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Clonazioni

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di: Alessio Mannucci

IL CROCEVIA DELL'ORRORE

Mediante le moderne tecniche di ricombinazione genetica è possibile incrociare i geni dei pesci con quelli dei pomodori, di inserire geni virali nelle zucche, geni batterici nel mais e geni umani nel tabacco (per far «crescere» prodotti farmaceutici).

Nello Iowa, ad esempio, c'è chi pianta semi di grano geneticamente modificati dalla Meristem Therapeutics, una compagnia biotecnologica francese, per ottenere un enzima contro la fibrosi cistica. Altre compagnie sperimentano patate modificate contro l'obesità oppure tabbacco denicotinizzato. È la cosiddetta “pharma crops” o “biofarmacia”, una fabbrica di Organismi Geneticamente Modificati a scopo medico-alimentare-industriale.

Normalmente le barriere fra le specie sono fissate dalla natura e fino a poco tempo fa questi confini non erano mai stati valicati. L'ingegneria genetica partorita dalle menti malate dell'anti-scienza neo-eugenetica ha fortemente voluto oltrepassare questi limiti, oltrepassare la natura stessa, innescando un processo contronatura i cui risultati nessuno è in grado di prevedere.

Alcune persone, come l'autore Michael Pollan, pensano che se in natura esistono delle barriere, ci debba pur essere una ragione: «L'introduzione in una pianta di geni trapiantati, non solo da una specie all'altra ma anche da un tipo all'altro, vuol dire che le barriere che definiscono l'essenziale identità di quella pianta, potremmo dire la sua irriducibile naturalità, è stata violata».

Alcune di queste mostruose combinazioni possono essere non solo strane, ma anche terribilmente pericolose per il nostro ambiente e persino per la nostra salute. Come dice il genetista molecolare Michael Antoniou: «La natura artificiale degli OGM non li rende in sé pericolosi. È il modo impreciso in cui i geni vengono combinati e ricombinati e l'imprevedibilità degli effetti che porta all'incertezza. Da un punto di vista genetico un OGM ha in sé un livello di imprevedibilità che è di gran lunga maggiore della certezza del raggiungimento del cambiamento ricercato».

Ai genetisti ci sono voluti 270 tentativi per arrivare alla clonazione della pecora Dolly. E le 269 Dolly che non ce l'hanno fatta? Molte di loro erano deformi e sfigurate, altre sono nate morte o incapaci di maturare. E Dolly stessa è morta di invecchiamento precoce. Le tecniche di ingegneria genetica hanno anche prodotto molte piante abnormi per poterne creare solo alcune che sopravvivono e si riproducono, distruggendo tutti gli ONM (Organismi Naturalmente Modificati) con cui vengono a contatto.

Dalle piante che sopravvivono alla ricombinazione del DNA, gli ingegneri genetici ricavano i semi di tipo commerciale, che poi brevettano e immettono sul mercato. Michael Pollan, dopo aver visitato i laboratori della Monsanto, ha riferito: «L'intera operazione è messa in atto migliaia di volte, più che altro per l'insicurezza che circonda il risultato. Non c’è modo di sapere dove, nel genoma, il nuovo DNA andrà a finire e nel caso che si dovesse posizionare nel posto sbagliato il nuovo gene non verrà espresso o non si esprimerà nel migliore dei modi, oppure la pianta sarà uno scherzo della natura. Rimasi impressionato da come la tecnologia potesse essere estremamente sofisticata e allo stesso tempo così aleatoria».

L'ARMA GENETICA

È come sparare un colpo nel buio e sperare di andare a segno. Chi se ne frega se quel colpo finirà per colpire qualche altro obiettivo. I genetisti sparano questi colpi con ciò che alcuni chiamano «l'arma genetica». L'arma genetica spara, letteralmente, nelle cellule, microscopici proiettili d'oro ricoperti con DNA estraneo. A volte i proiettili passano attraverso le pareti della cellula e il DNA diviene parte della struttura genetica della pianta, altre volte il DNA non centra le cellule, le uccide, o penetra le pareti delle cellule senza diventare però parte della struttura genetica della pianta.

