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Dario fo

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01 dicembre 2002
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I crimini di serie B
I crimini di serie B



Quest'ultima settimana sono stato in Francia e mi sono reso conto che lì i maggiori quotidiani e settimanali trattano le notizie di cronaca nera in maniera diversa rispetto a come accade da noi: anche in Francia ci sono delitti efferati, ma finiscono raramente in prima pagina.

Non parliamo poi di quando si discute di violenza in televisione. Ieri sera, per esempio, seguendo un dibattito politico in un programma ci siamo accorti che il tema "criminalità" è diventato la chiave di volta dello scontro elettorale, soprattutto da parte della destra che ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia, cosi' da stornare abilmente l'attenzione degli elettori da problemi di gran lunga più gravi.

La sinistra è caduta nella trappola accettando di controbattere e di entrare in campo su questo argomento. Gli"ulivisti" hanno sciorinato una serie di risultati più che positivi, tutti comprovati da dati e statistiche fedelmente riportate: enorme calo del numero di crimini (sono diminuiti di ben un terzo), migliaia di condanne, centinaia di mafiosi arrestati, migliaia di miliardi confiscati (anche se poi queste confische hanno aspetti nebulosi: non si capisce bene infatti dove vadano a finire tutti questi quattrini e soprattutto non si capisce se veramente verranno restituiti ai cittadini rapinati).

Tutti dati giusti e corretti, eppure su questo terreno è la destra a vincere e a farla da padrona. Perché?

Perché grazie al bombardamento messo in atto dai mass media, gli elettori non hanno negli occhi e nel cervello altro che le immagini di questi efferati delitti "urlati dai telegiornali" e poi rivangati per anni dai format orrorifici. In poche parole, la criminalità grande, media e minuta (compreso piccolo spaccio e scippo) è diventata il problema assoluto, il tormentone. Ma come si può allora bloccare l'incastrata messa in atto dal Polo delle Liberta'?

Basta rivolger loro alcune domande: Come mai nei vostri programmi non parlate mai di operai morti sul lavoro? Lo sapete o no quante sono le vittime ogni anno nelle fabbriche, nei cantieri? Ebbene, se vi fosse sfuggito, sappiate che sono cinque volte tanto quelle uccise dai criminali.

(in Italia nel solo anno 2000 le denunce di infortuni sul lavoro sono state 904.565. Dati pubblicati sul sito www.inail.it) E chi sono, in questo caso, i responsabili? Imprenditori che, quasi sempre, non applicano le norme di legge per la sicurezza sul lavoro.

E quanti sono gli operai e le operaie che perdono qualche arto, che restano storpi e inabili per tutta la vita? Avete idea a quanto ammonti il loro numero? Supera di dieci volte e più l'ammontare dei feriti causati da rapine o scippi.

Vogliamo poi parlare di giustizia anche a proposito di giovani e meno giovani, magari assunti in nero, senza copertura assicurativa? Sia chiaro: non è che vogliamo passare sotto silenzio gli aggrediti, chiediamo solo che si sposti un attimo la vostra attenzione anche su questi "crimini".

E a proposito di crimini e di distrazioni civili, come mai nel vostro programma si tratta raramente e solo di sfuggita il gravissimo problema dell'inquinamento acustico e atmosferico?

Nelle città che i vostri sindaci stanno amministrando si e' riusciti a battere tutti i record di invivibilità. In una città come Milano ci sono più di tre morti al giorno a causa di tumori da smog, per non parlare di tutte le altre malattie legate al sistema respiratorio e cardiocircolatorio. La Lombardia è la regione che da sola realizza il record di otto morti al giorno. Fate il conto voi quanti sono in un anno. Ma voi, cari uomini di destra, vi interessate solo alla sicurezza nelle città, nelle banche e nei negozi. E dei morti per gli incidenti d'auto non ne vogliamo parlare?

Nel week-end di Pasqua la televisione con il suo solito bollettino di morte ci ha fatto sapere che ben 27 automobilisti sono deceduti, quasi tutti a causa dell'eccessiva velocità. Basti vedere le immagini prodotte nei servizi televisivi: le auto sono ridotte a veri e propri catorci.

