attraversa la pianura padana servendo anche l'attuale struttura militare. Inoltre, c'è un'ampia disponibilità di acqua che comunque si può rendere potabile».

Insomma, per gli americani, l'affare Dal Molin è assai ghiotto. Del resto, lo ha ribadito anche l'ex sindaco di Vicenza Achille Variati (Margherita). «Il Dal Molin - dice - era l'unica area che eravamo riusciti a strappare alle speculazioni. Ma la decisione del governo Prodi di dare il via libera alla nuova base scipperà i cittadini anche di questa risorsa che poteva essere utilizzata per il rilancio di Vicenza». In effetti, di proposte di riutilizzo dell'aeroporto civile ce n'erano diverse. Si andava dalla realizzazione della direzione del Veneto per il corpo forestale e protezione civile alla costruzione di un vero e proprio polo sportivo e di un parco acquatico. In più c'era l'idea di un campus universitario e di un polo di ricerca e sviluppo che fornisca servizi alle imprese della zona.

L'ingegner Vivian è andato a fare i conti in tasca anche al progetto della base presentato dagli americani. L'intervento edilizio al Dal Molin consiste nel realizzare edifici per 707 mila mc, pari a 167 mila mq più 37 mila mq di sottotetti, il tutto su una superficie di 550 mila mq. C'è poi la realizzazione di un nuovo villaggio residenziale da realizzare a Quinto vicentino. L'obiettivo è costruire 215 villette prima e 400 poi per alloggiare le famiglie dei militari. Ciò è necessario perché verranno demolite circa 100 residenze nell'attuale housing area della Ederle per far posto alla costruzione di scuole. Inoltre, le nuove villette di Quinto Vicentino dovrebbero consentire l'azzeramento dei contratti di affitto in città. Il programma di costruzione del Dal Molin è di 150 mila dollari, in più ci sono gli altri pezzi (villaggio residenziale a Quinto, ospedale, ristrutturazione Ederle, ecc) per un totale di quasi 960 milioni di euro.

Annualmente, la caserma Ederle costa circa 180 milioni di euro.

Dopo aver fatto i suoi calcoli, Vivian ha stabilito che «bene che vada» alle aziende vicentine potrebbero arrivare qualcosa come 26 milioni di euro, cioè il 35% degli investimenti totali. Sempre secondo Vivian, «nel 2002 il contributo del governo italiano a quello americano per le basi USA presenti nel nostro territorio è stato di 326 milioni di euro, la "condivisione del peso", visto che non ci è dato di conoscere quanto versiamo per la Ederle, ma sappiamo che la cifra del 2002 era riferita ai 16 mila militari americani e relativi familiari in Italia, di cui 2.000 dislocati a Vicenza. Il contributo probabile è di oltre 40,75 milioni di euro all'anno». Con la stessa logica, il Dal Molin (2.000 nuovi arrivi, militari e non) costerà qualcosa come 40,75 milioni di euro che, estesi fino al 2019 e cioè per 10 anni, danno un contributo complessivo attualizzato di 317,76 milioni di euro.

L'11 gennaio scorso, Alenia Aeronautica, una società Finmeccanica, ha consegnato all'Aeronautica militare il primo dei 12 velivoli da trasporto tattico C-27J ordinati nella configurazione particolarmente avanzata richiesta dalla Forza armata. La consegna all'Aeronautica dell'intera flotta di C-27J è prevista entro il 2008. Alla cerimonia di consegna del velivolo, avvenuta a Pisa, sede della 46ima brigata aerea, hanno preso parte il sottosegretario alla Difesa, Emidio Casula, il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, il capo di stato maggiore dell'Aeronautica, generale di squadra aerea Vincenzo Camporini, il direttore generale di Finmeccanica, Giorgio Zappa, l'amministratore delegato di Alenia Aeronautica, Giovanni Bertolone e il direttore generale Antonio Perfetti, insieme alle più alte autorità civili e militari del capoluogo toscano.

Il C-27J rappresenta il programma più avanzato dell'ultima generazione di aerei da trasporto tattico disponibile sul mercato. L'aereo - l'unico della sua categoria in grado di garantire la completa interoperabilità con i velivoli da trasporto in servizio con le altre forze aeree della Nato - assicura prestazioni uniche di atterraggio e decollo; piena autonomia operativa grazie alla APU (Auxiliary Power Unit) di cui dispone; totale interoperabilità con gli altri mezzi aerei in servizio con le forze aeree dell'Alleanza Atlantica, grazie all'ampio compartimento di carico che consente l'impiego di pallet standard Nato; un'avionica e un sistema di autoprotezione allo stato dell'arte per operare anche nei teatri operativi più difficili.

Parola d'ordine: rivisitazione. È il concetto-chiave di un progetto di revisione strutturale dell'apparato militare italiano che ridisegnerà la fisionomia delle forze armate valorizzando al massimo la capacità operativa, a cominciare dalle missioni all'estero. Il piano sarà presentato alle autorità politiche entro il 2007, almeno nelle sue linee generali, ma la direzione è già tracciata, e va verso forze armate probabilmente più 'snelle', meno statiche e sempre più votate alla 'proiezione' fuori dai confini nazionali. È stato l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, capo di stato maggiore della Difesa, intervenuto a Pisa alla consegna all'Aeronautica del primo aereo C-27J, a dare notizia del progetto, già partito ed in corso di definizione. “Credo che certamente entro il 2007 dovremmo presentare le linee del piano per avere il via libera. Senza il sostengo politico - ha detto Di Paola a margine della cerimonia- non si 'rivisita' niente. Noi svilupperemo delle linee, non presenteremo un piano confezionato”.

Le forze armate del futuro, ha quindi avvertito l'ammiraglio Di Paola, “non potranno non essere molto diverse da quelle che sono oggi”. “Sostanzialmente -ha spiegato- si tratta di rivisitare la componente che in senso lato si definisce tra i tecnici la 'coda' per favorire la 'testa'. È un lavoro appena iniziato, non è possibile ancora fornire numeri”.

Data articolo: marzo 2007
Fonti: Peacelink, Il Manifesto

Link correlati all'articolo:

Pagine di Difesa

USS BATAAN (LHD 5) Official Website

Altri articoli correlati:

Finanza armata 3

E-mail: Alessio Mannucci




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (13-03-2007:23:42)  EDIT ARTICLE Nr. 29690  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione



Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.6697)