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Dario fo

Il capitalismo non ti ha detto
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La grande trovata di Bin Laden
01 dicembre 2002
Il mondo migliore
Un'energia a basso costo
I costi del potere in Italia
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Il settimo cataclisma
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Terzo Millennio
L'ironia contro il massacro
Arlecchino e la cacca
Uranio impoverito
Un'energia a basso costo
Un'energia a basso costo



Risolti i problemi energetici planetari con un'energia a basso costo.
(ma questa non è una buona notizia)
Dopo la sequenza di atti di terrorismo, culminanti in questi ultimi mesi con la strage di Bali e il maxi sequestro di Mosca, ci sembra di vivere in uno stato di follia interplanetaria. Siamo in un momento nel quale l'umanità dovrebbe riscoprire le idee che danno speranze e voglia di collaborare in modo solidale, perché se non iniziamo ad allentare le tensioni la situazione continuerà, nel breve periodo almeno, a peggiorare. E siamo rimasti molto stupiti dalla constatazione che le buone notizie interessano poco proprio quando sarebbero più utili.

Tutti sanno che dietro gli odi che dilaniano il mondo ci sono colossali interessi legati al petrolio. Cosa succederebbe se domani mattina si annunciasse che il petrolio non serve più a niente perché abbiamo una nuova fonte di energia a prezzo bassissimo e in quantità sterminata?

Beh, ce ne sarebbe per smetterla con stragi, massacri e vendette tragiche. Se il petrolio diventasse all'istante un prodotto largamente e vantaggiosamente sostituibile che ragione ci sarebbe di continuare ad azzannarsi per possederne il mercato? Bene, siamo spiacenti di rendervi noto che se una simile rivoluzionaria invenzione fosse annunciata non succederebbe proprio niente di nuovo e tutti continuerebbero con l'instancabile pratica del massacro.

Si, perché quest'invenzione mirabolante c'è veramente. E non lo riportano oscure agenzie di stampa nascoste nei meandri insondabili della rete delle reti. Ne dà notizia Il Corriere della Sera, con tutta l'aurea della sua rispettabilità. Certo non va a strombazzarlo in prima pagina. La notizia è stampata a pagina 148 del suo inserto "Sette" (numero 49). E si tratta pur comunque di un bell'articolo di 3 pagine, con tanto di illustrazioni e foto. Vogliamo credere perciò che non sia una leggenda metropolitana.

I fatti, in sintesi sono semplici e di facile comprensione. Addirittura nel 1975, Philip Carlson, statunitense, inventa un sistema per creare energia elettrica sfruttando il movimento dell'aria che raffreddandosi va verso il basso. Si tratta di un principio in effetti noto da più di 6 mila anni. Lo usavano già nel deserto per refrigerare le abitazioni poste nelle oasi. I sahariani primitivi sapevano che creando una corrente d'aria in un camino si ottiene che l'aria che va verso il basso si espande ed espandendosi si raffredda. In questo caso si sfrutta un altro aspetto della fisica delle pressioni dell'aria e della sua temperatura. Vaporizzando acqua in cima a un grande camino si può raffreddare l'aria e farla precipitare verso il basso creando, nel camino, una forte corrente, in grado di azionare una turbina e produrre così elettricità.

Nel 1982 il professor Zaslavsky, israeliano, è incuriosito dalla potenza che può avere una depressione mentre studia le differenze di densità atmosferica sul Mar Morto. Inizia una ricerca e scopre l'esistenza del brevetto di Philip Carlson, e inizia a lavorarci insieme a un'equipe. Riescono a ottimizzare il progetto, a trovare i fondi e ora stanno costruendo 2 torri energetiche, una sul Mar Morto e una in India.

Si tratta in effetti di un progetto notevole. Una torre alta da un minimo di 400 metri a un massimo di 1200. Praticamente un enorme tubo che può funzionare solo in paesi dove le temperature atmosferiche siano elevate e in prossimità del mare. Alla base del tubo c'è un bacino pieno d'acqua che viene dissalata e pompata in cima alla torre. Quindi viene vaporizzata verso il centro del cilindro cavo e così raffredda l'aria che di giorno è bollente. L'aria precipita e acquista velocità e potenza perché più scende rapida e più si espande e si raffredda. Insomma, senza entrare troppo nei dettagli, questi impianti risultano veramente rivoluzionari.

Anche dal punto di vista del rapporto tra costi e ricavi. Calcolando l'investimento per costruire una torre (costo sicuramente notevole) un kilowatt di energia costerebbe dai 2,47 ai 3,88 centesimi di dollaro, meno anche dell'energia atomica (3,31-5,05 centesimi di dollaro) e dell'energia ricavata dal gas (3,98-4,47 centesimi di dollaro). Esaltante anche la resa: 230 miliardi di kilowatt all'anno e una sterminata quantità di acqua dissalata da usare per l'agricoltura come sostanza di scarto.

Per capire la misura della produzione in termini energetici basti pensare che gli esseri umani oggi consumano complessivamente circa 8 mila miliardi di kilowatt. Cioè basterebbero circa 34 torri per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica del pianeta. Se poi tutti i 6 miliardi di abitanti della terra consumassero quanto un italiano medio il consumo globale del pianeta salirebbe a 32 mila miliardi di kilowatt: basterebbero circa 136 torri per soddisfare il bisogno energetico dell'umanità del futuro.

Ah, ci dimenticavamo di farvi notare che la produzione di energia non implica nessun tipo di inquinamento. Si tratta di una tecnologia assolutamente pulita...

Beh, non è una bella notizia?

È come quando hanno inventato il telefono ed è finito il commercio dei piccioni viaggiatori. Evidentemente nessuno ha percepito il segnale rivoluzionario presente in questa notizia. E certo qualcuno ha fatto finta di non recepirla. E probabilmente hanno ragione. Tutti sanno che alla fine le lobby del petrolio non accetteranno di essere cancellate nel giro di un paio di anni e punteranno i piedi e sono disposte anche a indire delle guerre pur di salvare i loro profitti.

Ma, sapete com'è: non è detto. Non avevano previsto l'esplosione dei personal computer e di internet, magari si sbagliano anche su questo. Magari riusciamo a far scoppiare la moda... Non c'è nessuno che ha un giardino di 1000 metri per 1000, in riva al mare, in un paese tropicale? Certo una torre di 1200 metri per 400 di diametro non è un gadget alla portata di tutti. Magari però si può fare un gruppo d'acquisto... Un'enorme cooperativa... Hai visto mai?

di: Dario Fo e Franca Rame & Jacopo Fo




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