Grappoli di lamiere nelle quali sono rimasti incastrati i corpi delle vittime. Oggi sappiamo che i morti sulle strade superano ogni altro dato relativo alle morti violente. Non si può far niente per arginare, per evitare questo problema? Sapete che esiste una legge che fissa un limite di velocità? Sulle strade e le superstrade è fissato a 90 km orari, sulle autostrade è di 130 km orari. Siamo sicuri che ne siate a conoscenza, così come saprete sicuramente che sono previste sanzioni pesanti e persino ritiro di patente per chi trasgredisce e mette a rischio la propria vita e quella degli altri (nei paesi civili il limite di velocità è fissato a 110 chilometri orari).

Vi chiediamo allora: come mai questo limite non vale anche per i costruttori di auto? Non sarebbe più semplice imporre la vendita di macchine il cui motore venga bloccato ad una determinata potenza, cosicché l'auto automaticamente non possa superare il limite in questione?

Per quale ragione si permette di produrre e mettere in commercio auto che raggiungono e superano i 200 km orari? Vi chiediamo ancora: chi sono in questo caso i criminali? Come mai non affrontate questo argomento? Dal momento che avete a cuore la vita dei cittadini e siete portati a calcolare il numero delle vittime della criminalità, giorno per giorno, calcolate anche le vittime di questa criminalità che vede alla propria base la massima: "velocità uguale profitto".

Come diceva un famoso criminologo, il delitto maggiore che lo Stato mette in atto quotidianamente è il non rispetto del cittadino, non punendo il potente affarista e stritolando il debole. Ed è la stessa brutalità che si usa nei confronti dei defunti e dei loro cari. Non sappiamo se vi sia mai capitato di seguire un feretro fino al cimitero Maggiore di Musocco a Milano. È uno spettacolo al limite del disumano.

Uno dietro l'altro, arrivano i carri funebri, a centinaia. Scaricano i feretri lungo una linea segnata da numerosi paletti, ognuno distante di un metro e mezzo dall'altro. Appare una ruspa che produce un solco largo un paio di metri e lungo da cinquanta a sessanta metri. A questo punto entra in scena un prete seguito da due chierichetti. Dal lato opposto del solco, ecco che appare un trattore con braccio meccanico. Il braccio scende sulla prima bara, la solleva mentre il prete benedice e recita ad alta voce alcune orazioni. La bara viene fatta scendere nello spazio a lei destinato. Altro movimento del braccio meccanico, altra bara, altra preghiera e benedizione.

E così via per innumerevoli feretri che rimarranno a cielo aperto, sotto le intemperie fino a che tutto il fossato non sarà pieno di casse. I parenti seguono l'azione allocchiti, senza riuscire neanche a pronunciare una sola preghiera. Ecco che si muove di nuovo la ruspa. La grande pala preme contro il cumulo di terra ricoprendo le bare e tutto il lungo solco. Dieci minuti e i numerosi defunti sono sistemati!

Sul "Corriere della Sera" di lunedì 23 aprile c'era la cronaca di una vera e propria rivolta dei congiunti dei defunti: per errore la ruspa ha scavato in uno spazio dove i morti erano ancora freschi. Sul giornale c'erano anche le fotografie. "La gente passa lungo la strada che costeggia il campo 42, ma c'è qualcosa di strano nell'aria, un odore tremendo. Il 42 sembra un campo di battaglia dopo il passaggio delle ruspe (di recente e' stato bonificato, cioè sono stati tolti i resti di persone perlopiù sepolte alla fine degli anni 80, per far spazio ai nuovi arrivati). Se il corpo non è del tutto consunto si provvede a risepellirlo altrimenti le ossa si inviano all'ossario comune."

A chi si soffermasse a osservare con attenzione si presenta un'autentica scena da Grand Guignol: "Un teschio ben conservato, lucido e pulito dalla pioggia dell'altro ieri, vestitini marci, calze di nylon, un femore, una tibia, due costole, un cuscino viola, una maglietta azzurra e targhette consunte ma ancora leggibili col nome del defunto, data di nascita e morte.

Per giunta, superata la parte centrale del campo, il fetore diventa insopportabile, una nube di mosconi ronza attorno a un piccolo cumulo di terra. Soltanto ossa? Meglio non appurare. Ma possibile che una simile vergogna capiti nel cuore del Cimitero Maggiore di Milano? Come non indignarsi? Tutto appare come una orribile vicenda d'inciviltà e di inefficienza."

Pare che questi incidenti siano all'ordine del giorno. Vedete, cari uomini di destra, tragedie del genere chissà perché succedono solo ai poveri cristi.

Dario Fo  Franca Rame e Jacopo Fo




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