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Dario fo

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01 dicembre 2002
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Il settimo cataclisma
Il settimo cataclisma



Un eminente luminare della scienza, studioso del progresso tecnologico legato all'ambiente, diceva: "La strada in cui si è avviata la locomozione e con lei la produzione di mezzi di trasporto diesel e a benzina è condannata a creare disastri da cataclisma. Fra non molto avremo montagne di veicoli-rottame che intaseranno ogni discarica".

La solita Cassandra?

"Nient'affatto - incalza lo scienziato - abbiamo appena assistito ad un processo di strage tecnologica risoltosi in un attimo.

Quindici anni fa si producevano ancora milioni di tradizionali macchine da scrivere, poi, all'istante, è scoppiato il boom dei computer. Milioni di normali macchine da scrivere, comprese quelle elettroniche, verranno letteralmente buttate... Oggi se ne scorge qualcuna solo nei polverosi musei della tecnologia primordiale. Succederà lo stesso anche per le auto a propellente oleo-minerale.

Il trapasso sarà decisivo ed improvviso ma, se non si interviene immediatamente, sarà un'immane catastrofe a determinarlo". Come ha sottolineato qualche onesto studioso del problema "inquinamento atmosferico", abbiamo ormai sorpassato ogni limite d'allarme fino a raddoppiare la massima quantità nociva e, in alcuni casi, siamo arrivati oltre il quadruplo del limite. Il numero dei morti di cancro da smog ha raggiunto cifre più che allarmanti, tragiche!

Ma che fanno le autorità comunali, provinciali, regionali e governative?

Si muovono come allocchi storditi.

Baffonchiano... non hanno programmi né progetti, tirano a campare, con qualche domenica a piedi - targhe alternate... Speriamo nella pioggia, nel vento, in una bella nevicata. È come sperare, durante un'alluvione, nell'effetto dell'alta marea prodotta dallo spuntare della luna piena.

Il sindaco di Milano e la sua giunta meritano senz'altro la palma d'oro dell'ingessamento mentale. Da ogni parte si è continuato da anni a tempestarlo di sollecitazioni ad agire. I cittadini democratici hanno raccolto 25mila firme proponendo un referendum sul traffico e l'inquinamento. Nel programma del gruppo referendario si prevedeva la creazione di isole di scambio, disposte nell'immediata cerchia periferica della città.

In quelle isole si sarebbero dovute fermare le macchine provenienti dall'esterno. Depositare in parcheggi appositi i propri veicoli e proseguire verso il centro città con mezzi messi a disposizione dal comune: tram, autobus a propellente non inquinante e taxi elettrici, a metano, biodiesel etc. etc.

In poche parole si trattava di liberare l'intero grande centro di Milano dal caos di macchine che oggi intasano la città e i polmoni dei cittadini.

Ma per il sindaco quel progetto era troppo avveniristico, anche se già realizzato in molte città d'Europa. Si proponeva soprattutto di raddoppiare il numero dei mezzi di trasporto che oggi si muovono con motore diesel sostituendoli con propellenti non inquinanti.

Impossibile?

Los Angeles fino a 15 anni fa era la città più inquinata del mondo: era infatti soprannominata "la grande camera a gas". Oggi è una città nuovamente vivibile... in possesso di un'atmosfera finalmente respirabile. E parliamo del cuore dell'economia Usa. Da sola la California sarebbe la quinta potenza economica del mondo. Il valore della sua produzione è superiore a quello dell'Italia. Ha 34milioni di abitanti e Los Angeles cresce al ritmo di mille persone al giorno.

Con una tale espansione l'inquinamento dovrebbe aumentare continuamente, invece è drasticamente diminuito. I picchi di ozono sono caduti del 75% in quindici anni. E tre mesi fa l'amministrazione ha varato un piano per ridurre ulteriormente del 90% le emissioni di polveri, chiedendo la modifica di tutti i mezzi e le caldaie a gasolio. Cos'è successo? È semplice: l'amministrazione ha trasformato in mezzi ecologici taxi, autobus e mezzi pubblici in genere, perfino quelli in dotazione alla polizia comunale e ai pompieri.

Poi sono stati fissati limiti rigidissimi per le emissioni inquinanti di auto, caldaie e insediamenti industriali. È stato incentivato l'utilizzo di tecniche di combustione più ecologiche, utilizzo di fonti rinnovabili di energia: sole, vento, acqua. La California ha installato il più grande impianto di pannelli per la produzione di energia elettrica (da soli producono quasi il 90% dell'energia fotovoltaica prodotta sul pianeta). E si è poi investito sull'isolamento termico delle costruzioni. Maggiore coibentazione delle case significa minor bisogno calorico per scaldarle.

L'amministrazione ha sollecitato il cambiamento, offrendo addirittura generosi sgravi fiscali per chi (privati e industrie) era in grado di ridurre la propria quota di inquinamento. L'ultima iniziativa è stata quella di proporre notevoli sgravi fiscali a chi possiede un'auto ibrida, cioè in grado di usare alternativamente motore a benzina e batteria elettrica. D'altra parte l'amministrazione di Los Angeles ha messo in pratica la tolleranza zero verso gli inquinatori, ad esempio multe da 300 dollari a tutti gli automobilisti con tubi di scappamento non in regola. Inoltre le associazioni ambientaliste sono state autorizzate a presentarsi come parte civile nei processi per inquinamento. E questo ha portato a 39 cause contro grandi inquinatori.

E Los Angeles non è l'unico esempio di grande città che sia riuscita a diminuire drasticamente l'inquinamento in modo stabile.

A Chicago si è intervenuti in modo analogo a Los Angeles con risultati altrettanto validi. Copenaghen ha risolto il problema tassando pesantemente le automobili, offrendo servizi pubblici super efficienti e puntando molto sulle piste ciclabili. Zurigo ha integrato treni (che nelle ore di punta passano ogni 2 minuti) e tram, offrendo per 400 euro all'anno l'abbonamento ai trasporti su tutta la rete.

Tutti questi esempi sono la prova che è possibile intervenire realmente sull'inquinamento. Non ci sono dubbi sul fatto che sia possibile avere una città dove respirare non sia autolesionismo. Non ha senso considerare l'avvelenamento delle città come una catastrofe naturale dovuta al caso o al clima. Far vivere i cittadini in metropoli-camere a gas non è una fatalità, è una scelta politica. Le amministrazioni delle città inquinate non hanno scuse. È la volontà quella che manca.

Dario Fo  Franca Rame e Jacopo Fo




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