Roberto Verloza, un ingegnere, scrive: «esplodere microparticelle ricoperte di plasma delle piante, è come mettere nella canna di una pistola tante viti, dadi, bulloni, molle, ecc, per poi spararle in un motore in moto per fermare una occasionale vibrazione del motore stesso. Può sempre succedere che dopo milioni di tentativi la vibrazione possa effettivamente sparire e, a quel punto, tutti saranno fieri del loro lavoro. Essendo io un vero ingegnere, mi rifiuto di pensare che questa sia ingegneria. Che i genomi delle piante possano sopportare un trattamento simile e sopravvivere, non testimonia la precisione dell'ingegnere genetico, ma la resistenza agli abusi degli organismi viventi».

Molte delle piante che sono sopravvissute alla manipolazione genetica, non hanno poi prodotto cibo che fosse a livello dello standard richiesto. Sando a quanto sostiene Heffrey Smith, autore del libro “L'Inganno a Tavola”, molti OGM finiti nella catena dell'industria alimentare sono cancerogeni.

Di sicuro la ricombinazione genetica può avere effetti collaterali non voluti; ad esempio, geni immessi per dare un colore rosso ai petali delle petunie, non solo hanno cambiato il colore dei petali, ma hanno diminuito anche la fertilità della pianta e alterato la crescita delle radici e delle foglie; salmoni geneticamente modificati con un gene dell’ormone della crescita, non solo sono diventati grossi troppo in fretta, ma hanno cambiato colore diventando verdi.

CONFLITTO DI INTERESSI

Il Center for Science in the Public Interest di Washington, fondato circa 30 anni fa, è un'organizzazione statunitense no profit che si occupa di temi collegati all'alimentazione, alla salute, e alla scienza in generale.

Ron Collins, responsabile del Progetto “Integrity in Science”, dice: “Quando si parla di ricerca scientifica, molto spesso si parla di quella che viene svolta nelle università dove si pensa che prevalga l'idea un po' fuori moda che la scienza è alla ricerca della verità. Più recentemente, negli ultimi vent'anni, gli scienziati sono andati in cerca di verità, sì, ma anche in cerca di profitti. E a volte le due cose non combaciano. Detto in altre parole, quello che conviene a un'azienda chimica, o farmaceutica, può non essere quello che più conviene alla collettività. Ecco perché abbiamo lanciato il database Integrity in Science. Consiste in migliaia di nomi di scienziati che hanno una qualche forma di legame economico con aziende. Indichiamo in quale centro di ricerca lavorano e quali sono questi legami ogni volta che possiamo documentarli. Se non disponiamo di documentazione accurata, non li mettiamo nell'elenco. E lo facciamo perché ci pare che l'opinione pubblica e la stampa deve essere al corrente”.

BIOFARMACIA

18 mesi fà, una società biotecnologica texana, la Prodigene, ammise di aver mescolato per errore, in Nebraska, sementi di piante tradizionali con quelle modificate. E perfino i più grossi “son of a Bush” del settore, come la Monsanto, avevano chiesto regole più sicure per condurre queste sperimentazioni.

Che, a quanto pare, sono invece riprese senza controllo.

Proprio in questi giorni, il Centro ha denunciato una vasta operazione di “biofarmacia” volta a creare coltivazioni geneticamente modificate dalle quali ricavare medicine a basso costo.

Secondo il numero di richieste di approvazione per coltivazioni ogm a scopo farmaceutico giunte al ministero dell'agricoltura USA, gli esperimenti nel settore sono praticamente raddoppiati nell'ultimo anno.

Fonte: www.cspinet.org

E-mail: Alessio Mannucci




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